Pd Cosenza, la (difficile) normalizzazione della segreteria Lettieri dopo il flop Provinciali
Lo spettro del commissariamento potrebbe essere fugato: da Roma invitano ad aspettare il referendum, poi l’assemblea. E per la sfiducia il rebus numeri

COSENZA La spallata commissariamento o una fase di “normalizzazione”? E’ il dilemma che nelle ore del post-voto Provinciale circola tra i tesserati del Pd cosentino: non è detto che si vada alla resa dei conti, e anzi l’apparente stallo della federazione a guida Matteo Lettieri pare sia legato solo ed esclusivamente alle direttive romane («prima del referendum non fate niente»): dopo il 23 marzo dunque si dovrebbe finalmente riunire l’assemblea dem e l’era Lettieri potrebbe partire dopo mesi tribolati (le dimissioni di Occhiuto a luglio, le Regionali di ottobre, il rimpasto di Cosenza e da ultimo le Provinciali) e una guerra continua della minoranza a colpi di ricorsi e note stampa.
A quell’assemblea di fine marzo – la data è ancora da stabilire – la minoranza che dice di voler sfiduciare Lettieri forse avrà difficoltà a presentarsi, sapendo che rischia non avere i numeri (32 è la cifra-totem) e che nel frattempo sono stati “recuperati” Pino Capalbo (il sindaco di Acri era tra i candidati a sostegno della presidenza di Franz Caruso alla Provincia) e Franco Iacucci. In uno scenario da “calcio mercato” le voci di commissariamento della federazione si mescolano a quelle di commissariamento del circolo.
Di certo c’è che Roma sa benissimo cosa accade a queste latitudini: ieri Debora Serracchiani, a Rende per una iniziativa sul referendum giustizia, è stata aggiornata sulle fibrillazioni dei dem cosentini mentre il giorno prima, lunedì, sempre per una iniziativa simile, Lettieri era a braccetto con il senatore Nicola Irto: il segretario regionale Pd preferiva glissare sul caso Cosenza.
«Se non si dimette lo commissariano, è una partita chiusa» dice fuori dai denti chi non crede nella pacificazione. «È lo scudo, l’uomo da sacrificare» ribattono altri. La partita è aperta e la prospettiva, stavolta, sono le amministrative e le politiche del 2027. (EFur)
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