La criminalità latente che preoccupa Vibo: ancora intimidazioni, ma la città «non vuole più piegarsi»
In poche ore due atti intimidatori nel quartiere Affaccio, già in passato teatro di episodi simili. I dubbi sulla prevenzione e un contesto che è cambiato

VIBO VALENTIA Due inquietanti episodi in poche ore e a pochi metri di distanza: l’incendio, sul quale indaga la Polizia, ai danni del cantiere della scuola Buccarelli e una bottiglia di liquido infiammabile indirizzata ad una nota macelleria. Entrambi avvenuti nel quartiere Affaccio, già in passato noto per essere stato teatro di episodi simili, danneggiamenti, furti, atti vandalici, oltre che risse, ma che da diverso tempo viveva un periodo di “serenità”. Un discorso che vale per tutta la provincia vibonese: dopo le maxi inchieste, il numero di intimidazioni ed episodi legati alla criminalità ha subito un netto calo, ma negli ultimi mesi la criminalità è tornata a farsi sentire a Vibo destando preoccupazione nella comunità.
Colpito il centro del capoluogo
Questa volta ad essere colpito è proprio il centro del capoluogo. Episodi gravi, soprattutto se si considera che il primo prende di mira un edificio pubblico: i lavori, finanziati con il Pnrr, per una mensa destinata a bambini di scuola elementare e di scuola media. Il rogo è scattato attorno alla mezzanotte con le fiamme che hanno scalfito alcuni pennelli: i Vigili del Fuoco, il cui Comando provinciale è poco distante, sono intervenuti per i primi rilievi e per controllare l’incendio che, per fortuna, non si era esteso sul resto del cantiere. Sempre questa mattina, nello stesso quartiere, il titolare della macelleria ha rinvenuto di fronte la saracinesca una bottiglia con liquido infiammabile e ha sporto denuncia ai Carabinieri, che stanno indagando sul caso. Non è escluso che i due episodi, data la vicinanza tra i due luoghi, siano collegati.
Un clima teso che preoccupa la comunità
Episodi inquietanti che si inseriscono in un clima teso che preoccupa la comunità. Pochi giorni fa politica, cittadini e associazioni si sono riuniti in un consiglio comunale straordinario in seguito all’attentato nei confronti del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, avvenuto poco prima di Natale. «Non ci faremo intimidire» ha ribadito oggi il sindaco Enzo Romeo, dopo l’incendio alla ditta che lavora al cantiere della scuola Buccarelli. Il primo cittadino l’ha definita «un’azione vile» esprimendo solidarietà all’azienda. Anche l’associazione antimafia Libera ha condannato gli episodi, che colpiscono «il futuro e il presente della nostra comunità: il diritto allo studio dei più giovani e il lavoro onesto di chi ogni giorno tiene vivo il territorio». «Si tratta di gesti vili e inaccettabili, che mirano a seminare paura e a piegare la libertà di impresa e di partecipazione. La vigliaccheria di chi compie questi giorni non può arretrare il vento di cambiamento e la volontà di un impegno, privato e pubblico, per una comunità più giusta, unita e capace di reagire insieme».
Luoghi poco tutelati
Ma l’episodio di oggi pone anche quesiti sull’assenza di “prevenzione” nei luoghi più sensibili della città: la sede dell’istituto, sita nel quartiere Affaccio, già in passato ha subito atti vandalici ed episodi simili, eppure non sono mai stati presi provvedimenti nonostante si tratti di un luogo frequentato quotidianamente da bambini. Il cortile esterno è privo di una recinzione, solo un muretto di cemento facilmente scavalcabile, ma – in ogni caso – con il cancello vicino costantemente aperto, anche di notte. Problemi di sicurezza, ma anche un contesto che è cambiato: la città, dopo anni di tranquillità, non vuole tornare indietro. Soprattutto nel quartiere Affaccio che, in passato, è stato punto di incontro tra giovani rampolli della ‘ndrangheta. Le forze dell’ordine negli ultimi mesi hanno incrementato i controlli e l’attività di prevenzione, con volanti che quotidianamente pattugliano il territorio. Le recenti scarcerazioni hanno destato preoccupazione nella comunità, ma l’attenzione da parte della Procura è massima nel monitorare ogni episodio. Tocca adesso ai cittadini e alle istituzioni, che hanno il compito di prevenire e bloccare sul nascere la criminalità, per non arrestare il «vento del cambiamento» a Vibo Valentia. (ma.ru.)
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