Mendicino, l’ospedale mai realizzato e l’idea di un «nuovo» presidio di prima emergenza
«Una promessa tradita, un’occasione mancata che molte famiglie non hanno dimenticato» per la sindaca Irma Bucarelli

MENDICINO La sanità territoriale, a tutte le latitudini, è segnata dalla desertificazione che riguarda strutture di prossimità, personale sanitario e servizi di base. Nonostante gli sforzi per innovare il modello assistenziale, i dati delineano un quadro in cui molte realtà restano inespresse e rimane forte il rischio che la sanità di comunità non riesca a garantire risposte adeguate ai cittadini. E poi ci sono storie di presidi mai realizzati, progetti rimasti su carta o chiusi in un cassetto. L’ospedale regionale di Mendicino è un caso emblematico. «La mancata costruzione dell’ospedale regionale non rappresenta soltanto un ricordo del passato, ma una ferita ancora aperta. Una promessa tradita, un’occasione mancata che molte famiglie non hanno dimenticato», sostiene in un post su Facebook la sindaca del comune in provincia di Cosenza, Irma Bucarelli. Da quel sogno infranto, per la sindaca può nascere una nuova prospettiva. «I terreni espropriati all’epoca dall’Azienda sanitaria provinciale sono ancora pubblici e disponibili. Aree che oggi simboleggiano ciò che non è stato, ma che potrebbero diventare il punto di partenza di un progetto concreto per il territorio». La sindaca ha redatto un progetto preliminare che sarà presentato al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e ai sindaci del comprensorio nei prossimi incontri istituzionali. La struttura verrebbe concepita come presidio complementare all’hub dell’Annunziata, con l’obiettivo di alleggerirne il carico e garantire risposte tempestive ai cittadini.
I passi in avanti
Quello di Bucarelli non è un semplice sfogo, ma una proposta concreta per il futuro. Negli ultimi mesi l’amministrazione comunale ha avviato un confronto sui servizi essenziali per i Comuni delle Serre, ascoltando cittadini e raccogliendo bisogni. È emersa con chiarezza l’urgenza di garantire cure primarie rapide, vicine e accessibili. Un territorio che, sottolinea la sindaca, «non può più aspettare né sentirsi periferia». L’idea è «realizzare un presidio sanitario di prima emergenza su quei terreni, in una posizione strategica capace di servire le comunità delle Serre e del Savuto». L’area, grazie alla viabilità provinciale e all’accesso autostradale, risulta facilmente raggiungibile e funzionale a un bacino più ampio. «La sanità non è un privilegio, è un diritto», ribadisce Bucarelli. Mendicino, insieme all’intero comprensorio, chiede ora che quel diritto venga riconosciuto e garantito. (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato