Una “bomba” sociale e politica. Le “ombre” della municipalizzata che allarmano il Comune di Catanzaro
La gestione (dissennata) del passato e il futuro della “Catanzaro Servizi” mettono in ansia l’amministrazione ma non solo. Ci sarà anche una commissione d’inchiesta

CATANZARO Una “bomba”, economica, sociale e anche politica, una “bomba” che toglie il sonno all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita ma anche a un bel po’ di opposizione consiliare. La “bomba” si chiama “Catanzaro Servizi”, la società partecipata al 100% dal Comune che cura servizi essenziali per la collettività ma che è costantemente nella bufera tra criticità di vario genere, frutto di gestioni tra l’opaco e l’inadeguato ma anche di una lunga sequela di scelte sbagliate da parte di tanta politica che nel corso degli anni, non solo gli ultimi, l’ha anche utilizzata come “bancomat” o come “sacca” per fare essenzialmente clientela. Oggi i nodi sono arrivati al pettine, mentre c’è in atto un tentativo di salvare la “Catanzaro Servizi” dal precipizio, che significa precipizio anche per centinaia di lavoratori. Tentativo affidato a una gestione commissariale che deve barcamenarsi tra tantissimi problemi e anche tante zone d’ombra – che sarebbero tra l’altro “attenzionate” dalla magistratura ordinaria e da quella contabile – e, in via di stesura, un pano di risanamento, ristrutturazione e rilancio particolarmente severo (e pieno di incognite).
L’”affaire” che inquieta
Su tutto grava da mesi – come già evidenziato altre volte dal Corriere della Calabria – l’affaire che ha travolto “Catanzaro Servizi”: quello di aver effettuato operazioni irregolari legate a crediti fiscali e compensazioni tramite F24 per ottenere vantaggi fiscali e fiscali-strutturali (come il Documento Unico di Regolarità Contributiva – Durc – con valori “artificiali”): secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, le somme coinvolte ammonterebbero a oltre 2 milioni, con oltre 250.000 euro già certi come danno diretto all’ente e ulteriori somme legate alle compensazioni non effettuate. La vicenda ha già causato la revoca dell’amministratore unico della società per scelta del Comune, polemiche e tensioni politiche, con l’amministrazione Fiorita finita sotto accusa essenzialmente per mancato o comunque inefficace controllo (le partecipate sarebbero tra le deleghe del sindaco).
La commissione d’inchiesta
Una parte dell’opposizione, segnatamente quella riconducibile ad Azione – alleata per pochi mesi di Fiorita con cui ha poi “rotto” definitivamente per tanti motivi, tra cui proprio la vicenda “Catanzaro Servizi” – è andata un pressing e avrebbe strappato l’istituzione di una commissione d’inchiesta, che sarà attivata per verificare la legittimità degli atti costituenti titoli di spesa della società, e appurare la regolarità della sua gestione, finita nell’occhio del ciclone in particolare nel 2025, con la disputa sui crediti fiscali. Sulla complicata e delicata situazione finanziaria e operativa di “Catanzaro Servizi”, secondo quanto si è appreso domani dovrebbe tenersi un incontro, il terzo sul tema, con tutti i presidenti dei gruppi del Comune. Al tavolo, convocato dal presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco, dovrebbero partecipare il sindaco Nicola Fiorita e Antonio De Marco, commissario straordinario della società. L’incontro dovrebbe offrire un utile contributo alla predisposizione di un piano industriale coerente e credibile, indirizzato in particolare, alla salvaguardia dei livelli retribuitivi acquisiti dal personale di “Catanzaro Servizi”. Quasi superfluo aggiungere che sarà uno step piuttosto delicato… (a. c.)
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