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La furia delle mareggiate

Il ciclone Harry lascia devastazione lungo la costa ionica reggina – FOTO

Evacuazioni e danni ovunque, l’emergenza continua tra frane e interruzioni dei servizi

Pubblicato il: 21/01/2026 – 11:17
di Paola Suraci
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Il ciclone Harry lascia devastazione lungo la costa ionica reggina – FOTO

REGGIO CALABRIA Nel secondo giorno di allerta rossa, la fascia ionica reggina continua a fare i conti con la furia del ciclone Harry. Onde altissime, venti fino a 122 km/h e piogge torrenziali hanno provocato danni diffusi ad abitazioni, attività commerciali e infrastrutture lungo la costa.
A Bova Marina, il mare ha invaso case e negozi, sommergendo strade e provocando disagi ingenti alla viabilità. A San Lorenzo Marina, il villaggio Maritur e la via Marina, hanno subito danni: le onde hanno penetrato abitazioni, lasciando devastazione. La gente è ora impegnata nella difficile conta dei danni.
Il sindaco di Melito Porto Salvo Tito Nastasi ha disposto la chiusura di tutta la fascia costiera, soprattutto la parte del lungomare perché ci sono state diverse criticità sono caduti alberi e pali della luce e invita i cittadini a restare a casa.
Anche Locri, Siderno e Bovalino hanno subito gravi conseguenze: passerelle divelte, pavimentazioni sollevate e strutture pubbliche compromesse.
A Bovalino, il sindaco Vincenzo Maesano, in diretta su Facebook, ha disposto l’evacuazione del lungomare per una fuga di gas, invitando i cittadini a non avvicinarsi, evitare foto e video e collaborare con le autorità.
Anche a Marina di Gioiosa Jonica la forza delle onde ha fatto danni. Alcune panchine del lungomare sono state divelte dalla violenza del ciclone Harry.

A Siderno una parte del pontile è stata ulteriormente abbattuta dalla forza del mare.

Gli effetti nell’entroterra

Criticità gravi si registrano anche nell’entroterra: Antonimina rischia di rimanere isolata per una frana che minaccia il collegamento principale, mentre diverse contrade sono rimaste senza acqua a causa di danni alle condotte idriche.
Le autorità ribadiscono di limitare gli spostamenti, evitare le zone costiere e prestare massima attenzione vicino a versanti instabili e infrastrutture danneggiate. Le previsioni indicano ulteriori ore di mare in burrasca e vento impetuoso, mentre la popolazione affronta la difficile fase di ripristino e ricostruzione. Ad emergenza in corso, però, si apre anche il dibattito sulla prevenzione: ci si interroga se molti dei danni avrebbero potuto essere evitati con piani di protezione civile più incisivi, manutenzione del territorio e infrastrutture più resilienti. La cronaca drammatica di questi giorni mette in luce la fragilità del territorio e l’urgenza di strategie di prevenzione più efficaci, per ridurre il rischio futuro di tragedie simili. (redazione@corrierecal.it)

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