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i criteri di classificazione

Se Cosenza e Reggio Calabria diventano “Comuni montani”

L’attuazione della legge 131/2025 solleva polemiche. Uncem Calabria: «Risorse esigue, lavoriamo ad una legge regionale sulla montagna»

Pubblicato il: 17/02/2026 – 6:45
di Fabio Benincasa
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Se Cosenza e Reggio Calabria diventano “Comuni montani”

COSENZA Dopo 70 anni sono stati modificati i criteri relativi ai Comuni montani. L’attuazione della legge 131/2025 ha sollevato polemiche e generato malumori a tutte le latitudini. Nelle scorse ore, è stato raggiunto in Conferenza Unificata l’accordo con Regioni, Province e Comuni sulle modalità di prima applicazione dei criteri per la classificazione. I Comuni montani diventano 3.715 (QUI L’ELENCO COMPLETO), 347 in meno rispetto ai 4.062 della classificazione precedente. «La montagna non può essere ridotta a una soglia numerica», dice il sindaco di Cupramontana (Ancona), Enrico Giampieri, che critica la nuova legge sulla montagna, alla luce delle recenti modifiche, e in particolare i criteri di classificazione. «Essere riconosciuti come Comune montano non è un dato formale», affonda il sindaco, che chiude: «La montagna non chiede privilegi. Chiede pari dignità». 

La rassicurazione di Calderoli

Sul punto è intervenuto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. «Siamo riusciti a trovare una soluzione ragionevole che rispetta i principi della legge e della Costituzione e le specificità dei territori. Dietro questa proposta c’è stato un grande lavoro di sintesi ed equilibrio». «Stiamo lavorando – aggiunge – per portare questo decreto al primo Consiglio dei ministri utile. La precedente classificazione faceva riferimento ad una legge del 1952 e tra i parametri presi in considerazione c’erano persino i bombardamenti subiti durante il conflitto mondiale. Lo sottolineo per dare un’idea di quanto fosse ormai obsoleta e lontana dalla realtà attuale. Le questioni socio-economiche verranno prese in considerazione da un secondo decreto che stiamo già predisponendo e che approfondirà con ulteriore precisione chi, tra i Comuni riconosciuti come montani, ha diritto a ricevere i contributi previsti dalla legge. Siamo a lavoro per ridurre i divari e garantire il diritto ai servizi essenziali». Per il ministro, «i nuovi parametri sono la fine di un percorso che con gli enti territoriali abbiamo condiviso il più possibile. Tanto è vero che tutti hanno accolto in Conferenza unificata la possibilità di proseguire, pur facendo dei distinguo. Inoltre non esiste alcun “taglio secco”, visto che una parte delle risorse spetterà comunque alle Regioni e potranno utilizzarle in piena autonomia».
Il nodo è legato alla possibilità di deroghe previste dal Dpcm. «Grazie a un emendamento presentato dalla Lega a prima firma Molinari e accolto con parere favorevole dal Governo, le Regioni avranno la facoltà di poter destinare la quota regionale del Fosmit anche ai Comuni esclusi dall’elenco nazionale. Opportunità ribadita anche nell’accordo approvato in Conferenza unificata».

E in Calabria?

La Calabria scongiura un taglio netto e anzi aumenta il numero di Comuni montani. «Avevamo proposto di lasciare inalterata la situazione perché quando si mette mano ad una classificazione i problemi nascono subito», racconta al Corriere della Calabria Vincenzo Mazzei, presidente di Uncem Calabria. «Di positivo c’è poco – aggiunge – ci sono alcuni vantaggi per quanto riguarda i comuni montani per la determinazione delle classi. La legge 131 sulla montagna prevede una serie di interventi a favore dei territori anche se le risorse finanziarie sono esigue». Quanto incide, se incide, la nuova legge sul contrasto allo spopolamento. «Non incide. Il ripopolamento passa dal miglioramento della qualità dei servizi, della quantità dei servizi, della possibilità di creare lavoro. Non bastano incentivi per spostare qualche attività o le persone. Servirebbero interventi consistenti». Qual è la vostra proposta. «Stiamo lavorando per proporre una legge regionale sulla montagna, che riguarda non soltanto una serie di interventi sui territori montani, ma anche la governance dei territori stessi. Se non rafforziamo il sistema istituzionale, migliorando il servizio erogato, se non tagliamo le spese, tutti gli sforzi saranno pressoché inutili. Non basta che un comune diventi montano», sostiene Mazzei. Che aggiunge: «In Calabria sono diventati montani i comuni di Reggio Calabria e Cosenza, per fare un esempio. I comuni montani calabresi aumentano, da 216 passano a 256, per cui – da questo punto di vista – possiamo ritenerci soddisfatti». (f.benincasa@corrierecal.it)

Il nuovo elenco dei comuni montani

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