Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:59
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

La nota

Cosenza, restyling del “San Vito-Marulla”: le perplessità della minoranza

I consiglieri comunali di minoranza chiedono chiarimenti sull’appalto integrato, dalla progettazione affidata sotto soglia all’annuncio dell’aggiudicazione

Pubblicato il: 14/01/2026 – 19:45
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Cosenza, restyling del “San Vito-Marulla”: le perplessità della minoranza

«Suscitano forti perplessità alcuni aspetti che emergono dagli atti procedimentali relativi all’affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica e all’aggiudicazione dell’appalto integrato dell’intervento di restyling dello stadio comunale “San Vito – G. Marulla”. È quanto evidenziano i consiglieri comunali di minoranza di Cosenza Francesco Caruso, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro, che parlano di elementi “singolari” e tali da richiedere adeguati chiarimenti da parte del sindaco e della segretaria comunale, figure garanti della trasparenza e dell’imparzialità dell’azione amministrativa dell’ente. Prescindendo dai toni trionfalistici con cui l’amministrazione ha presentato l’intera operazione – che ad oggi risulta circoscritta al solo “avvicinamento delle curve al terreno di gioco” e non all’intera riqualificazione dello stadio – restano aperti diversi interrogativi. Come noto, la redazione del PFTE da porre a base di gara per l’appalto integrato dell’intervento di restyling, recentemente aggiudicato, è stata affidata con procedura diretta allo studio “Gau Arena Architectural Design”, guidato dall’architetto Riccardo Cefarelli, per un importo pari a 131.619,25 euro oltre oneri previdenziali e IVA. Un importo che – sottolineano i consiglieri di minoranza – appare difficilmente compatibile con le prestazioni richieste per un PFTE relativo a lavori di circa 5 milioni di euro e caratterizzati da una rilevante complessità, sia sotto il profilo strutturale che impiantistico. Per tali ragioni, i consiglieri spiegano di aver chiesto e ottenuto la convocazione di un’apposita Commissione consiliare Lavori pubblici. In quella sede, il dirigente competente avrebbe dichiarato di aver applicato uno “sconto” nella determinazione del compenso professionale. «Siamo al paradosso – osservano –: invece di richiedere un ribasso all’operatore economico, si applica d’ufficio uno sconto nella fase di stima del corrispettivo». In assenza di chiarimenti puntuali, secondo i firmatari della nota permane il dubbio che si sia fatto ricorso a un espediente discutibile, riducendo preventivamente l’importo al fine di rientrare sotto la soglia che consente l’affidamento diretto ed evitando così l’attivazione di una procedura competitiva. «I prezzi di riferimento – ricordano – non possono essere derogati arbitrariamente e ogni eventuale scostamento deve essere sorretto da una motivazione rigorosa e fondata, non rimessa alla discrezionalità di chi “riteneva giusto applicare uno sconto”».
Le perplessità non si fermano qui. I consiglieri di minoranza segnalano come anomala anche una circostanza verificatasi nella fase finale della procedura di gara per l’affidamento dei lavori, poi aggiudicati all’ATI composta da Ceta Spa e impresa Nervoso. Nei giorni successivi, l’assessore ai Lavori pubblici avrebbe annunciato sui social l’approvazione di un “ambizioso progetto di riqualificazione urbana”, nonostante fosse ancora da espletare un’ultima seduta di gara – fissata per il 29 dicembre – per la verifica di alcuni atti amministrativi. «Appare quanto meno singolare – affermano – che, mentre la procedura risultava ancora formalmente in corso, fosse già stato individuato il vincitore». Anche su questi aspetti i consiglieri chiedono chiarimenti rigorosi, da fornire anche in sede di Commissione consiliare Controllo e Garanzia. Ribadendo il proprio ruolo di vigilanza sull’operato dell’amministrazione, i consiglieri di minoranza ricordano di aver già assunto una posizione analoga in altre vicende, come quella relativa all’assegnazione – poi revocata dalla Giunta Caruso – dell’incarico per la cosiddetta “strategia di comunicazione integrata”. In assenza di risposte soddisfacenti, concludono, «non esiteremo a investire della vicenda gli organismi competenti al controllo della correttezza e della legalità dei procedimenti, compresa l’Autorità nazionale anticorruzione».

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x