Il “patto d’amore” tra don Mimmo Battaglia e la “sua” Catanzaro. «Una città bellissima» – FOTO
Conferita la cittadinanza onoraria al “prete degli ultimi”. «Sul mio comodino ho il Vangelo e la Costituzione». La dedica al piccolo Domenico

CATANZARO In un “abbraccio corale” coinvolgente e in un’atmosfera di grande emozione, nell’Aula Rossa, la sala del Consiglio comunale, cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Catanzaro al cardinale Domenico – don Mimmo – Battaglia, arcivescovo di Napoli, originario di Satriano. Si è così suggellato il “patto di amore” tra il capoluogo calabrese e don Mimmo Battaglia, conosciuto come “il prete degli ultimi”, il cardinale che oggi guida la chiesa di Napoli ma che a Catanzaro ha lanciato i semi della sua missione pastorale, fondando, tra l’altro, il Centro calabrese di solidarietà, struttura all’avanguardia nel contrasto alle dipendenze e nell’assistenza alle fasce deboli della popolazione. Queste le prime parole di don Mimmo Battaglia al suo arrivo al Comune: «Un sentimento di profonda gratitudine, e questa gratitudine bisogna trasformarla in una benedizione. Benedizione che diventa un’impetrazione di grazia per chi crede e una carezza per chi non crede, perché davvero questa è una città bellissima, una città da amare. Davvero grazie, grazie a tutti per questo momento. Catanzaro – ha osservato don Mimmo Battaglia non l’ho mai lasciata, come non l’ho mai lasciata questa terra. Del resto, per quella che è la nostra missione, ogni terra è la nostra patria, ogni cielo è il nostro cielo ed è bellissimo sentirsi parte di un mondo che il Signore ti ha affidato, che tu sei chiamato a custodire e lo custodisci nel cuore, oltre che con l’impegno nella vita di tutti i giorni».




La cerimonia
Nel suo intervento dopo il conferimento ufficiale della cittadinanza onoraria, il cardinale Battaglia ha detto: «Aiutatemi a restare fedeli a quel nome, “prete degli ultimi” non perché è un’etichetta, ma perché è un impegno pubblico. “È come dire, se un giorno mi vedrete comodo, richiamatemi, se un giorno mi vedrete lontano, riportatemi vicino”. Per me, oggi, la cittadinanza onoraria non è una medaglia, è una consegna. Come se Catanzaro mi dicesse “sei dei nostri, ma ricordati dei nostri più stanchi, resta dalla parte di chi non conta”. Ho il Vangelo e la Costituzione sul mio comodino, e tra di loro si parlano: ogni sera li leggo perché entrambi ti evidenziano l’importanza e la bellezza di essere cittadini liberi e vanno nella direzione degli ultimi. E penso che una vita e una città valgono nella misura in cui non scartano nessuno». Il cardinale Battaglia ha infine dedicato «volutamente questo momento a un bambino, Domenico», il piccolo Domenico morto al Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità religiose e civili del territorio. A motivare la scelta di conferire la cittadinanza onoraria al cardinale Battaglia è stato il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita: «Caro Don Mimmo, questa non è solo una cerimonia. È un atto di gratitudine per aver dimostrato che si può servire senza cercare di dominare. Oggi – ha osservato Fiorita – Catanzaro non la celebra, non la festeggia, non la onora. Piuttosto, la assume come esempio, ancora una volta». Al cardinale Battaglia è stata consegnata una targa realizzata da Michele Affidato. La cerimonia è stata coordinata dal presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco: a porgere un indirizzo di saluto il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, l’arcivescovo metropolita d Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, e Isa Mantelli, presidente del Centro calabrese di solidarietà, a inviare un messaggio di saluto il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro. (a. c.)
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