Mendicino, il Tar boccia il ricorso di tre consiglieri di minoranza per far sciogliere il Comune
I ricorrenti eccepivano «l’illegittimità del silenzio inadempimento della Prefettura di Cosenza, in riferimento all’istanza di scioglimento»

MENDICINO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) si è pronunciato sul ricorso contro ministro dell’Interno, prefetto e sindaco «in riferimento all’istanza di scioglimento del Consiglio Comunale di Mendicino per violazione dei termini perentori ex artt. 259 e 262 del decreto legislativo 267/2000 (L’ipotesi di bilancio realizza il riequilibrio mediante l’attivazione di entrate proprie e la riduzione delle spese correnti, ndr) avanzata dai ricorrenti in data 15 luglio 2025, con successiva integrazione del 6 agosto 2025». I sei ricorrenti, tra i quali figurano tre consiglieri di minoranza, eccepivano «l’illegittimità del silenzio inadempimento serbato dalla Prefettura di Cosenza, in
riferimento all’istanza di scioglimento del Consiglio Comunale di Mendicino» (ne abbiamo parlato qui).
I fatti
Nel mirino dei ricorrenti è finito il riequilibrio di bilancio dell’Ente andato al voto nel 2024, commissariato per vicende legate alle casse comunali. I ricorrenti hanno chiesto alla Prefettura lo scioglimento del Consiglio comunale, perché l’Ente avrebbe approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato oltre i tre mesi decorrenti dalla nomina della commissione straordinaria di liquidazione, e ciò «in ragione della perentorietà del termine espressamente prevista dalla legge e ribadita dalla Consulta nella sentenza indicata».
La decisione del Tar
Per il Tar, «il ricorso è infondato nel merito». Il Ministero dell’Interno, cui compete l’adozione del decreto finale di approvazione o rigetto dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, «preso atto della delibera dell’ipotesi di bilanci emanata dal Comune di Mendicino (rappresentato dall’avvocato Enrico Morcavallo), ha richiesto al medesimo Comune integrazioni istruttorie», così «superando la segnalazione di inosservanza del termine indirizzata alla Prefettura di Cosenza». (f.benincasa@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato