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Alloggi popolari senza canone e procedure sospette: le ombre sulla «gestione disordinata» del Comune di Vallelonga

A dicembre la caduta dell’amministrazione dopo solo 18 mesi. In un rapporto vengono denunciate le presunte anomalie all’interno dell’ente

Pubblicato il: 08/02/2026 – 18:02
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Alloggi popolari senza canone e procedure sospette: le ombre sulla «gestione disordinata» del Comune di Vallelonga

VALLELONGA Presunte irregolarità e una «gestione amministrativa disordinata» che ha portato alla richiesta di ulteriori verifiche e accertamenti sulla regolarità degli iter burocratici. È quanto emerge in un report interno al Comune di Vallelonga, nel Vibonese, in cui si denunciano anomalie e criticità riscontrate nel corso di un’attività di monitoraggio della legalità sull’esercizio dell’amministrazione. Lo scorso dicembre le dimissioni di sei consiglieri comunali, tre di maggioranza e tre d’opposizione, hanno sancito la caduta dell’amministrazione a guida Maria Grazia Mazzotta, sindaco di Vallelonga. Un vero e proprio terremoto politico, dopo appena un anno e mezzo dall’insediamento, conclusosi con il commissariamento del Comune, oggi guidato dal vice-prefetto Maria Luisa Greco. «Ho sempre agito per la legalità, la trasparenza e il bene collettivo. Ma forse non è stato visto di buon occhio da qualcuno» era stato il commento a caldo del primo cittadino appena decaduto. A pesare in maggioranza un clima teso e tensioni, con Mazzotta che aveva da tempo deciso di approfondire alcune anomalie segnalate all’interno della sua amministrazione.

Il caso degli alloggi popolari

Al vaglio, soprattutto, l’assegnazione di cinque alloggi popolari avvenuta tramite concorso pubblico tra il 2021 e il 2022. La prima criticità rilevata è quella relativa alla legge citata nel bando, che non disciplina l’assegnazione di alloggi ma «detta norme in materia di contratti di locazione». In sostanza – si legge nel report – nel momento in cui sono stati assegnati gli alloggi non sarebbe stato determinato né il canone di locazione, né sarebbe stato stipulato alcun contratto. Di conseguenza, «dal 2022 ad oggi, gli utilizzatori degli alloggi ne usufruiscono – sostanzialmente – gratuitamente, senza corrispondere al Comune alcun canone e senza il necessario titolo contrattuale che ne legittimi la fruizione». Ad aggravare ulteriormente la situazione è il fatto che tra i fruitori risulterebbero «stretti congiunti di amministratori e, persino, due stessi consiglieri comunali».

Presunti conflitti di interesse

Ma il report non si ferma qui. Perché altre anomalie sarebbero emerse in atti relativi alla realizzazione di impianti di distribuzione sul territorio, agli interventi riguardo lotti boschivi e alla gestione di servizio di accoglienza dei cittadini stranieri. Sarebbero infatti emersi presunti conflitti di interesse determinati da «stretti rapporti parentali» o di «cointeresse» tra membri dell’organo amministrativo e i beneficiari. E, ancora, il segretario comunale aveva chiesto di approfondire sia alcuni contributi statali che «assegnati a consiglieri comunali ed a stretti congiunti di alcuni dipendenti e di ex amministratori» sia affidamenti diretti di incarichi professionali – secondo il report – non motivati in modo sufficiente.

Il caso del terreno acquisito con pagamento anticipato

Il rapporto si concentra poi su altre due anomalie: la presunta distrazione di 140 mila euro vincolati ad un uso specifico e che sarebbero stati utilizzati per ultimare i lavori dell’asilo e il pagamento di un terreno acquisito dal Comune. In quest’ultimo caso, l’ente avrebbe effettuato un pagamento di 10 mila euro per l’acquisizione di un terreno «senza stipula del relativo contratto e/o l’adozione del provvedimento di esproprio». In pratica, secondo il rapporto, il Comune avrebbe effettuato il pagamento dell’intera somma (in forma di acconto) sia senza avere la certezza dell’acquisto «per via della provenienza dichiaratamente ad usucapionem» sia senza aver stipulato il «relativo contratto di trasferimento della proprietà». Anomalie a cui il segretario aggiunge l’ulteriore dubbio su come l’ente abbia potuto «dichiararne la proprietà in atti (come quelli relativi all’accatastamento) sulla base di un esproprio non definito».

Difficoltà nei controlli

Ancora più allarmanti le difficoltà riscontrate nell’effettuare i controlli, secondo il report ostacolati «per via delle inadempienze di alcuni dipendenti» con modalità che portano il segretario a non escludere «“premeditazioni” ostruzionistiche, omissive e/o dilatorie». Solo due consiglieri e la sindaca – si legge – avrebbero preso le distanze da tutte queste vicende, tanto che anche il primo cittadino volendo approfondirle «in diverse occasioni, ha rappresentato uguali difficoltà di accesso a documenti e informazioni in possesso degli uffici». Si tratta, al momento, solo di un rapporto interno al Comune su un’attività di monitoraggio e privo, dunque, di riscontri investigativi e prove concrete, ma dal quale sarebbe emerso un quadro preoccupante tale da convincere il segretario a chiedere ulteriori verifiche e accertamenti, finalizzati a chiarire eventuali responsabilità e illeciti, soprattutto considerando il contesto criminale di riferimento. A dicembre, però, le dimissioni dei consiglieri hanno scosso il Comune, sancendo la fine dell’amministrazione a guida Maria Grazia Mazzotta dopo solo un anno e mezzo. (ma.ru.)

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