Il mare si riprende la spiaggia, la Chiesetta di Piedigrotta esposta alla forza dell’erosione – VIDEO
Si spera nel ripascimento naturale come già accaduto in passato, ma restano i rischi a causa dell’aumento di eventi metereologici estremi. Il sindaco: «Monitoriamo la situazione»

VIBO VALENTIA È un unicum e un gioiello calabrese, un luogo che unisce storia, cultura e fede divenuto meta per turisti e religiosi. Tanto da risultare al secondo posto tra i siti culturali più visitati della regione, dietro solo al Museo di Reggio Calabria con i bronzi di Riace. Oggi, però, la Chiesetta di Piedigrotta, sita in località Marinella a Pizzo, viene minacciata dall’erosione costiera: nell’ultimo periodo tra cicloni e mareggiate, la forza delle onde si è abbattuta sulla facciata della chiesa, “penetrando” all’interno da incavi e finestre e, soprattutto, inghiottendo la spiaggia antistante. Ad oggi la chiesa appare come un monumento sul mare: un’immagine atipica che rende il luogo ancora più suggestivo, ma che suscita preoccupazione riguardo la salvaguardia della celebre chiesetta.

Un fenomeno già capitato in passato
Si tratta, tuttavia, di un fenomeno non nuovo: già in passato la spiaggia era sparita per poi riapparire tramite il ripascimento naturale. Anche la storia della Chiesa, tra mito e leggenda, racconta di episodi in cui le onde hanno colpito la parte interna del monumento. Il sindaco, nel frattempo, ha disposto lo stop alle visite e la chiusura della via d’accesso che porta alla Chiesa in via precauzionale dato che le onde raggiungono ormai la scalinata. Nessun allarmismo, dunque, come chiarisce il primo cittadino Sergio Pititto: «Stiamo monitorando, dovrebbe esserci comunque un effetto di ripascimento di qua a poco. Si tratta di una cosa non proprio ciclica, ma che è capitata negli anni. Noi ci stiamo preoccupando sulla conservazione della chiesa: c’è un finanziamento di 1,8 milioni e abbiamo già interloquito con la Sovrintendenza e la Regione, per cui interverremo subito». Priorità al restauro delle statue e dell’interno, ma si pensa anche ad una barriera esterna che protegga il monumento: anche perché, se da una parte si tratta di un fenomeno già capitato in passato, dall’altra i cambiamenti climatici e gli eventi metereologici estremi sempre più frequenti alla lunga espongono la Chiesetta scavata nel tufo a seri rischi.

L’erosione minaccia il litorale
Ma il problema dell’erosione costiera non minaccia solo Chiesetta di Piedigrotta: «Ci preoccupa tutto il litorale, abbiamo fatto interventi importanti» afferma Pititto, che ha dichiarato lo stato di calamità naturale dopo il maltempo del 12 e del 13 febbraio. Tra i progetti a cui fa riferimento quello tra la Marina e la Seggiola, che prevede una barriera frangiflutti a protezione nel lungomare ma che negli ultimi giorni è stato al centro di diverse critiche e di un esposto presentato alla Sovrintendenza: «In questo momento è stato messo a dura prova e sta mantenendo. Dobbiamo agire ancora di più sulla parte del molo Pizzapundi e stiamo cercando con la Regione di intercettare questo motopontone che stiamo aspettando da anni. Non stiamo con le mani in mano, ma cerchiamo in tutti i modi di capire come proteggere tutta la costa. C’è un problema di erosione anche tra la Stazione e la Marina e cercheremo anche lì di creare una protezione». Qui – spiega il sindaco – ci sarebbe la possibilità di riproporre una vecchia idea, che prevede il «ripascimento della Marina, ovvero creare un varco che in dialetto chiamano “u mariceju”». (ma.ru.)
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