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‘Ndrangheta, la faida di Mileto e «uno strappo mai ricucito». Il pm racconta l’ascesa della ‘ndrina di Paravati

Iniziata ieri la requisitoria nel maxiprocesso contro le cosche vibonesi. Il pubblico ministero ha esordito con la guerra di potere tra i Galati e i Prostamo-Pititto-Iannello

Pubblicato il: 04/03/2026 – 7:00
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‘Ndrangheta, la faida di Mileto e «uno strappo mai ricucito». Il pm racconta l’ascesa della ‘ndrina di Paravati

VIBO VALENTIA La ‘ndrangheta per poter funzionare «ha bisogno di una forma di esclusività del controllo del potere. È una delle prime regole: uno solo deve comandare in un determinato territorio e quella persona deve essere riconosciuta e riconoscibile da tutti. In primis, dai vertici della ‘ndrangheta». Proprio questo concetto di “esclusività” «ha costituito la causa scatenante di molteplici faide». A spiegarlo è il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Andrea Buzzelli nel dare il via alla requisitoria nel processo Maestrale-Olimpo-Imperium contro la ‘ndrangheta vibonese. Una lunga udienza conclusasi solo in serata e che continuerà nei prossimi giorni con l’alternarsi dei magistrati della Dda. Buzzelli, di fronte al collegio giudicante presieduto dal giudice Rossella Maiorana, dopo una premessa sul fenomeno unitario della ‘ndrangheta, ha esordito trattando la guerra di potere avvenuta tra le varie ‘ndrine del locale di Mileto.

La battaglia di potere a Mileto

Per il pm, si tratta di «una straordinaria indagine perché ci ha consentito sostanzialmente di ripercorrere gli ultimi 40 anni dell’operatività del locale di Mileto». Un periodo segnato da «decine e decine di omicidi e morti, tutti con un unico filo conduttore: il doversi affrontare per il predominio, per l’egemonia di quella porzione di territorio». Protagoniste della faida la famiglia dei Galati e quella dei Prostamo-Pititto-Iannello, ma sempre, ribadisce il pm, «sotto l’attenta regia dei Mancuso», il clan predominante nel Vibonese. Agli inizi degli anni ’80 – racconta – a Mileto c’era «un’unica ‘ndrina distaccata dei Mancuso. All’interno esistevano diverse anime: da una parte il “ceppo” Galati, dall’altra la famiglia Prostamo-Pititto-Iannello». La prima avrebbe goduto della protezione dei Molè-Piromalli di Gioia Tauro, mentre i Mancuso avrebbero sostenuto la fazione opposta. «Una divisione che detterà la storia di quel territorio: tutti gli scontri e gli omicidi altro non sono che uno scontro tra i Mancuso e la ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro». Il clan di Limbadi avrebbe avuto «il timore che tramite questa alleanza i Galati potessero soppiantare il controllo di quel territorio e, allo stesso tempo, tentavano di contrastare l’avanzata delle famiglie della Piana».

Una lunga scia di sangue

In questo contesto nascono «le prime frizioni», con l’incendio alla masseria di Salvatore Galati: «Per la contesa del controllo del territorio, dal carcere sarebbe arrivato l’input affinché Antonio Currà incendiasse la masseria. A distanza di due giorni, il 4 ottobre 1988, avviene l’omicidio di Antonio Currà. Si tratta dell’episodio spartiacque, si assiste ad uno strappo dei rapporti tra le due fazioni che sostanzialmente non si ricucirà più». Poco dopo ad essere assassinato è Domenico Galati, fratello di Salvatore e Rocco, dando il via a una lunga scia di sangue mai veramente interrotta. Una pace che, di fatto, non sarebbe mai stata raggiunta nonostante i vari incontri anche tra i Molè e i Mancuso, che avrebbero chiesto più volte l’omicidio di Salvatore Galati. Ma quest’ultimo – secondo il racconto del pm – avrebbe goduto della protezione delle famiglie della Piana di Gioia Tauro tanto da essere reputato «intoccabile». «I Galati non verranno mai assassinati, ma si sposteranno sulla zona di Paravati, dove ancora oggi sono i referenti della ‘ndrina. La loro posizione in quella zona necessita però di una vera e propria epurazione degli Evolo, la famiglia criminale egemone. Sostanzialmente in circa 10 anni vengono assassinati tutti gli esponenti di vertice degli Evolo, dando il comando di Paravati alla famiglia Galati». (ma.ru.)

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