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verso il referendum

Il campo largo unito lancia lo sprint al No

«Al governo ci andremo». Abbraccio Conte-Schlein, ma niente foto di gruppo

Pubblicato il: 18/03/2026 – 21:57
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Il campo largo unito lancia lo sprint al No

ROMA Fra allarmi di un ritorno all’Ancien Regime, “quando il sovrano non era assoggettato alla legge”, ed appelli di stampo biblico, “andate e moltiplicate i no”, da piazza del Popolo a Roma i leader del campo largo hanno imboccato insieme l’ultimo miglio di questa campagna referendaria sulla separazione delle carriere. “Al governo ci andremo, ma a questa riforma diciamo no”, ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte. E la segretaria del Pd Elly Schlein, un minuto dopo: “Vinceremo le prossime elezioni, ma vogliamo essere controllati” da una magistratura indipendente. A differenza del centrodestra, stavolta Schlein, Conte, i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, si sono presentati insieme per un comizio “unitario” sul referendum. Anche se, per la verità, è mancata la foto di gruppo a suggellare il momento e pure l’alleanza. Né sul palco né dietro. Certo, c’era una questione di orari e di appuntamenti, chi doveva scappare di qua, chi di là in tv per gli ultimi giorni di campagna. E poi c’è da sempre una ragione scaramantica: al centrosinistra le foto tutti insieme prima del voto non hanno mai portato fortuna. Insomma, i saluti calorosi fra i leader ci sono stati eccome, anche un abbraccio fra Conte e Schlein davanti ai fotografi. Ma uno scatto che li immortali tutti, uno di fianco all’altro, non c’è. O se c’è è stato fatto di rapina, perché in posa loro non ci si sono messi. Il dettaglio iconografico non cancella l’unità di intenti. Piazza del Popolo affollata, malgrado il freddo e qualche goccia di pioggia, sul palco da Rosy Bindi all’attrice Sonia Bergamasco, dall’Anpi, all’Acli, ai promotori dei comitati per il “No”. E poi contributi video che hanno spaziato da quello di Marisa Laurito a quello dell’ex ministro Rino Formica. Chiusura con Daniele Silvestri dal vivo e poi, sparata dalla regia: “Bella ciao”. I leader politici sono arrivati alla spicciolata. Bonelli prima di tutti. Poi Fratoianni. Poi Schlein, che si è fermata a lungo in mezzo alla piazza, coi manifestanti. E infine Conte. Forse per i sondaggi, almeno gli ultimi che si potevano diffondere, forse perché il colpo d’occhio della piazza incoraggiava, forse perché non si poteva fare altrimenti, ma dal palco sono arrivati grandi attestati di ottimismo. “C’è un’inarrestabile avanzata del no – ha detto Bonelli – perché c’è un’inarrestabile indignazione degli italiani. La presidente del Consiglio si dovrebbe vergognare per quello che ha detto: se vince il No gli stupratori saranno lasciati liberi. In qualsiasi altro Paese civile sarebbe stata accompagnata verso le dimissioni”. E Landini: “Vedo che cresce la partecipazione, sono ottimista”. Schlein ha motivato gli indecisi: “Ogni voto può fare la differenza e noi chiediamo alle persone di partecipare, di informarsi. Chiediamo di votare no ad una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini, ma indebolisce l’indipendenza dei giudici. Quindi noi votiamo convintamente no per difendere la nostra Costituzione”. Per il centrosinistra, il disegno è chiaro: “La politica non deve prenderci in giro – ha detto Conte – La separazione delle carriere è già nei fatti. La verità è che è un progetto che nasce da un’onda lunga, quello della politica che non accetta il controllo di legalità. Questa è una riforma truffa”. Il filo rosso è la difesa della Carta: “Questa vicenda è interamente politica – ha detto Fratoianni – questa controriforma rivela la natura politica dell’attacco alla Costituzione sferrato dalla destra”. Lo sprint è lanciato, ma la corsa non è finita. Venerdì Schlein chiuderà la campagna referendaria a Milano. Conte a Roma, all’Eur. Fratoianni a Torino. Bonelli in Calabria giovedì, venerdì volantinaggio a Roma. “Marciare divisi, colpire uniti”. (Ansa)

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