Cosenza, restyling del “San Vito-Marulla”: le perplessità della minoranza
I consiglieri comunali di minoranza chiedono chiarimenti sull’appalto integrato, dalla progettazione affidata sotto soglia all’annuncio dell’aggiudicazione

«Suscitano forti perplessità alcuni aspetti che emergono dagli atti procedimentali relativi all’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica e all’aggiudicazione dell’appalto integrato dell’intervento di restyling dello stadio comunale “San Vito – G. Marulla”. È quanto evidenziano i consiglieri comunali di minoranza di Cosenza Francesco Caruso, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro, che parlano di elementi “singolari” e tali da richiedere adeguati chiarimenti da parte del sindaco e della segretaria comunale, figure garanti della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa dell’ente. Prescindendo dai toni trionfalistici con cui l’amministrazione ha presentato l’intera operazione – che ad oggi risulta circoscritta al solo “avvicinamento delle curve al terreno di gioco” e non all’intera riqualificazione dello stadio – restano aperti diversi interrogativi. Come noto, la redazione del PFTE da porre a base di gara per l’appalto integrato dell’intervento di restyling, recentemente aggiudicato, è stata affidata con procedura diretta allo studio “Gau Arena Architectural Design”, guidato dall’architetto Riccardo Cefarelli, per un importo pari a 131.619,25 euro oltre oneri previdenziali e IVA. Un importo che – sottolineano i consiglieri di minoranza – appare difficilmente compatibile con le prestazioni richieste per un PFTE relativo a lavori di circa 5 milioni di euro e caratterizzati da una rilevante complessità, sia sotto il profilo strutturale che impiantistico. Per tali ragioni, i consiglieri spiegano di aver chiesto e ottenuto la convocazione di un’apposita Commissione consiliare Lavori pubblici. In quella sede, il dirigente competente avrebbe dichiarato di aver applicato uno “sconto” nella determinazione del compenso professionale. «Siamo al paradosso – osservano –: invece di richiedere un ribasso all’operatore economico, si applica d’ufficio uno sconto nella fase di stima del corrispettivo». In assenza di chiarimenti puntuali, secondo i firmatari della nota permane il dubbio che si sia fatto ricorso a un espediente discutibile, riducendo preventivamente l’importo al fine di rientrare sotto la soglia che consente l’affidamento diretto ed evitando così l’attivazione di una procedura competitiva. «I prezzi di riferimento – ricordano – non possono essere derogati arbitrariamente e ogni eventuale scostamento deve essere sorretto da una motivazione rigorosa e fondata, non rimessa alla discrezionalità di chi “riteneva giusto applicare uno sconto”».
Le perplessità non si fermano qui. I consiglieri di minoranza segnalano come anomala anche una circostanza verificatasi nella fase finale della procedura di gara per l’affidamento dei lavori, poi aggiudicati all’ATI composta da Ceta Spa e impresa Nervoso. Nei giorni successivi, l’assessore ai Lavori pubblici avrebbe annunciato sui social l’approvazione di un “ambizioso progetto di riqualificazione urbana”, nonostante fosse ancora da espletare un’ultima seduta di gara – fissata per il 29 dicembre – per la verifica di alcuni atti amministrativi. «Appare quanto meno singolare – affermano – che, mentre la procedura risultava ancora formalmente in corso, fosse già stato individuato il vincitore». Anche su questi aspetti i consiglieri chiedono chiarimenti rigorosi, da fornire anche in sede di Commissione consiliare Controllo e Garanzia. Ribadendo il proprio ruolo di vigilanza sull’operato dell’amministrazione, i consiglieri di minoranza ricordano di aver già assunto una posizione analoga in altre vicende, come quella relativa all’assegnazione – poi revocata dalla Giunta Caruso – dell’incarico per la cosiddetta “strategia di comunicazione integrata”. In assenza di risposte soddisfacenti, concludono, «non esiteremo a investire della vicenda gli organismi competenti al controllo della correttezza e della legalità dei procedimenti, compresa l’Autorità nazionale anticorruzione».
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