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Caruso e il Comitato No Scippo insieme per ribadire il sostegno alla realizzazione dell’ospedale a Vaglio Lise

Il sindaco ha incontrato una delegazione del Comitato ribadendo le perplessità per lo spostamento dell’hub sanitario a Rende

Pubblicato il: 15/01/2026 – 15:39
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Caruso e il Comitato No Scippo insieme per ribadire il sostegno alla realizzazione dell’ospedale a Vaglio Lise

COSENZA Un incontro tra il sindaco Franz Caruso e il Comitato No Scippo si è svolto stamattina a Palazzo dei Bruzi. Insieme al primo cittadino una delegazione del Comitato composta da Mario Bozzo, Carlo De Gaetano, Rosa Principe, Sergio Nucci, Carmelo Primiceri e Paolo Veltri. Nel corso del confronto il comitato ha ribadito la piena condivisione della battaglia portata avanti dal sindaco e dalla sua intera maggioranza consiliare per la realizzazione dell’ospedale hub a Cosenza, nell’area di Vaglio Lise. I rappresentanti del Comitato hanno espresso forti perplessità sulle motivazioni che hanno condotto la Regione Calabria a escludere Cosenza dal novero dei principali presìdi ospedalieri italiani, ritenendo tali scelte pretestuose e scarsamente giustificate. Sia il sindaco Franz Caruso che i rappresentanti del Comitato hanno concordato sul fatto che la realizzazione dell’ospedale hub a Cosenza rappresenti un impegno assunto nei confronti della cittadinanza e di un ampio territorio, oltre a essere una condizione indispensabile per garantire un’assistenza sanitaria adeguata e di qualità.

Una battaglia di civiltà e democrazia

«La battaglia per la realizzazione dell’ospedale hub di Cosenza nell’area di Vaglio Lise non è negoziabile né rinviabile – ha dichiarato il sindaco Franz Caruso –. L’hub deve rimanere a Cosenza in quanto città capoluogo, punto di riferimento naturale di un’area vasta che comprende centinaia di migliaia di cittadini. Siamo di fronte a una scelta che incide direttamente sul diritto costituzionale alla salute e non può essere subordinata a decisioni che mortificano il ruolo istituzionale e territoriale del capoluogo. La presenza dell’ospedale hub a Cosenza non intacca in alcun modo la necessità di realizzare a Rende l’ospedale universitario; al contrario, ne rafforza e ne stimola la funzione. Le due strutture non sono alternative né in competizione tra loro, ma si integrano e completano per una cooperazione tanto necessaria quanto fondamentale all’interno di un sistema sanitario che vogliamo moderno, efficiente e realmente rispondente ai bisogni del territorio.
La decisione di cancellare Cosenza dal sistema ospedaliero di riferimento regionale appare, quindi, ingiustificata e priva di una visione complessiva. Come Sindaco non posso e non intendo accettare che una città capoluogo e un’intera area vengano penalizzate da scelte assunte senza un confronto reale e trasparente. Metterò in campo ogni strumento politico e istituzionale affinché venga ristabilita equità e riconosciuto a Cosenza il ruolo che le spetta nel sistema sanitario calabrese.
Questa non è una battaglia di bandiera, ma una battaglia di civiltà, di democrazia e di responsabilità verso i cittadini. Difendere l’ospedale hub di Cosenza significa difendere il futuro della sanità pubblica e il diritto di tutti a cure adeguate e di qualità».

Mobilitare i cittadini

Il primo cittadino ha inoltre assicurato il massimo impegno nel coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati, al fine di costruire un fronte ampio e condiviso a sostegno della causa.
Il Comitato No Scippo, dal canto suo, ha annunciato l’avvio di un percorso di coinvolgimento del mondo associativo e della popolazione, con l’obiettivo di rendere i cittadini parte attiva di questa mobilitazione.
Nel corso dell’incontro è stata infine condivisa la possibilità di valutare e intraprendere azioni legali qualora emergano comportamenti non coerenti o privi di trasparenza. Nei prossimi giorni verrà definito un calendario di iniziative pubbliche volte a informare la cittadinanza sulle ricadute delle scelte in atto, che incidono direttamente sul futuro della sanità e sulla tutela della salute dei cittadini cosentini.

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