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Irto: «Il Parlamento fa chiarezza sul Sin di Crotone, ora la bonifica»

Dopo anni di ritardi e omissioni, la Commissione d’inchiesta indica responsabilità e percorsi concreti per proteggere cittadini e territorio

Pubblicato il: 14/01/2026 – 13:27
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Irto: «Il Parlamento fa chiarezza sul Sin di Crotone, ora la bonifica»

ROMA «Il 17 dicembre 2025 la Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali e agroalimentari ha approvato all’unanimità la “Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di bonifica del Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara: analisi ambientale, amministrativa e giudiziaria”. Il voto ha rappresentato senz’altro una svolta, poiché – dopo anni in cui questa ferita territoriale è stata affrontata con ritardi, contraddizioni e ambiguità istituzionali – il Parlamento ha cristallizzato le evidenze materiali, scientifiche, sanitare e giuridiche del caso, i fatti, le responsabilità e le condizioni del territorio». È quanto evidenzia il senatore e segretario del Pd Calabria Nicola Irto.
«La relazione – aggiunge – ricostruisce nei dettagli la storia del Sin di Crotone, un’area enorme, estesa su terra e mare per l’equivalente di oltre 3.200 campi da calcio, definita di interesse nazionale già nei primi anni Duemila ma sulla quale gli unici interventi conclusi sono stati lacunosi oppure inconcludenti. I rifiuti industriali generati dalle lavorazioni chimiche e metallurgiche, compresi materiali classificati come pericolosi e persistenti, sono rimasti negli strati del suolo, nelle falde acquifere, nelle aree urbane e nelle infrastrutture. Nel frattempo, la popolazione locale ha vissuto anni di incertezze, ricevendo annunci di piani di bonifica mai partiti e subendo processi deliberativi bloccati da ostacoli normativi e tecnici.
La relazione – sottolinea Irto – è fondata su una mole di dati inoppugnabili. Ivi si richiama il rapporto Sentieri, che descrive con metodo epidemiologico l’aumento di patologie gravi nel territorio sotto analisi. Nelle relative mappe sanitarie e nei dati esposti appare una tendenza netta. In pratica, nei Comuni ricadenti nel Sin di Crotone si osservano tassi di alcune forme tumorali e di altre condizioni cliniche significativamente più elevati rispetto ad aree di confronto esterne al Sito e rispetto alle medie nazionali. Sono statistiche su vite poste a rischio da anni di esposizione a contaminanti ambientali, senza una risposta tempestiva ed efficace delle istituzioni competenti. È in tale contesto che va letta la mancanza di interventi effettivi di bonifica, quasi sempre rinviati – nonostante le già palmari acquisizioni precedenti in sede parlamentare – e troppo a lungo condizionati da procedure frammentarie e responsabilità diffuse tra enti statali, regionali e soggetti industriali. Una delle questioni più gravi riguarda la mancata assunzione di responsabilità da parte dell’Eni, soggetto che ha operato direttamente o indirettamente nell’area e la cui presenza storica è al centro delle criticità ambientali documentate. È inaccettabile che, mentre le evidenze scientifiche indicano un danno sanitario e ambientale elevato, l’azione di bonifica sia rimasta puramente teorica».
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Il documento approvato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, di cui sono stato uno dei relatori – ricorda Irto – indica con chiarezza che per bonificare il Sin di Crotone è indispensabile superare lo stallo burocratico e normativo e attivare processi strutturali per rimuovere i materiali contaminati dai siti. Come? Conferendoli in impianti idonei fuori dalla regione, come previsto fin dal Paur regionale del 2019. Come abbiamo ribadito più volte con il Pd Calabria, ignorare questa necessità o tergiversare sulle responsabilità significa protrarre condizioni che continuano a esporre la salute dei cittadini a rischi insostenibili. Nel votare la relazione, il Parlamento ha indicato che la tutela della salute non può più essere separata dalle operazioni di risanamento del territorio. È un elemento che va a consolidare il corposo lavoro parlamentare già svolto sul Sin di Crotone e obbliga a scelte improrogabili. Oltre alla bonifica fisica, è urgente attivare un Piano straordinario di interventi per la salute pubblica. Un piano che deve includere screening clinici periodici a favore delle comunità più esposte, un sistema di sorveglianza epidemiologica permanente, percorsi di diagnosi precoce e percorsi di assistenza dedicati alle patologie correlate all’inquinamento ambientale. Tutti percorsi che richiedono risorse aggiuntive.
In parallelo, le conoscenze scientifiche nel campo delle metodiche decontaminanti offrono – oggi – strumenti concreti per affrontare la rimozione e il trattamento dei materiali contaminati attraverso tecniche innovative che vanno a produrre risultati incoraggianti. Tali metodiche dovrebbero essere integrate nei progetti di bonifica e sostenute da programmi di ricerca applicata.
Proprio di recente – afferma Irto – ho presentato, con altri colleghi del Pd, emendamenti alla legge di Bilancio per il 2026 al fine di finanziare interventi specifici di tutela sanitaria e un programma di rigenerazione urbana per Crotone. Si tratta di strumenti di politica pubblica per dare risposte alla popolazione, per reagire al trauma ambientale, sociale ed economico che l’esperienza dell’industrializzazione e della mancata bonifica ha provocato. Quel trauma tocca il passato e il presente di Crotone. E chiama in causa la nostra Repubblica sulla capacità delle proprie istituzioni di assicurare salute, giustizia e futuro ai cittadini. Dopo l’approvazione della relazione parlamentare, non saranno più agevoli e ammissibili tentativi di rallentare le azioni necessarie o di escludere responsabilità e doveri pubblici e privati. La Repubblica deve farsi carico di una bonifica efficace, di un piano sanitario di prevenzione e cura, di una rigenerazione che in termini di diritti collettivi risarcisca le comunità locali, troppo a lungo ferite. Se il Parlamento ha compiuto un passo innegabile, è ora che la politica, il governo e l’industria compiano quelli successivi. Con eguale chiarezza, con lo stesso coraggio».

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