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«Depurazione e riuso sono la chiave per salvare mare, agricoltura ed economia calabrese»

Il consigliere regionale Bruno interviene in un incontro a Soverato

Pubblicato il: 14/02/2026 – 19:11
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«Depurazione e riuso sono la chiave per salvare mare, agricoltura ed economia calabrese»

SOVERATO Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ha preso parte ieri pomeriggio all’iniziativa promossa dalla Libera Università Popolare della Terza Età e del Tempo Libero “Magno Aurelio Cassiodoro”, giunta al suo XXXI Anno Accademico, in occasione della presentazione dell’ultima opera editoriale del dottor Luigi Lazzaro dal titolo “L’utilizzo delle acque reflue urbane depurate per lo sviluppo dell’Agricoltura e per la prevenzione dell’inquinamento dell’aria e del mare della Calabria”. Lo riferisce una nota. Il volume del dottor Lazzaro, studioso e figura di primo piano nella sanità cittadina e riferimento scientifico e sociale per il comprensorio, affronta un tema strategico per il futuro della regione, mettendo in relazione tutela ambientale, sviluppo agricolo e qualità della vita. Lazzaro analizza il nodo strategico della depurazione, evidenziando le criticità del sistema calabrese e il rischio costante di inquinamento del mare, risorsa ambientale ma anche economica, strettamente connessa al turismo. All’iniziativa – che si è svolta in una sala gremita nella sede del Comune di Soverato – è intervenuto il professor Giulio Loiro, autore della prefazione al volume, che ha curato anche la presentazione dell’opera, sottolineandone il valore scientifico e l’attualità dei temi trattati. I lavori sono stati presieduti dalla presidente della Libera Università Popolare della Terza Età e del Tempo Libero “Magno Aurelio Cassiodoro”, prof.ssa Sina Montebello. Presente anche il sindaco Daniele Vacca, che si è complimentato con il dottor Luigi Lazzaro «per l’egregio lavoro scientifico presentato». Nel suo intervento, Bruno – profondo conoscitore della tematica ambientale da funzionario regionale da sempre impegnato nel settore – ha richiamato le criticità dello stato della depurazione in Calabria: «La nostra regione registra ancora decine di depuratori fuori norma e si colloca ai primi posti in Italia per infrazioni comunitarie nel trattamento delle acque reflue. La procedura 2017/2181 è tutt’altro che risolta e gli obblighi europei continuano a essere disattesi». Il consigliere ha ricordato come la Calabria sia interessata da più procedure di infrazione per la mancata conformità dei sistemi fognari e depurativi alle direttive eruopee: «Non si tratta solo di deficit di copertura depurativa, ma anche di carenze nella governance del servizio. Mancano controlli automatizzati, validazione indipendente dei dati, un catasto completo degli impianti. E nella maggior parte dei casi il soggetto attuatore dei progetti resta il singolo Comune, spesso senza strumenti adeguati». Un dato particolarmente allarmante, sottolineato da Bruno, riguarda il volume delle acque reflue effettivamente trattate: «Il quantitativo che entra negli impianti è nettamente inferiore rispetto all’acqua potabile erogata. Questo significa che una parte significativa finisce nei fiumi o in mare senza trattamento. È un danno ambientale ed economico che non possiamo più permetterci». Bruno ha condiviso pienamente la tesi del dottor Lazzaro: «Le acque reflue devono essere trattate e riutilizzate a vantaggio dell’agricoltura e dell’industria. Il riuso, disciplinato dal Regolamento UE 2020/741, non è un’utopia ma una strategia concreta di economia circolare. Riduce lo spreco, abbassa la pressione sulle falde, migliora la qualità delle acque di balneazione e offre una risposta strutturale allo stress idrico». Il consigliere ha evidenziato come in Calabria il potenziale sia enorme, grazie alla forte vocazione agricola e alla presenza di impianti spesso sottoutilizzati. «È un investimento impegnativo – ha affermato – ma costa molto di più l’attuale situazione fatta di infrazioni, sanzioni europee, danni ambientali e perdita di competitività per il nostro comparto agroalimentare». Da qui la proposta politica: «La Regione deve concentrare con maggiore determinazione gli sforzi sulla modernizzazione del sistema depurativo. Servono interventi mirati all’efficientamento degli impianti, alla messa a norma delle strutture esistenti, al potenziamento delle piattaforme depurative e alla realizzazione di reti fognarie più efficienti, anche attraverso innovazioni tecnologiche. Parallelamente, occorre sensibilizzare e supportare i Comuni, che spesso si trovano soli nella gestione di queste criticità». Bruno ha infine rilanciato il proprio impegno nell’azione amministrativa necessaria ad incidere sullo stato dell’arte e il miglioramento del settore: «Ridurre progressivamente le infrazioni comunitarie e migliorare la qualità delle acque di balneazione deve diventare una priorità politica regionale. La cura dell’ambiente è condizione preliminare per la salute del corpo e dell’anima, ma anche per lo sviluppo economico della Calabria. Depurare bene e riutilizzare l’acqua significa investire nel futuro della nostra terra».

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