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la “banda del buco”

Furti a Lamezia, i carabinieri sorprendono i ladri: arrestato un 42enne (si era nascosto in un cassonetto)

Si cercano i complici dei colpi della notte di domenica scorsa in due esercizi commerciali di via del Progresso

Pubblicato il: 15/01/2026 – 8:22
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Furti a Lamezia, i carabinieri sorprendono i ladri: arrestato un 42enne (si era nascosto in un cassonetto)

LAMEZIA TERME I carabinieri della compagnia di Lamezia Terme, accogliendo le istanze di sicurezza pervenute dai cittadini e frontalmente impegnati nel contrasto di fenomeni delittuosi di natura predatoria, nella notte dell’11 gennaio scorso hanno arrestato un 42enne lametino per furto aggravato in abitazione e in attività commerciale: in corso le indagini per identificare i complici
Sono le 03,50 di domenica notte, una telefonata al numero di emergenza 112 giunge alla Centrale Operativa dei carabinieri: “Abito a Lamezia Terme in via del Progresso e sento forti colpi provenire dalla strada, come se stessero sfondando un muro”, queste le parole di una donna ai carabinieri.
Un furto è in atto nelle “Cantine Lento” di via del Progresso e presso l’adiacente punto vendita dell’attività commerciale “Splendidi e Splendenti”, l’operatore della Centrale Operativa non perde tempo e immediatamente coordina l’intervento delle pattuglie in circuito, facendole confluire nella zona. I primi ad arrivare sul posto in pochissimi istanti sono i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile con una gazzella della Sezione Radiomobile e con militari della Sezione Operativa in servizio in abiti civili. L’immediato intervento consente di sorprende due malviventi travisati da passamontagna che, essendosi accorti dell’arrivo dei militari, dopo aver scavalcato il muro perimetrale delle “Cantine Lento”, si sono dati alla fuga a favor di buio. Uno di loro è riuscito a far perdere le proprie tracce ma l’altro non è mai stato perso di vista dai carabinieri. L’uomo in fuga ha scavalcato un cancello entrando nel cortile di un condominio, credendo probabilmente che tale mossa gli avesse consentito di seminare i carabinieri che in realtà avevano notato tutti i suoi movimenti. Sul posto arrivano altre pattuglie e l’area viene velocemente cinturata. Il nascondiglio che il malvivente aveva scelto si rivela la sua trappola, l’uomo infatti è stato trovato nascosto all’interno di un cassonetto dei rifiuti, in una posizione che sarebbe valsa la sua “salvezza” se non fosse stato per la prontezza operativa e l’acume dei militari che hanno eseguito, in quel delicato frangente, una meticolosa attività di controllo. Immobilizzato e perquisito, l’uomo è stato trovato in possesso di alcuni oggetti che aveva sottratto dalle “Cantine Lento”, tra cui le chiavi di un veicolo aziendale. Indosso il kit da scassinatore: torce, arnesi da scasso, passamontagna e una ricetrasmittente con la quale comunicare con i complici.

Il successivo sopralluogo da parte dei carabinieri ha consentito di accertare che il 42enne, con la complicità di almeno un altro soggetto, immediatamente prima, aveva perpetrato il furto presso l’attività commerciale “Cantine Lento”, da dove era stato sottratto denaro da quantificare non ancora rinvenuto. Non paghi avevano esteso l’azione criminosa anche nelle pertinenze dell’abitazione dei proprietari dell’azienda vinicola “Cantine Lento”. Da qui avevano sottratto arnesi da lavoro, tra cui un piccone e un martello demolitore elettrico, con i quali avevano iniziato a forare il muro perimetrale dell’esercizio commerciale “Splendidi e Splendenti” (foto in alto). È stato proprio l’immediato intervento dei carabinieri ad evitare che la “banda del buco” riuscisse a portare a compimento l’opera introducendosi furtivamente nel negozio.
Sono tuttora in corso indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme volte all’identificazione dei complici del 42enne lametino nei confronti del quale, a seguito di udienza di convalida celebrata davanti al Tribunale di Lamezia Terme, è stata applicata la misura cautelare in carcere. Secondo una prospettiva di sicurezza partecipata, il proficuo risultato operativo ottenuto dall’Arma dei carabinieri sottolinea ancora una volta l’importanza, tanto per enti pubblici quanto per soggetti privati, di dotarsi di idonei strumenti di difesa passiva, come moderni impianti di videosorveglianza e di allarme, che possono, tra l’altro, essere collegati alle Centrali Uniche di Risposta, fungendo quindi sia da deterrente per eventuali azioni predatorie, sia da utile strumento investigativo.

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