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Sanità calabrese, Consiglio regionale straordinario dopo la rivolta dei territori

Sul tavolo una legge d’urgenza per tamponare la carenza di medici, ma l’opposizione denuncia un fallimento politico e gestionale

Pubblicato il: 13/01/2026 – 10:26
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Sanità calabrese, Consiglio regionale straordinario dopo la rivolta dei territori

REGGIO CALABRIA Un Consiglio regionale che nasce dall’emergenza e dalla protesta dei territori. È quello convocato per giovedì 16 gennaio, interamente dedicato alla sanità calabrese, dopo giorni di forte mobilitazione popolare e un acceso confronto politico che affonda le radici nella crisi esplosa all’ospedale di Polistena. Proprio da lì, dal presidio permanente organizzato davanti allo spoke “Santa Maria degli Ungheresi” dal Comitato Tutela della Salute, è partita una protesta che ha acceso i riflettori su una carenza di anestesisti ormai insostenibile e sul rischio concreto di blocco di interi reparti, a partire dalla Rianimazione. Quattro giorni e quattro notti di sit-in, con cittadini, amministratori locali e associazioni, hanno trasformato un problema locale in una questione regionale e nazionale. La pressione del territorio ha portato prima all’arrivo a Polistena di una delegazione di parlamentari di Forza Italia, guidata da Francesco Cannizzaro, e del presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, quindi alla decisione di convocare un Consiglio regionale ad hoc. La scelta è stata formalizzata nel corso della conferenza dei capigruppo, riunitasi a Palazzo Campanella, che ha definito la programmazione dei lavori d’Aula. Al centro della seduta del 16 gennaio ci sarà la proposta di legge regionale, a prima firma Cirillo e sottoscritta dai capigruppo di maggioranza, recante le “disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali”. Il provvedimento prevede, in via transitoria, la possibilità per i medici collocati in quiescenza di continuare a svolgere attività lavorativa, così da evitare la sospensione dei servizi essenziali, soprattutto negli ospedali delle aree interne. Una misura pensata per colmare il vuoto normativo creato dal decreto Milleproroghe, in attesa della conversione in legge dell’emendamento presentato in Parlamento. Secondo Cirillo, si tratta di una risposta necessaria e immediata a un’emergenza non più rinviabile: «L’obiettivo è garantire la continuità assistenziale e non lasciare scoperti i presidi ospedalieri calabresi».

Ranuccio: «Serve una strategia strutturale, seria e duratura»

Ma l’iniziativa divide profondamente il Consiglio. Il vicepresidente dell’Assemblea e consigliere regionale del Pd Giuseppe Ranuccio annuncia al Corriere della Calabria una linea critica e parla apertamente di un fallimento politico e gestionale.
«Si sta cercando di correre ai ripari solo adesso – afferma – mettendo una pezza a un errore grave che poteva essere corretto a livello centrale. Invece oggi si chiede al Consiglio regionale di legiferare in fretta e furia, con il rischio concreto che si tratti persino di un atto illegittimo». Ranuccio individua un triplice problema: politico, legislativo e strutturale.
«C’è un’evidente incapacità del Governo nazionale, ma anche del commissario alla Sanità Roberto Occhiuto, che gestisce il sistema da anni. I nodi sono tutti irrisolti e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una sanità al collasso, ospedali senza personale, cittadini che non sanno più dove curarsi». Il consigliere dem richiama proprio la protesta di Polistena come simbolo di una crisi più ampia: «Quel sit-in non è stato un episodio isolato, ma il segnale di una sofferenza diffusa. A Polistena come a Locri, senza anestesisti si fermano i reparti, si rinviano interventi urgenti e si mettono a rischio vite umane». Da qui la richiesta di un cambio di passo netto: «Non servono soluzioni tampone o provvedimenti emergenziali dettati dall’urgenza. Serve una strategia strutturale, seria e duratura. Come Partito democratico assumeremo una posizione chiara e responsabile in Aula, ma è evidente che quello del 16 gennaio sarà un Consiglio regionale molto teso». Il confronto si preannuncia dunque aspro, con la sanità al centro di uno scontro che intreccia emergenze territoriali, scelte legislative e responsabilità politiche. Un passaggio decisivo, nato dalla piazza e destinato a mettere alla prova la tenuta del sistema sanitario calabrese. (redazione@corrierecal.it)

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