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Oltre le mimose

Donne e potere: la democrazia incompiuta

A ottant’anni dall’ingresso delle donne nella vita politica, la sfida è superare stereotipi e cambiare il modo stesso di fare politica

Pubblicato il: 07/03/2026 – 10:50
di Caterina Capponi*
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Donne e potere: la democrazia incompiuta

E dal 1946, da ben ottant’anni in Italia che la presenza femminile è stata attiva e significativa nella vita politica e istituzionale del paese.
Eppure ancora oggi ci si chiede se 8 Marzo abbia sempre quel significato duale iniziale fra riconoscimento del ruolo della donna e lotta per la parità di genere anche in politica.
Il problema oggi non è solo se le donne entrano in politica, ma se possano davvero cambiarne linguaggi, priorità e strutture di potere.
Per molto tempo la presenza femminile nelle istituzioni è stata letta come una conquista numerica: più ministre, più parlamentari, più sindache.
Ma il punto più profondo è un altro: basta occupare posti tradizionalmente maschili oppure serve ripensare il modo stesso di fare politica?
La donna in politica, infatti, non rappresenta soltanto l’altro genere  obbligatoriamente da “includere”, ma mette in discussione un modello di potere spesso costruito su competizione esasperata, personalismo, aggressività verbale e scarsa attenzione alla dimensione concreta della vita quotidiana.
In questo senso, il contributo femminile può diventare decisivo perché porta al centro temi che per secoli sono stati considerati marginali: cura, istruzione, salute, welfare, diritti, conciliazione tra vita e lavoro, contrasto alla violenza, equità sociale.
La donna in politica continua a essere giudicata diversamente rispetto all’uomo.
Un leader uomo viene percepito come deciso; una leader donna, con gli stessi toni, rischia di essere definita aggressiva. Un uomo ambizioso è considerato forte; una donna ambiziosa, spesso, viene guardata con sospetto. Questo mostra che la questione non riguarda solo l’accesso alle cariche, ma anche il permanere di una cultura politica ancora attraversata da pregiudizi.
Non c’è vera democrazia se metà, anzi la maggioranza, della società resta ai margini dei luoghi decisionali o vi entra a prezzo della propria autenticità.
La politica ha bisogno delle donne non per ragioni decorative o di equilibrio statistico, ma perché senza la loro voce resta incompleta, meno giusta e meno rappresentativa della realtà.

*già assessore alle pari opportunità

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