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I beni confiscati che diventano opportunità: a Reggio Calabria nasce un centro di aggregazione

Tra i sette progetti finanziati dalla Fondazione con il Sud, uno interesserà la nostra regione

Pubblicato il: 28/01/2026 – 12:13
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I beni confiscati che diventano opportunità: a Reggio Calabria nasce un centro di aggregazione

ROMA Tre villette, due appartamenti, una masseria e un fondo agricolo: sono i beni sottratti alla mafia al Sud che verranno restituiti alla collettività attraverso 7 progetti di valorizzazione selezionati dalla Fondazione con il Sud grazie al nuovo regolamento sui beni confiscati promosso nel 2025. Una modalità erogativa “a sportello” rivolta a enti di terzo settore per valorizzare i beni con iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo. Quattro dei progetti selezionati saranno cofinanziati al 50% dalla Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che ha messo a disposizione 750 mila euro. Questa cifra va ad aggiungersi all’erogazione di 1 milione e 900 mila euro della Fondazione con il Sud, raggiungendo un importo complessivo di 2 milioni e 650 mila euro. Sono 57 le organizzazioni coinvolte nei partenariati di progetto tra enti di terzo settore, istituzioni, scuole, università, consorzi privati e imprese. I progetti avranno durata triennale: due saranno avviati in Campania; due in Sicilia; uno in Calabria; uno in Sardegna; uno in Puglia. I beni diventeranno presidi di legalità e di inclusione sociale e lavorativa per persone con fragilità. Attraverso i singoli interventi, verranno attivati infatti 54 tirocini e garantiti, entro il termine del progetto, 32 inserimenti lavorativi. Il regolamento “a sportello” promosso dalla Fondazione con il Sud è rivolto agli enti di terzo settore che per la prima volta decidono di affrontare un percorso di impegno civile in rete valorizzando beni confiscati che non siano stati già oggetto di finanziamento da parte della Fondazione, attraverso iniziative di natura sociale, culturale ed economica sostenibili nel tempo e capaci di favorire lo sviluppo e la riappropriazione del bene da parte della comunità di riferimento. I quattro progetti cofinanziati insieme alla Fondazione CDP prevedono di avviare uno spazio multifunzionale in provincia di Lecce per 100 giovani neet e persone vulnerabili con l’obiettivo di formarli e fondare una startup sociale; potenziare in provincia di Caserta la produzione di funghi in serra, creando opportunità di inserimento socio-lavorativo per otto persone; offrire un servizio socio-sanitario residenziale in provincia di Sassari per favorire ogni anno l’autonomia di 72 persone disabili; promuovere l’inclusione socio-lavorativa di 40 persone con fragilità, quattro delle quali assunte in una sartoria sociale a Siracusa. Gli altri tre progetti, finanziati interamente dalla Fondazione con il Sud, permetteranno invece di avviare un bistrot e uno spazio di coworking in provincia di Napoli, che favorisca l’inserimento socio-lavorativo di 5 giovani e rappresenti un polo di aggregazione e un presidio di legalità nel territorio; attivare un info-point turistico in provincia di Agrigento con alloggio e inserimento socio-lavorativo di 14 donne vittime di violenza; aprire un centro di aggregazione nel centro storico di Reggio Calabria, che offrirà percorsi formativi e di imprenditorialità sociale, rivolti a giovani con fragilità economiche in ambito edile e della ristorazione. Il regolamento “a sportello” verrà replicato con una seconda annualità nel 2026 e, come il precedente, prevederà due fasi di selezione: la prima di presentazione di un’idea progettuale e di verifica dei principali requisiti di ammissibilità; la seconda dedicata allo sviluppo dell’idea attraverso la redazione, con il supporto degli uffici della Fondazione, di un progetto esecutivo comprensivo di un dettagliato piano di attività e costi, degli indicatori di risultato e impatto, di un piano di sostenibilità. «Il regolamento in due step – afferma Stefano Consiglio, Presidente della Fondazione con il Sud – ci permette di essere ancora più al fianco delle organizzazioni nelle fasi di definizione e perfezionamento delle idee progettuali e di intercettare enti con cui non abbiamo mai collaborato. I sette progetti selezionati sono il frutto di questa nuova modalità erogativa, che verrà replicata a breve, e puntano a creare opportunità inclusive e occupazionali in luoghi simbolo di legalità restituiti ora alla collettività. È una piccola goccia in un Sud afflitto dall’assenza di servizi e dallo spopolamento; è un nuovo tassello in un percorso che ci vede in prima linea da 20 anni con oltre 100 beni confiscati valorizzati e oggi più che mai interlocutori dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, con cui a novembre abbiamo stipulato un importante protocollo di intesa. Fondamentale anche la collaborazione con Fondazione Cassa Depositi e Prestiti che ha riconosciuto l’impegno e le competenze della Fondazione con il Sud nell’ambito della valorizzazione dei beni confiscati e ha voluto dare un contributo significativo, cofinanziando quattro progetti». Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione CDP, dichiara: «Restituire alla comunità i beni confiscati significa trasformare luoghi segnati dall’illegalità in presìdi di cittadinanza e di sviluppo condiviso. Con la Fondazione con il Sud rafforziamo un’alleanza che mette al centro le persone e la dignità del lavoro, sostenendo percorsi di formazione, impresa sociale e servizi di prossimità capaci di generare valore duraturo. Non è solo un recupero di spazi, ma un modo per ricostruire legami, alimentare fiducia e far crescere competenze che restano nel tempo. È così che intendiamo l’impatto, concreto e riconoscibile sul territorio, capace di radicarsi nelle comunità. Dal Mezzogiorno arriva un messaggio chiaro, la legalità può diventare motore di sviluppo e rafforzare il senso di appartenenza. Quando istituzioni, terzo settore e imprese collaborano, i beni tornano a essere case aperte, luoghi di cultura e inclusione, opportunità per i giovani e per chi vive condizioni di fragilità. Per Fondazione CDP questo significa restituire dignità dove è venuta meno e contribuire a generare nuova fiducia».

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