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La rete dei Gallace

‘Ndrangheta, da Guardavalle a Milano fino al rifugio in Svizzera: la parabola criminale di Bruno Vitale

Un anno di latitanza tra Nord Italia e contatti oltreconfine prima della cattura nel cantone di Zurigo. La caduta di “Kenzo New”

Pubblicato il: 30/01/2026 – 6:59
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, da Guardavalle a Milano fino al rifugio in Svizzera: la parabola criminale di Bruno Vitale

LAMEZIA TERME La sua cattura in Svizzera in una casa a Wetzikon, nel cantone di Zurigo, ha segnato la fine della sua latitanza. Un anno in fuga per uno degli indagati più rilevanti nelle inchieste “Ostro” e “Kleopatra” della Dda. Se a fare notizia negli ultimi giorni è l’arresto di Bruno Vitale, ciò che non sorprende più di tanto è la sua localizzazione e cattura oltre i confini italiani, in Svizzera.
Nato e cresciuto in Calabria, Bruno Vitale è “maturato” a contatto con una delle cosche di ‘ndrangheta più temute e potenti come i Gallace di Guardavalle, ma con un piede (quasi due) nel nord Italia, nel Milanese, e gli occhi rivolti alle possibilità di guadagno lontano dalla propria terra. 

Le inchieste Ostro e Kleopatra

Come detto Bruno Vitale è tra gli indagati dell’operazione coordinata dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di 44 indagati (15 finiti in carcere, 29 agli arresti domiciliari) all’alba dello scorso 29 gennaio. Un blitz che aveva visto impegnati i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e del Ros nei territori di Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia. E all’appello ne mancavano due: Vitale e Cesare Antonio Arcorace (classe 1989), l’ultimo latitante ancora in fuga a questo punto. Secondo l’accusa della Dda di Catanzaro, Bruno Vitale sarebbe «un partecipe del gruppo dei Gallace», eseguiva gli ordini del boss e «distribuiva le somme per il sostegno delle famiglie dei carcerati, concorrendo nel recupero crediti relativi ad attività criminose», oltre a detenere un numero imprecisato di armi. Il gup ha disposto per lui il giudizio con rito abbreviato.

Da Guardavalle al Milanese

Da Guardavalle a Milano, dal profondo Sud agli affari nel Nord Italia. Bruno Vitale, come è emerso dalle carte delle due inchieste, è un soggetto abituato a muoversi abitualmente dalla Calabria alla Lombardia e in particolare «a casa del cognato» come ripete spesso nelle chat SkyEcc decriptate. Una location che gli inquirenti hanno localizzato in particolare a Santo Stefano Ticino, in provincia di Milano, ovvero nell’abitazione della sorella. Da qui al trasferimento stabile perché, dagli accertamenti degli inquirenti, è emerso che Bruno Vitale nel 2021 abbia trasferito la propria residenza nel Comune di Pogliano Milanese.

L’amico in Svizzera  

Gli inquirenti della Distrettuale antimafia hanno comunque ricostruito i suoi movimenti, gli spostamenti e i contatti. Anche quelli con un presunto contatto svizzero. Un amico che – su SkyEcc – usava l’alias “Diego” o “Epifanio New”. Dall’analisi delle conversazioni si evince come Vitale dimorasse ormai stabilmente in una località dell’hinterland milanese. «A casa sono venuto un po’ sul divano» scrive all’amico, e poi chiede: «In Svizzera com’è? È più tranquillo?» e poi lo invita a Milano, per una cena a base di carne oppure pesce: «Pesce se lo fanno bene / sennò andiamo dove fanno le bistecche buone / dice che c’è una pescheria buona a Rho».

Le chat criptate, i contatti con i Riitano

Insomma, dalle indagini è emersa la capacità di Bruno Vitale di utilizzare la piattaforma SkyEcc attraverso i criptofonini. “Kenzo”, “Kenzo New” o “Fuego”, questi gli alias utilizzati dal 29enne e che, analizzati, hanno restituito agli inquirenti un quadro accusatorio ben definito. E poi ci sono i legami famigliari, diretti e indiretti. Uno su tutti: Giuseppe Riitano (cl. ’95) anche lui in abbreviato davanti al gup di Catanzaro. In passato – come emerso dalle indagini del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri – ha avuto proprio una relazione con la sorella di quest’ultimo, figlia peraltro di Domenico Riitano alias “u’ cicutu” e già coinvolto in quella che è stata definita la “Strage di Guardavalle” risalente all’agosto del 1991. «Devo partire per giù» scrive in una chat Bruno Vitale, «Mi ha clonato il telefono e mi legge tutti i messaggi in diretta… una volta l’ho usato e mi ha beccato» riferendosi proprio alla fidanzata. Poi annuncia la sua partecipazione al pranzo a casa dei genitori in occasione dell’onomastico del padre per il16 luglio, giorno in cui si celebra la festività della “Madonna del Carmine”. Tutti dettagli ritenuti “rilevanti” dagli inquirenti e finiti agli atti dell’inchiesta “Ostro”. (g.curcio@corrierecal.it)

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