Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 23:23
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

le motivazioni della sentenza

“Rimborsopoli” Calabria, la gestione «ordinata» dei conti del Gruppo Pd

Il gruppo si era dotato di un commercialista che «teneva in ordine la contabilità e redigeva un vademecum per l’erogazione dei contributi»

Pubblicato il: 16/01/2026 – 11:42
di Fabio Benincasa
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
“Rimborsopoli” Calabria, la gestione «ordinata» dei conti del Gruppo Pd

REGGIO CALABRIA Un processo lungo oltre dieci anni, concluso con un numero consistente di assoluzioni. Sotto accusa – secondo l’avvocato Luca Acciardi, legale di uno degli imputati assolti nel processo “Rimborsopoli” – «l’ipotesi del “così fan tutti”. In quel periodo, la Procura di Reggio Calabria credo abbia ritenuto la sussistenza di un malcostume anche in riferimento ai consiglieri regionali calabresi. Ma poi, alla fine dei conti, abbiamo dimostrato l’inconferenza – mi scusi il termine appropriato – rispetto alle contestazioni dell’ipotesi accusatoria». A distanza di quasi sei mesi dal verdetto emesso, il tribunale di Reggio Calabria ha reso note le motivazioni della sentenza nei confronti degli imputati del processo scaturito dall’inchiesta “Rimborsopoli“. Che mirava a far luce sui presunti illeciti nella gestione dei rimborsi ai gruppi consiliari del Consiglio regionale della Calabria nella legislatura 2010-2012.

Le assoluzioni del Gruppo Pd

Alla sbarra erano finiti numerosi esponenti dell’allora gruppo del Pd costituito in Consiglio regionale per la IX legislatura. Si tratta, tra gli altri, dei consiglieri Sandro Principe , Carlo Guccione, Bruno Censore, Mario Franchino, Mario Maiolo, Antonino Scalzo, Francesco Sulla, Demetrio Battaglia. Nel corso della legislatura, altri consiglieri entrarono a far parte del Gruppo in un secondo momento come Antonino De Gaetano. Nel caso dei dem, il gruppo si era dotato di un commercialista, Salvatore Chianelli, che teneva in ordine la contabilità e redigeva un vademecum per l’erogazione dei contributi regionali.
Per i giudici, «le spese di ristorazione, viaggi, materiale informatico, arredi, soggiorni, trasporti non escludono, la finalità istituzionale» mentre quello relativo alle «liste di rendiconto dove i consiglieri annotavano la distanza percorsa con l’indicazione del valore in euro del carburante speso» è considerato «elemento neutro dal punto di vista probatorio». Il teste della Guardia di Finanza, Domenico Fiermonte, definirà – in sede dibattimentale – «ordinata» la documentazione custodita dal gruppo del Pd.

Il Gruppo Progetto Democratico

Il gruppo Progetto democratico si era costituto in Consiglio regionale nell’agosto del 2011, quindi più di un anno dopo l’avvio della IX legislatura e i suoi componenti erano Vincenzo Antonio Ciconte, Nino De Gaetano e Ferdinando Aiello. I giudici, nei loro confronti, hanno ritenuto di dover emettere una sentenza di assoluzione, perché il fatto non sussiste. «Le ricevute – si legge nelle motivazioni – non denotano l’incompatibilità della spesa con le finalità istituzionali ma, al più, si tratta di spese ambivalenti, come quelle dei carburanti, dei pasti, delle consumazioni occasionali, giacché nessun elemento ulteriore si può valorizzare per sostenerne la non ammissibilità al rimborso». Lo stesso discorso vale per le spese di viaggio.
Per il Gruppo Autonomia e diritti e nei riguardi delle posizioni di Vincenzo Ciconte e Agazio Loiero «i documenti di spesa appaiono neutri, e l’istruttoria dibattimentale non ha aggiunto elementi rilevanti». (f.benincasa@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x