Richiamo dei medici in pensione, Ciacco: «L’opposizione ha dato un voto complice a favore»
Lo riferisce, in una nota, Giuseppe Ciacco consigliere comunale e provinciale di Cosenza

COSENZA «Venerdì pomeriggio le forze di minoranze in Consiglio regionale sono cadute, ingenuamente, nella trappola ordita, spregiudicatamente, da Roberto Occhiuto. Infatti la legge, per intenderci, quella, con la quale è stato previsto il richiamo in servizio dei medici già collocati in quiescenza, è uno sfacciato e spudorato specchietto per le allodole. Perché, formalmente e sostanzialmente, inutile e sbagliata. Il Consiglio regionale, in materia di sanità, allo stato, è sprovvisto di qualsiasi prerogativa funzionale. Infatti la potestà legislativa e di gestione, in subiecta materia, oggi, appartiene, esclusivamente, al Commissario ad acta. Dunque, è un provvedimento manifestamente abusivo circa la titolarità dell’organo che lo ha emanato. Ma non solo. Forti e fondati profili di illegittimità lambiscono il testo licenziato dall’aula. Il testo di legge genera, evidentemente, un aumento di spesa, che è, espressamente, vietato dal piano di rientro ancora vigente. Ma non solo. E’ un provvedimento ultroneo, perché copia, furbescamente, la stessa identica previsione, che, da qui a qualche giorno, avrà efficacia nazionale, perché inserita, a mò di emendamento, nel decreto “milleproroghe” prossimo alla conversione in legge. Ecco perché venerdì scorso Occhiuto, insieme a tutto il Consiglio regionale, ha confezionato uno sfacciato specchietto per le allodole. Uno specchietto per le allodole, che, nel merito, non risolve il problema. Così come il problema non lo risolve il bando per reclutare medici, anche, all’estero. Si tratta di due provvedimenti, che non aggrediscono le reali criticità del sistema sanitaria calabrese. Perché sono due provvedimenti, fumosamente emergenziali, che non affrontano la crisi strutturale. In Calabria i medici non vengono o non vi restano, perché mancano le condizioni dignitose per l’esercizio della professione. Perché le aziende sanitarie e ospedaliere, qui in Calabria, sono “cerchi marci”, nei quali proliferano i favoritismi e la logica dell’amichettismo. Perché negli ospedali calabresi gli adeguamenti tecnologici e strumentali sono un fertile terreno di coltura per torbidi intrecci clientelari. Perché in Calabria la rete emergenza – urgenza è un colabrodo. Perché in Calabria i pronto soccorso sono delle dannate bolge dantesche. E, allora, il richiamo in servizio dei pensionati (che, fra l’altro, saranno esposti a un usurante e insidioso surplus di prestazioni lavorative), così come gli incentivi economici sono delle vere e proprie armi di distrazioni di massa per gettare fumo negli occhi. Ecco perché, venerdì scorso, è stato un errore offrire il complice voto a favore in Consiglio regionale: è stata data copertura a una folcloristica operazione propagandistica». Lo riferisce, in una nota, Giuseppe Ciacco consigliere comunale e provinciale di Cosenza.
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