‘Ndrangheta, rientra in Italia il latitante Luciano Camporesi
Condannato a 22 anni e 8 mesi per traffico internazionale di droga con metodo mafioso, si consegna dopo oltre sei anni di latitanza. Il difensore: «Chiediamo il trasferimento a Bollate»

LAMEZIA TERME È atteso nelle prossime ore all’aeroporto di Fiumicino Luciano Camporesi, latitante dal 5 dicembre 2018, quando si sottrasse all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione Pollino – European ’Ndrangheta Connection, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina. Al suo arrivo Camporesi sarà preso in consegna dalla polizia italiana e trasferito in carcere, dando così esecuzione all’ordinanza cautelare a suo carico. Il rientro avviene su base volontaria: il 51enne, ritenuto esponente della ’ndrangheta, ha infatti manifestato la volontà di consegnarsi spontaneamente alle autorità giudiziarie italiane. A riferirlo all’AGI è l’avvocato Giacchino Genchi, che lo assiste e che in più occasioni aveva sollecitato il rientro del proprio cliente in Italia. Il 3 febbraio 2022 il Tribunale di Locri aveva condannato Camporesi in contumacia a 22 anni e 8 mesi di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso, in collegamento con la cosca Pelle di San Luca, attiva tra Sud America, Italia ed Europa nord-occidentale.
Il rientro in Italia
Nel giugno 2022 Camporesi era stato arrestato ad Antalya, in Turchia, dove si era rifugiato, dopo aver esibito un documento falso al momento dell’esecuzione del fermo internazionale richiesto dall’Italia. Diciotto mesi dopo le autorità turche avevano formalizzato l’estradizione, ma in assenza della disponibilità italiana il latitante – inserito nel 2022 nell’elenco dei soggetti di “massima pericolosità” – il 20 novembre scorso era stato trasferito in un centro per migranti irregolari ad Ankara, in attesa del rilascio di un documento di identità da parte delle autorità consolari italiane. Oggi il rientro in Italia, con un volo Ita Airways da Istanbul, pagato dallo stesso Camporesi. «Ho chiesto che venga trasferito nel carcere di Bollate – ha dichiarato l’avvocato Genchi – una struttura che meglio assicura un ambiente idoneo a un adeguato e riservato confronto difensivo, in vista dei prossimi interrogatori, nei quali dovranno essere valutate, con piena autonomia, tutte le possibili direttrici processuali».
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