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‘Ndrangheta tra Lamezia e Vibo, chiesti oltre 3 secoli di carcere – I NOMI

A novembre 2024 l’operazione della Dda portò all’arresto di 59 persone

Pubblicato il: 14/01/2026 – 20:55
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‘Ndrangheta tra Lamezia e Vibo, chiesti oltre 3 secoli di carcere – I NOMI

LAMEZIA TERME Vent’anni per Domenico Cracolici e Fabio Vescio, 18 per Vincenzo Pulice. Sono queste le richieste di condanna più alte avanzate, oggi, dal pm Romano Gallo al gup del Tribunale di Lamezia Terme al termine della requisitoria del troncone abbreviato del processo nato dall’inchiesta “Artemis” della Distrettuale antimafia di Catanzaro. In totale, sono oltre 300 gli anni di condanna richiesti dall’accusa-

L’inchiesta

Si tratta di soggetti tutti coinvolti nell’operazione ribattezzata “Artemis” che, a novembre 2024, portò all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 59 indagati in ordine ai delitti – ipotizzati – di associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, anche aggravata dalle modalità e finalità mafiose, e altri numerosi reati in materia di coltivazione, detenzione, e commercializzazione di sostanze stupefacenti. Il presunto sodalizio, secondo gli inquirenti, era operativo nei territori di Lamezia Terme e nei comuni a cavallo delle province di Catanzaro e Vibo Valentia.

«Clan credibile, coinvolti anche due carabinieri»

Quello sgominato con l’operazione è un «clan che si occupava soprattutto del controllo delle attività economiche dell’area del Lametino e del Vibonese, tra cui il settore boschivo e, soprattutto, la produzione e il traffico di droga, anche cocaina, grazie al controllo egemonico di questa area». «Il canale di rifornimento preferito era il Reggino e soprattutto Rosarnese mentre è stata individuata anche piantagione a Mesoraca, grazie ai rapporti con esponenti del Crotonese». Lo aveva detto, in conferenza stampa, il Procuratore ff della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla, commentando il blitz. Il procuratore nel 2024 aveva parlato poi di «controllo della area di Lamezia e Vibo», ma anche della capacità di «relazionarsi con i clan del Reggino e del Crotonese. Il controllo era davvero capillare con interventi su vicende private e per ottenere vantaggi in procedimenti penali». (Gi.Cu.)

Tutte le richieste:

  • Bruno Bertucci – 6 anni
  • Domenico Gian Luigi Bonali – 4 anni e 8 mesi
  • Simone Bonali – 2 anni
  • Bruno Cappellano – 14 anni e 3 mesi
  • Pasquale Cappello – 6 anni e 8 mesi
  • Simone Caruso – 16 anni
  • Francesco Catalano – 6 anni e 6 mesi
  • Antonio Cimino – 12 anni e 4 mesi
  • Francesco Cimino – 16 anni e 6 mesi
  • Salvatore Cimino – 7 anni e 6 mesi
  • Daniel Costa – 10 anni
  • Domenico Cracolici – 20 anni
  • Giuseppe Cracolici (1996) – 8 anni
  • Giuseppe Cracolici (2002) – 7 anni e 20 giorni
  • Loredana Cracolici – 7 anni
  • Matteo Cracolici – 9 anni e 4 mesi
  • Luigi Cutrì – 10 anni
  • Giovambattista De Sarro – 8 anni e 6 mesi
  • Antonio Giampà – 2 anni e 2 mesi
  • Antonio Guadagnuolo – 8 anni
  • Alessandro Guerrieri – 1 anno e 4 mesi
  • Salvatore Iannelli – 15 anni
  • Moreno Mastantuono – 13 anni
  • Renato Mazza – 2 anni
  • Antonio Pagliuso – 5 anni e 4 mesi
  • Francesco Paolillo – 7 anni e 4 mesi
  • Vincenzo Pulice – 18 anni
  • Bruno Regio – 1 anno e 4 mesi
  • Alessandro Ruga – 10 anni
  • Antonino Saffioti – 14 anni
  • Giuseppe Saffioti – 7 anni e 4 mesi
  • Carlo Schipani – 1 anno e 4 mesi
  • Giuseppe Schipani – 12 anni e 2 mesi
  • Massimo Stella – 7 anni e 4 mesi
  • Fabio Vescio – 20 anni
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