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scoppia la polemica

Depositi costieri, Romeo alla Meridionale Petroli: «Parlano gli atti, non si torna indietro». L’opposizione attacca

I gruppi di minoranza invocano le dimissioni. Il sindaco alza la voce e chiede rispetto per la città: «Chi è ospite si atteggia da padrone di casa»

Pubblicato il: 27/03/2026 – 20:10
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Depositi costieri, Romeo alla Meridionale Petroli: «Parlano gli atti, non si torna indietro». L’opposizione attacca

VIBO VALENTIA Scoppia la bufera politica sul caso delocalizzazione dei depositi della Meridionale Petroli. Dopo la dura nota in cui la società, nel pomeriggio di oggi, ha smentito la versione del sindaco Enzo Romeo secondo cui sarebbe stata tracciata, in particolare con l’atto di sottomissione dell’Autorità portuale, la strada verso la delocalizzazione dello stabilimento di Vibo Marina. La società ha negato di aver preso ogni tipo di impegno, ha parlato di disinformazione e affermato che non risulta, al momento, alcuna area idonea per il trasferimento dei depositi. Una versione controcorrente rispetto a quella del Comune di Vibo Valentia e del sindaco Enzo Romeo, che con una nota stampa ha risposto di voler «riportare il confronto sul piano della realtà documentale e della gerarchia degli interessi pubblici».



La replica del sindaco Enzo Romeo

Il primo cittadino rimarca come la decisione di rinnovare per soli 4 anni, contro i 20 iniziali, «non è un dettaglio burocratico, ma una precisa scelta di pianificazione. Quattro anni è il tempo tecnico stimato per la transizione, non un rinnovo a lungo termine camuffato». Inoltre, «l’atto di sottomissione, previsto dal Codice della Navigazione, impegna il concessionario a sottostare alle condizioni poste dall’Ente concedente. Poiché l’AdSP ha recepito ufficialmente le istanze del Comune sulla delocalizzazione, tale atto diventa lo strumento giuridico che incardina il futuro trasferimento. Negare questo legame significa ignorare la volontà espressa da Ministero, Regione e Comune nel Protocollo d’Intesa». La delocalizzazione «non è un ‘auspicio’, ma l’oggetto di un accordo di programma che vede coinvolti i massimi livelli istituzionali (MIT, Regione Calabria, ARSAI/Corap e Autorità di Sistema Portuale). La Meridionale Petroli è chiamata a sedere a questo tavolo per definire il come e il quando del trasferimento a Porto Salvo, non per rimettere in discussione il se».

«Non si torna indietro»

«Comprendiamo – continua la nota – che l’azienda difenda i propri interessi legittimi, ma il compito del Sindaco e dell’Amministrazione è difendere l’interesse della comunità. La sicurezza dei cittadini (Seveso III) e lo sviluppo turistico-commerciale e dei servizi del Porto di Vibo Marina sono priorità non più soggette a rinvii. resta aperta al dialogo tecnico nel superiore interesse dei lavoratori e del territorio, ma ribadisce che il tempo delle concessioni senza scadenza è terminato. La realtà dei fatti è scritta negli atti che abbiamo faticosamente ottenuto. Da questa impostazione, non si recederà».

«A Vibo Marina non esistono padroni»

Ancora più dure le parole che il sindaco Enzo Romeo affida ai social: «C’è un limite che non va valicato: il rispetto per le istituzioni e per la città. Tutta la classe politica e l’intera comunità di Vibo Valentia dovrebbero sentirsi offese dalle parole di un’azienda che, pur essendo ospite del nostro territorio da decenni, si atteggia oggi a padrone di casa. È bene ricordare che il suolo è demaniale, ovvero di tutti, e che il diritto di una comunità a vivere in sicurezza e a progettare il proprio sviluppo turistico e commerciale viene prima di ogni pretesa di privilegio. A Vibo Marina non esistono padroni, esistono cittadini che rivendicano il proprio futuro. Chi parla di ‘propaganda’ forse non è abituato a vedere un’Amministrazione che ottiene risultati concreti dopo decenni di silenzio».

L’opposizione attacca: «Una delle pagine più buie e imbarazzanti di Vibo»

Intanto, i gruppi d’opposizione in una nota congiunta, a firma di Cuore Vibonese, Forza Italia, Noi Moderati, Fratelli d’Italia e Identità Territoriale, intervengono duramente sulla questione, chiedendo le dimissioni del sindaco. «La nota ufficiale diramata nelle scorse ore dalla società Meridionale Petroli non lascia spazio a interpretazioni: il castello di carte costruito dal Sindaco e dalla sua amministrazione sulla presunta delocalizzazione dei depositi costieri è definitivamente crollato. Quanto accaduto rappresenta una delle pagine più buie e imbarazzanti della storia amministrativa della nostra città. La smentita categorica della società privata trasforma quelle che il Sindaco aveva presentato come “verità assolute” in mere narrazioni fantasiose, prive di qualsiasi riscontro tecnico-giuridico negli atti».

«Nessun accordo vincolante»

«Le forze di opposizione, con estremo senso di responsabilità, avevano già evidenziato durante la seduta consiliare di ieri, come il contenuto dello stralcio del parere per l’emissione dell’atto di sottomissione fosse chiarissimo: non esisteva alcun accordo vincolante per la delocalizzazione. Eppure, il sindaco e la sua giunta hanno preferito ignorare i segnali, procedendo con: Una Conferenza stampa trionfalistica volta solo a ottenere consenso immediato; Un intero Consiglio comunale convocato per discutere di un “successo” che, nei fatti, era solo una suggestione politica e fantasiosa; Comunicazioni istituzionali fuorvianti che hanno illuso l’intera cittadinanza, soprattutto di Vibo Marina. La nota della Meridionale Petroli conferma oggi ciò che l’opposizione denunciava ieri: questa amministrazione soffre di una cronica incapacità nel recepire e trasmettere le informazioni tecnico-amministrative emerse dai tavoli di concertazione. Trasformare documenti tecnici in proclami politici sganciati dalla realtà non è solo un errore di comunicazione, è un atto di profonda irresponsabilità e slealtà verso il territorio ed i cittadini».

La richiesta all’unanimità delle dimissioni

«Il sindaco ha portato in aula una versione dei fatti puntualmente smentita dalla controparte, ma già ieri smentita dalla documentazione in atti in suo possesso. Gettano fumo negli occhi senza rendersi conto dei gravi danni che ciò comporta nel breve e lungo termine alla città. Chiedere oggi la fiducia dei cittadini è impossibile: chi mente al Consiglio comunale, sapendo di mentire si rappresenta ai suoi cittadini come un volgare mistificatore, la speranza è che il sindaco Romeo non sia un mistificatore di professione e che con il tempo per il bene della città, possa imparare le regole autentiche della politica e soprattutto possa apprendere il dovere di lealtà verso i cittadini. Riparare le buche non è un pregio o un merito significa svolgere al minimo il proprio dovere, siamo in attesa di conoscere qual è la vostra visione strategica della Vibo che tutti vogliamo…fa freddo, ma l’estate sta arrivando ugualmente, a che punto siamo?? E soprattutto qual è il percorso che volete intraprendere, speriamo non con le menzogne. Alla luce di questo totale corto circuito tra realtà e narrazione amministrativa, le forze di opposizione, tutte compatte, chiedono all’unanimità le dimissioni immediate del Sindaco e di tutta la sua giunta. Non si tratta di una semplice divergenza politica, ma della constatazione di un’inadeguatezza gestionale che ha leso l’immagine della città e il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Vibo Valentia merita una guida seria, che basi la propria azione su atti concreti e non su fantasie smentite con un semplice comunicato stampa da una società privata».

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