Zootecnia e innovazione: Confagricoltura traccia la rotta
Statti: «Investire in prevenzione digitale per garantire competitività e salute animale»

ROMA Il futuro della zootecnia che passa attraverso l’innovazione digitale. È questo il messaggio centrale emerso dall’evento “One Health e zootecnia”, organizzato da Confagricoltura nella prestigiosa cornice di Palazzo della Valle. Al centro del dibattito, il ruolo dei sistemi di monitoraggio in tempo reale come pilastri per garantire la salute animale, la sostenibilità e la competitività delle imprese italiane.
Sistemi che diventano asset strategici per l’epidemiosorveglianza contro minacce globali quali la Peste Suina Africana, la Lumpy Skin Disease e l’Afta Epizootica, patologie che negli ultimi anni hanno inflitto pesanti perdite economiche e commerciali alle imprese italiane.

Il dibattito ha offerto una panoramica completa sulle soluzioni tecnologiche attuali, coinvolgendo imprese, parlamentari e rappresentanti dei Ministeri della Salute e dell’Agricoltura.
I lavori sono stati aperti dal direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi, e hanno visto, tra gli altri, i contributi di Maria Chiara Gadda, Raffaele Nevi e Marco Cerreto, componenti della XIII Commissione Ambiente. Mentre la chiusura è stata affidata al presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
Il confronto giunge in un momento determinante, proprio alla vigilia dell’approvazione del Collegato Agricoltura. Il provvedimento promette di introdurre misure strutturali a sostegno della zootecnia, con un’attenzione particolare al comparto dei bovini da carne, integrando la salute animale in un sistema di protezione integrato che tutela, insieme, l’ambiente e il consumatore finale.

«In questi anni, gli allevamenti zootecnici italiani hanno investito massicciamente in innovazione tecnologica per raggiungere livelli di sostenibilità, sia ambientale che economica, necessari a restare competitivi su un mercato complesso e caratterizzato da andamenti altalenanti. Per garantire redditività agli imprenditori, oggi è fondamentale disporre di strutture efficienti che operino in stretta sinergia con il sistema sanitario veterinario», ha spiegato a margine dell’evento Alberto Statti, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura. «L’Italia – ha aggiunto – occupa una posizione geografica centrale tra il Nord Europa e l’Africa, il che impone la massima attenzione e precauzione sotto il profilo biosanitario. Abbiamo la prova che, intervenendo tempestivamente con la prevenzione, i problemi si risolvono con estrema velocità: i casi di epizoozie gestiti con successo nel nostro Paese dimostrano che le nuove tecnologie e la collaborazione con il sistema veterinario sono armi vincenti».
L’evento di oggi, secondo Statti, «serve proprio a evidenziare gli sforzi degli allevatori e l’impegno di Confagricoltura, che ha avanzato proposte economiche concrete per sostenere questi risultati. L’obiettivo finale deve essere il miglioramento del tasso di approvvigionamento interno, un tema che riguarda tutto il territorio nazionale. Sebbene alcuni comparti siano cresciuti, altri settori restano ancora deficitari. C’è ancora molto da lavorare, ma siamo certi che la prevenzione e l’innovazione siano la strada obbligata per garantire un percorso virtuoso a tutti gli allevatori italiani». (m.r.)
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