“Memoria, memorie”: a San Giovanni in Fiore una mattinata per la pace
Al Liceo scientifico l’incontro con studenti e cittadini. Presente monsignor Francesco Savino, che ha invitato a un patto educativo per la non violenza

SAN GIOVANNI IN FIORE Stamani, nell’aula magna del Liceo scientifico statale di San Giovanni in Fiore, si è svolta l’iniziativa “Memoria, memorie. Per un mondo di pace”, promossa dai Licei cittadini in collaborazione con l’Università della Calabria. All’incontro hanno partecipato, oltre a studenti e docenti, rappresentanti delle forze dell’ordine, una delegazione della stampa locale e numerosi cittadini, a conferma dell’apertura della scuola alla comunità e del suo ruolo di spazio pubblico di confronto culturale.
Sono intervenuti monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, Angela Audia, dirigente scolastica dei Licei di San Giovanni in Fiore, Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia antimafia all’Università della Calabria e animatore della rete nazionale Barbiana 2040, e il docente liceale Giovanni Iaquinta, che ha introdotto e moderato i lavori.
Ha aperto l’incontro la dirigente Angela Audia, che ha riassunto il senso dell’iniziativa: una scuola che non si chiude nei programmi ma affronta il presente, educa alla complessità e costruisce cittadinanza attiva. Audia ha rimarcato la scelta di promuovere appuntamenti rivolti a tutta la città e non solo agli studenti, puntando su contenuti di alto impatto culturale e sociale e su un’idea di scuola come presidio culturale e civile.
Nel suo intervento il professor Giovanni Iaquinta, organizzatore di questi appuntamenti, ha lanciato l’idea di San Giovanni in Fiore come “città della pace”, legandola al pensiero profetico di Gioacchino da Fiore. Secondo il docente, la vocazione culturale e spirituale della città può diventare un orizzonte civile e morale, nel quale educazione, memoria e responsabilità siano pratiche quotidiane.
Nel corso degli interventi è stato richiamato il valore della memoria storica a partire dalle grandi tragedie del Novecento. Si è parlato della Shoah come esito estremo dell’odio razziale e della disumanizzazione sistematica. Si è parlato anche delle Foibe, proprio nella loro ricorrenza, ricordate nel loro carico di violenza politica e di sradicamento forzato delle popolazioni istriane e dalmate. Due memorie diverse, è stato sottolineato, che non si escludono ma si illuminano a vicenda, aiutando a comprendere fino in fondo le conseguenze della negazione dell’altro.
Accanto al passato, lo sguardo si è allargato al presente. È stato ricordato come le guerre continuino a produrre morte, colpendo soprattutto i civili e i bambini, spesso lontano dai riflettori. Si è discusso pure del tema della fame, indicata come una delle forme più gravi e meno visibili di violenza: milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di insicurezza alimentare, mentre enormi quantità di cibo vengono sprecate ogni giorno, in un paradosso che scuote le coscienze e chiama in causa una responsabilità collettiva.
Di grande presa l’intervento di monsignor Francesco Savino, che ha proposto un patto educativo fra tutti i presenti, chiedendo a ciascuno un impegno esplicito, cioè di non cedere all’istinto di violenza, di vigilare sul linguaggio e sui comportamenti, di scegliere la pace come responsabilità personale e collettiva. Savino ha parlato ai ragazzi con empatia e franchezza, insistendo sul valore del pensiero critico e sul dovere degli adulti di non consegnare alle nuove generazioni un mondo governato dalla legge della forza.

Il professor Giancarlo Costabile ha insistito sul tema della memoria come fatto vivo e generativo, capace di orientare il futuro. Nel suo ragionamento hanno trovato spazio le grandi fratture del Novecento e le lacerazioni attuali, con un richiamo all’urgenza educativa e al modello di don Lorenzo Milani: la scuola come luogo in cui le parole non sono di facciata ma alimentano la coscienza.
E poi ci sono stati loro, i ragazzi, anche con alcune performance artistiche che hanno dato voce ai temi dell’incontro con una maturità sorprendente e un controllo scenico non comune. Danza, poesia, musica e canto hanno mantenuto l’aula in un silenzio raro, seguito da lunghi applausi. Si sono esibiti Mariateresa Mazzei, Natalia Gentile, Sofia Audia, Marco Succurro, Giuseppe Gioacchino Adamo, Kevin Veltri, Angela Serra e Giambattista Granato, studenti che hanno dimostrato talento e sensibilità assai rari e suscitato emozioni autentiche.
La presenza di numerosi cittadini esterni al circuito scolastico ha dato all’iniziativa un valore ulteriore: la scuola come luogo credibile, nel quale la comunità si ritrova per ascoltare, riflettere e scegliere una direzione. Una mattinata riuscita, con un messaggio forte: la memoria è sempre una responsabilità. (redazione@corrierecal.it)
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