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Tra criticità strutturali e passi avanti: la “fotografia” della sanità della Calabria

I dati più significativi dell’ultima relazione della Corte dei Conti nazionale. Male la mobilità passiva e i tempi di pagamento, miglioramenti su conti e livelli di assistenza

Pubblicato il: 19/01/2026 – 18:50
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Tra criticità strutturali e passi avanti: la “fotografia” della sanità della Calabria

LAMEZIA TERME Tante ombre, come del resto è risaputo, ma anche diverse luci. La relazione della Corte dei Conti sulla sanità in Italia con rifermento agli esercizi 2023-2024 conferma le criticità ma anche i passi avanti registrati dalla Calabria sul piano della gestione e dell’assistenza. Tra le criticità che spiccano maggiormente, al solito il dato negativo della mobilità passiva (anche se la Calabria non è ultima) e dei “biblici” tempi di pagamento, tra i miglioramenti l’aspetto contabile e anche quello dei livelli essenziali di assistenza-Lea, con il raggiungimento di due aree “verdi” su tre nel 2023 (nel 2022 era “verde” solo un’area). Ecco il punto, analizzando i dati più significativi della relazione della magistratura contabile riferiti alla Calabria.

La mobilità passiva

«L’analisi del saldo della mobilità sanitaria – scrive la Corte dei Conti – mostra evidenti disparità regionali, con le Regioni del Nord che beneficiano di un saldo positivo e quelle del Sud che affrontano il contrasto al fenomeno della mobilità sanitaria. Infatti, le Regioni che hanno una maggiore capacità di attrazione risultano essere quelle che ottengono i punteggi più elevati nell’ambito della valutazione dei Lea; all’opposto, troviamo quelle che soggiacciono ai Piani di rientro (Abruzzo, Puglia, Sicilia, Lazio, Calabria, Campania), ad eccezione del Molise». Secondo quanto emerge dalle tabelle curate dalla Corte dei Conti, peraltro, la regione che registra il maggiore saldo negativo di mobilità passiva è la Campania (oltre 3 miliardi nel periodo 2014-2024), quindi la Calabria (2,7 miliardi) anche se la nostra regione evidenzia un peggioramento tra l 2023 (oltre 25 milioni) e il 2024 (oltre 304 milioni).

I tempi di pagamento

Altra “strutturale” nota dolente per la sanità calabrese è quella relativa all’indicatore dei tempi di pagamento. Secondo la Corte dei Conti «nel triennio 2021-2023 si osservano, a livello nazionale, andamenti differenziati. I dati più aggiornati evidenziano miglioramenti significativi in alcune Regioni, tra cui il Piemonte, il Lazio e la Puglia, dove i tempi medi di pagamento si mantengono costantemente entro i limiti previsti dalla normativa nazionale ed europea (30 giorni)… Restano persistenti le criticità nel Mezzogiorno. Nella Regione Calabria si conferma la situazione più problematica, con un tempo medio di pagamento che, nel 2023, ha superato i 104 giorni, in netto peggioramento rispetto agli anni precedenti». Un andamento che per i magistrati contabili «potrebbe riflettere le difficoltà gestionali croniche del sistema sanitario calabrese, che è stato soggetto a commissariamento governativo per lunghi anni, e in cui persistono criticità nella governance e nella gestione dei pagamenti, come evidenziato in più occasioni dalla Corte dei conti e dalla Relazione al Parlamento sullo stato della sanità regionale».

Risultati d’esercizio e bilancio

L’analisi complessiva della Corte dei Conti si basa soprattutto sull’esito delle verifiche delle sezioni regionali di controllo, con particolare riferimento anche alla gestione contabile. Nella relazione si osserva così che la Calabra è tra le 13 Regioni che registrano un valore positivo del risultato d’esercizio nell’anno 2023, E che «il bilancio consolidato del Servizio sanitario calabrese, che negli anni precedenti non era mai stato formalmente approvato per l’assenza dei rendiconti di alcune Aziende sanitarie, è stato adottato per la prima volta il 30 giugno 2025 e trasmesso alla Sezione il 1° agosto 2025. In fase istruttoria è stato acquisito anche il Ce del IV trimestre 2024. Dal Conto economico consolidato 2024 emerge un risultato positivo pari a euro 76.100.305, in forte crescita rispetto al 2023 (+93%). Tale performance è favorita dall’aumento generale dei ricavi (+5%), con l’unica eccezione dei ricavi da prestazioni sanitarie e sociosanitarie, in diminuzione del 10%».

Livelli essenziali di assistenza

Sul piano contabile dunque passi avanti per la sanità calabrese, così come sotto il profilo dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Nell’elaborazione dei dati forniti dal ministero della Salute, le tabelle della Corte dei Conti evidenziano come la Calabria fino al 2021 era inadempiente in tutte e tre le aree monitorate – ospedaliera, prevenzione, distrettuale – poi nel 2022 era risultata adempiente per un’area (ospedaliera) e nel 2023 è risultata adempiente per due aree (ospedaliera e prevenzione). Sono complessivamente 13 le Regioni che hanno raggiunto la sufficienza in tutte le macroaree (soglia 60 punti), «dato che testimonia la tenuta complessiva del sistema»: si tratta – specifica la Corte dei Conti – di Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e la Provincia autonoma di Trento. (a. c.)

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