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i temi della sanità

Schillaci: «Vogliamo fermare i “viaggi della speranza”. La sanità deve essere più veloce»

Il ministro della Salute: «Stiamo monitorando i ritardi, anche avvalendoci dei Nas»

Pubblicato il: 17/01/2026 – 15:59
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Schillaci: «Vogliamo fermare i “viaggi della speranza”. La sanità deve essere più veloce»

«Vogliamo fermare i “viaggi della speranza”. E sulle liste di attesa i nostri dati dicono che il miglioramento c’è. Stiamo monitorando con attenzione i ritardi, in modo mirato, anche avvalendoci dei Nas». Così il ministro della Salute Orazio Schillaci – in un’intervista al Corriere della sera – mette a fuoco i temi critici della sanità: la riorganizzazione degli ospedali e le lunghe “anticamere” per visite ed esami. II governo ha appena varato la legge delega per la riforma della rete ospedaliera. I cittadini temono che spariranno i piccoli ospedali e dovranno andare a curarsi lontano. «Non è così. Anzi, il contrario. La legge delega aggiorna la classificazione degli ospedali, prevedendo anche strutture di eccellenza per garantire a tutti qualità e sicurezza dell’assistenza. Una delle principali finalità della riforma – aggiunge – è proprio quella di evitare il fenomeno della mobilità sanitaria, i cosiddetti viaggi della speranza. Troppo spesso i pazienti del Sud vanno al Nord per patologie che richiedono cure di alta complessità e anche interventi ormai di routine per i quali non c’è bisogno di spostarsi da casa». Qual è la filosofia del nuovo disegno e come si inserisce nel quadro di un servizio sanitario da cambiare? «È un provvedimento ampio, vengono riviste norme vecchie di io anni. In sintesi, parlerei di più strutture di eccellenza su tutto il territorio nazionale e potenziamento della rete di emergenza-urgenza, i pronto soccorso. Inoltre – avverte il ministro – è prevista la maggiore integrazione tra ospedale e servizi sul territorio, con attenzione particolare alla non autosufficienza e alla accelerazione di cure domiciliari. Con la riforma vogliamo ammodernare un sistema sanitario che va reso più celere ed efficiente nel dare risposta ai nuovi bisogni di salute». Liste di attesa, ci sono dati certi sui tempi? «E pienamente attiva la piattaforma nazionale di monitoraggio, aggiornata da Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali. I dati raccolti mostrano spesso trend di miglioramento. Ora – osserva – siamo più consapevoli di come avvenga la gestione regionale delle liste di attesa. Quando abbiamo varato la legge per la riduzione dei tempi, nel giugno 2024, alcune Regioni si sono subito attivate per unificare le agende di prenotazione, inglobando la disponibilità di centri pubblici e privati, aprire gli ambulatori nei fine settimana e attivare percorsi di garanzia che tutelino il cittadino quando non viene soddisfatto. La norma definisce le responsabilità di tutti e chi la applica con rigore sta ottenendo risultati».
Alcune Regioni tendono ad alterare i dati per far credere che vada tutto bene? «Sì, è vero, e più volte ho richiamato le Regioni al massimo rigore. I trucchi danneggiano il diritto fondamentale dei cittadini alla salute. Questa volta però abbiamo la possibilità, proprio grazie alla piattaforma, di fare controlli mirati con i Nas e non a tappeto. Fa male apprendere da inchieste giornalistiche che ci sono amministratori così indegni da permettere la manipolazione dei dati per sembrare virtuosi a scapito di chi soffre. Dobbiamo essere chiari – precisa Schillaci – in questa partita il ministero rispetta i propri compiti. Non possiamo affermare lo stesso per alcune Regioni. Certa stampa ci accusa di colpe che non abbiamo. Alla prossima occasione ne approfitterò per regalare qualche copia del Titolo V della Costituzione». Non avrebbe dovuto esserci un sistema di monitoraggio chiaro e nazionale per sventare queste manovre? «Esiste, infatti. È un’innovazione introdotta da questo governo. Osserviamo costantemente e chiediamo conto ai diretti responsabili di ogni anomalia individuata. Ricordo di nuovo però che la gestione delle agende di prenotazione, il controllo dell’attività privata nelle strutture pubbliche, l’organizzazione e la gestione del lavoro spettano ai direttori generali dei centri, nominati dalle Regioni. II ministro della Salute – ricorda – non ha alcun potere di intervento sui manager delle aziende sanitarie. A loro le norme impongono di garantire sempre la prestazione al cittadino, anche attraverso la libera professione o nelle cliniche private accreditate. Serve il massimo sforzo e su questo non manchiamo di vigilare». La legge delega sugli ospedali avrà ricadute positive sui tempi di attesa? «La riforma si inserisce in un più ampio processo di riorganizzazione del sistema sanitario che attraverso case di comunità, assistenza domiciliare e sanità digitale contribuirà certamente a rendere più efficiente la gestione delle liste di attesa», conclude.

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