Maestrale, al via la requisitoria: il fenomeno unitario e il “patto” tra i sodali e il sistema ‘ndrangheta
Alla sbarra, solo per il filone ordinario che si sta svolgendo presso il Tribunale di Vibo, 185 imputati tra esponenti di spicco delle principali cosche vibonesi

VIBO VALENTIA È iniziata oggi pomeriggio, presso il nuovo Palazzo di Giustizia di Vibo Valentia, la requisitoria della Dda di Catanzaro nel maxi processo che riunisce le operazioni Maestrale-Olimpo-Imperium contro la ‘ndrangheta vibonese. Alla sbarra, solo per il filone ordinario che si sta svolgendo presso il Tribunale di Vibo, 185 imputati tra esponenti di spicco delle principali cosche vibonesi, tra cui gli Accorinti, i Mancuso, i La Rosa. Davanti al collegio giudicante presieduto dalla presidente Rossella Maiorana a esporre la requisitoria è stato il pubblico ministero Andrea Buzzelli.
In mattinata, prima dell’avvio della requisitoria, in udienza ha rilasciato dichiarazioni spontanee l’ex assessore regionale e imprenditore Francescantonio Stillitani, che ha ribadito la sua estraneità ai fatti contestati affermando di aver vissuto un «calvario» fin dal giorno del suo arresto. Anche di fronte alle contestazioni riguardo l’eccessiva lunghezza delle dichiarazioni Stillitani si è giustificato affermando di non aver mai rilasciato dichiarazioni anche a causa delle sue condizioni di salute: «Dopo l’arresto ho subito un infarto, sono stato ricoverato e ho subito una operazione a cuore aperto. Ma dopo il calvario che sto vivendo non potevo non intervenire».
La ‘ndrangheta unitaria
Nel pomeriggio la Presidente del collegio giudicante Rossella Maiorana ha dichiarato chiuso il dibattimento. Ad aprire la requisitoria il pm Andrea Buzzelli, che ha esordito citando Giovanni Falcone, come fatto anche all’apertura della requisitoria in Rinascita Scott dall’allora pm Di Bernardo. «Noi riteniamo che l’approccio seguito in fase di indagine è lo stesso identico che venne utilizzato quando si è trattato di aggredire il fenomeno mafioso siciliano». Citando tutte le inchieste relative alla criminalità organizzata vibonese, Buzzelli ha sottolineato come «tutte queste indagini non fanno altro che fotografare lo stesso identico fenomeno: la ‘ndrangheta unitaria. Non contestiamo la partecipazione di un soggetto a una specifica ‘ndrina, ma l’adesione di ciascuno degli imputati a un vero e proprio sistema unitario che si basa su una piattaforma di regole a cui si sceglie di aderire in cambio di un protezione criminale». Una sorta di “patto” basato su «una logica di scambio sia interna che esterna. Interna perché io presto la mia opera e in cambio ricevo una sorta di certificato di autenticità criminale di cui mi pregio e che mi consente di avere protezione ed entrare in una rete condivisa di sodali. Esterna perché abbiamo visto diverse realtà imprenditoriali che entrano in contatto con la ‘ndrangheta e non sono più vittime, ma diventano “consumatori” di protezione. L’unitarietà della ‘ndrangheta – ha ribadito Buzzelli – è ormai fatto notorio e accertato in diversi procedimenti». (ma.ru.)
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