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misure anti-emergenza

Calabria a rischio idrogeologico. Le strategie della Regione: maxipiano e una legge per la difesa del suolo

L’ultima ondata di maltempo ha riproposto la grande questione della prevenzione. Oltre 236mila persone esposte a elevatissimo rischio idraulico. Gli obiettivi della Giunta

Pubblicato il: 23/01/2026 – 10:10
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Calabria a rischio idrogeologico. Le strategie della Regione: maxipiano e una legge per la difesa del suolo

CATANZARO Oltre 236mila persone esposte a elevatissimo rischio idraulico e poi migliaia d persone esposte a forte rischio frana.  Questi dati di sintesi contenuti nell’ultimo Piano di Protezione civile, approvato dalla Giunta regionale nello scorso mese di dicembre, sono la plastica conferma di una Calabria estremamente propensa alla devastazione nel caso di alluvioni e cicloni come quelli che soprattutto nei giorni scorsi hanno flagellato gran parte del territorio regionale. Le cause sono diverse, e micidiali nel loro combinato disposto cause naturali ma anche la mano dell’uomo, che è evidente nella cementificazione selvaggia e nell’abusivismo, soprattutto del passato, e nella deregulation e disattenzione amministrativa degli enti locali e territoriali che registrano gravi rtardi nell’attuazione dei progetti e nella concretizzazione degli investimenti. Ma gli strumenti per arginare quella che è un’autentica emergenza ci sono.

I dati

Intanto, si può mettere fuoco la situazione, che è chiaramente preoccupante a leggere sempre i dati del Piano di Protezione civile regionale.  «In Calabria – si legge – il dissesto idrogeologico è diffuso in modo capillare e rappresenta un problema di notevole importanza. Tra i fattori naturali che predispongono il nostro territorio ai dissesti idrogeologici rientra la sua conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia (distribuzione dei rilievi montuosi) complessa e bacini idrografici generalmente di piccole dimensioni, che sono quindi caratterizzati da tempi di risposta alle precipitazioni estremamente rapidi. Il tempo che intercorre tra l’inizio della pioggia e il manifestarsi della piena nel corso d’acqua può essere dunque molto breve. Eventi meteorologici intensi combinati con queste caratteristiche del territorio possono dare luogo, dunque, a fenomeni alluvionali violenti caratterizzati da cinematiche anche molto rapide (colate di fango e flash floods)». Un po’ di numeri evidenziati nella relazione al Piano: la pericolosità “molto elevata” da frana a scala regionale riguarda una popolazione di almeno 15mila persone in Calabria (c’è anche la pericolosità comunque “elevata”). Quanto al rischio idraulico-idrogeologico, nella relazione al Piano di ProCiv si distingue tra evento frequente, medio ed evento raro/estremo: l’evento frequente (aree a pericolosità idraulica elevata, con probabilità alta di eventi alluvionali) riguarda oltre 236mila persone e oltre 95mila edifici, quello medio (aree a pericolosità idraulica media, con eventi attesi meno frequentemente) oltre 24mila persone e quasi 100mila edifici.

Obiettivi futuri

Certamente, anche sul piano degli strumenti di contrasto, prevenzione e difesa in Calabria c’è bisogno di un ulteriore cambio di passo e di un ulteriore rafforzamento della cultura della difesa del suolo (cultura non sempre pienamente rispettata, basti pensare ai continui emendamenti della legge urbanistica regionale del 2002 – una legge all’avanguardia – ma modificata così tanto nel tempo da essere diventata un’altra cosa). Ospite de “L’altro Corriere” nelle scorse settimane, il vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso, che ha la delega al governo del territorio, ha posto come obiettivo una “stretta” complessiva ma anche un supporto ai Comuni ritardatari nell’adozione dei Piani Spiaggia e dei Piani Strutturali (i vecchi Piani regolatori). Sempre Mancuso ieri ha annunciato altri interventi come l’aggiornamento del Masterplan regionale. E oggi il governatore Roberto Occhiuto annuncerà le misure messe in campo per gestre l’emergenza de giorni scorsi dopo un primo sopralluogo ieri sera a Catanzaro Lido. Ma non c’è solo questo. Ci sono allo studio, e in prospettiva, strategie anche più ampie. Nei documenti di programmazione della Giunta regionale come il Defr si osserva: «La fragilità del nostro territorio richiede risposte strutturali. All’inizio di questa nuova legislatura sarà varato un Maxipiano di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, finalizzato alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla pulizia dei corsi d’acqua. Inoltre, sarà proposto al Consiglio regionale un nuovo disegno di legge regionale sulla Difesa del Suolo per riordinare le competenze e garantire una visione unitaria nella pianificazione degli interventi, superando la frammentazione attuale». Quasi superfluo aggiungere che si tratta di annunci che vanno il prima possibile attuati. (a. c.)

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