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Minaccia recapitata a un imprenditore, Vibo nella morsa delle intimidazioni

Nel mirino Francesco Patania, assolto in Rinascita e già in passato destinatario di minacce. Il Prefetto convoca per domani un vertice sulla sicurezza

Pubblicato il: 28/01/2026 – 14:37
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Minaccia recapitata a un imprenditore, Vibo nella morsa delle intimidazioni

VIBO VALENTIA Una vera e propria escalation criminale che sta colpendo il Vibonese. Nelle scorse ore l’imprenditore Francesco Patania è stato destinatario di un biglietto minatorio rinvenuto sulla sua auto. Dopo il ritrovamento, Patania si è rivolto all’Arma dei Carabinieri presentando denuncia con il conseguente avvio delle indagini da parte dei militari. Ex dirigente della Vibonese e proprietario di una ditta edile, Patania (imputato in Rinascita-Scott ma assolto in primo e secondo grado) è stato già in passato preso di mira con eclatanti gesti intimidatori. Nel 2014 è stato raggiunto da colpi di pistola alle gambe, mentre nel 2017 è stata ritrovata una carcassa di delfino morto di fronte la sede della ditta. Il mandante di quest’ultima intimidazione, secondo le dichiarazioni successive dei collaboratori di giustizia, fu Salvatore Morelli, alias “Turi l’Americanu”, condannato in via definitiva a 19 anni nel processo Rinascita Scott.

Convocato un vertice in Prefettura

L’episodio si inserisce in una scia di inquietanti episodi avvenuta nel capoluogo vibonese da inizio anno: la scorsa settimana è stato dato alle fiamme il cantiere della nuova mensa della scuola Buccarelli, mentre a pochi metri è stata ritrovata di fronte a una nota macelleria una bottiglia di liquido infiammabile. Neanche due giorni dopo tre auto sono state date alle fiamme a Vena di Jonadi. Ancora prima, a dicembre, l’attentato nei confronti del Presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. Episodi inquietanti su cui indagano le forze dell’ordine coordinate dalla Procura di Vibo. Nell’ultimo periodo, inoltre, il Vibonese è stato interessato da numerose scarcerazioni derivanti dai principali processi di ‘ndrangheta che hanno contribuito a portare preoccupazione nella comunità. Per domani è previsto in Prefettura un vertice del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato dal prefetto Anna Aurora Colosimo al fine di rassicurare la cittadinanza e sottolineare la forte presenza dello Stato sul territorio, come dimostrato negli ultimi anni. sul tavolo ci sarà anche l’aggressione subita dalla dottoressa Alessia Piperno al Pronto soccorso di Tropea.

La comunità reagisce alle intimidazioni

Nel frattempo, dure reazioni arrivano dalle istituzioni e dalla società civile. L’assessore Stefano Soriano, in una nota di oggi, ha condannato gli episodi affermando che «Vibo Valentia non si piega. Quella di queste settimane è una recrudescenza criminale che va contrastata con fermezza». Dura presa di posizione anche da Libera, che ha condannato l’incendio alla scuola, la bottiglia di liquido infiammabile e le auto date alle fiamme: «Non possiamo arretrare di fronte a questi segnali criminali. La vigliaccheria di chi compie questi gesti non avrà la meglio su una comunità che si impegna per uno sviluppo socioeconomico sano e legale. La strada da perseguire è e rimane sempre la denuncia: un dovere etico e morale per ogni cittadino e cittadina responsabile. Al contempo, la comunità deve mostrare in pieno la propria maturità, anche dal punto di vista culturale, facendo venir meno ogni forma di consenso sociale nei confronti di chi ha deciso di continuare a vivere da parassita sulle spalle degli altri, senza dignità e libertà». Condanna espressa anche dal sindaco di Jonadi Fabio Signoretta, sul cui territorio è avvenuto l’incendio delle tre auto. Il primo cittadino ha scritto al prefetto e chiesto «la convocazione dell’Associazione Antiracket e Antiusura, di cui l’Amministrazione Comunale di Jonadi è fieramente socio, se la ricostruzione dei fatti dovesse far emergere elementi di questa natura. Invito la mia comunità a tenere schiena e sguardo alti, denunciando ogni forma di intimidazione o violenza. Passi indietro non sono consentiti». (ma.ru.)


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