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Si infittisce il mistero sulla scomparsa dell’ingegnere Menegon – VIDEO

È il consulente chiave della Procura di Cosenza nel caso degli autovelox

Pubblicato il: 15/01/2026 – 12:02
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Si infittisce il mistero sulla scomparsa dell’ingegnere Menegon – VIDEO

COSENZA Continua a destare interrogativi e crescente attenzione la scomparsa di Antonio Menegon, ingegnere veneto di 78 anni, noto a livello nazionale per il suo ruolo di consulente tecnico in diverse inchieste sugli autovelox ritenuti irregolari. Del caso si è tornati a parlare anche ieri sera nel programma di Rai Tre “Chi l’ha visto?”, che ha rilanciato l’appello nella speranza di raccogliere segnalazioni utili.
Dell’ingegnere, residente a Tezze sul Brenta, non si hanno notizie dallo scorso 2 gennaio. L’ultima immagine che lo ritrae risale alla mattina del 3 gennaio, quando le telecamere lo hanno ripreso all’interno della sua galleria d’arte a Rosà, in provincia di Vicenza. Da quel momento, di Menegon si sono perse le tracce. All’interno del locale sono stati rinvenuti il computer acceso, la giacca, le chiavi di casa e il telefono cellulare, mentre nelle immediate vicinanze risultavano regolarmente parcheggiati sia la sua auto sia il furgoncino.
Un quadro che alimenta il mistero e che si inserisce in un contesto già segnato da episodi inquietanti. Lo scorso anno, infatti, ignoti avevano incendiato una delle sue automobili, un fatto mai del tutto chiarito e ora riletto alla luce della sua improvvisa sparizione.
Mengon è una figura centrale nelle indagini sugli autovelox avviate dalla Procura di Cosenza. Le sue analisi tecniche, condotte come perito, hanno contribuito nei mesi scorsi al sequestro preventivo, in diverse regioni d’Italia, di numerosi dispositivi di rilevazione della velocità ritenuti non conformi alle norme di omologazione. In particolare, l’ingegnere aveva concentrato il proprio lavoro su alcuni modelli, tra cui il “T-Exspeed v 2.0”, finiti al centro di un procedimento penale.
Proprio in relazione a quell’inchiesta, Menegon avrebbe dovuto testimoniare nei prossimi giorni nel processo avviato l’8 gennaio scorso dalla Procura di Cosenza, che ipotizza i reati di frode nelle pubbliche forniture e truffa. La sua deposizione era considerata un passaggio rilevante nel dibattimento.
A quasi due settimane dalla scomparsa, le ricerche non hanno ancora portato a risultati concreti. Le autorità mantengono il massimo riserbo, mentre cresce l’apprensione tra familiari, colleghi e quanti hanno seguito negli anni le sue battaglie professionali. (redazione@corrierecal.it)

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