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A2a e Unindustria Calabria promuovono la diffusione dell’Intelligenza artificiale nelle Pmi

Al via un ciclo di eventi nelle sedi territoriali di Confindustria. Tasca: solo l’1,4% delle imprese con meno di 50 dipendenti usa l’Ia

Pubblicato il: 10/04/2026 – 15:35
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A2a e Unindustria Calabria promuovono la diffusione dell’Intelligenza artificiale nelle Pmi

CATANZARO “Le imprese con meno di 50 dipendenti rappresentano il 99% del tessuto produttivo italiano, ma soltanto una quota pari all’1,4% ha finora integrato sistemi di intelligenza artificiale nei propri processi industriali”. Così il presidente di A2a, Roberto Tasca, intervenendo all’evento “L’Ai entra in azienda: strumenti e risorse per le Pmi”, organizzato a Catanzaro da A2a in collaborazione con Unindustria Calabria.

L’incontro

L’incontro è stato il primo di sette eventi promossi da A2a, in collaborazione con le rappresentanze territoriali di Confindustria, che si terranno tra aprile e novembre 2026. L’obiettivo è favorire l’innovazione e la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese dei vari territori. Nel corso dell’evento sono stati illustrati i percorsi di accesso alle risorse e ai finanziamenti disponibili a livello europeo, nazionale e regionale. Un momento, quindi, di confronto ma anche di formazione sulle nuove tecnologie e le loro applicazioni nei processi produttivi, per supportare le imprese nell’implementazione di questa nuova tecnologia. “L‘adozione di tecnologie digitali e dell’Ai – ha spiegato Tasca – rappresenta una leva strategica fondamentale per sostenere crescita e competitività. Consapevoli delle difficoltà che le Pmi incontrano nell’accesso a queste innovazioni, abbiamo scelto di promuovere un’iniziativa a livello territoriale. Riteniamo infatti che il nostro ruolo non sia solo quello di sviluppare e implementare soluzioni avanzate, ma anche di favorirne una diffusione concreta e accessibile riportando le nostre esperienze concrete sui territori”. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, e Roberto Tasca, presidente di A2a, a cui sono seguiti gli interventi di Gianluca Fabbri, docente del master in management e controllo dei fondi comunitari presso la Luiss business school; Filippo Cipparrone, responsabile area credito, finanza agevolata, fisco e internazionalizzazione di Confindustria Calabria, e, in chiusura, Patrick Oungre, amministratore delegato di A2a Life ventures.

L’intervento di Ferrara

“Sono qui – ha detto a sua volta Ferrara – oggi particolarmente interessato ad ascoltare e soprattutto a confrontarmi su questa tematica, dalla quale ho già colto elementi di grande interesse. Il primo riguarda la scelta di A2a: nonostante le sue dimensioni, ha deciso di centrare questa iniziativa sulle Pmi. È una scelta significativa, perché al di là della retorica che spesso accompagna il tema dell’intelligenza artificiale, bisogna capire come declinarla concretamente all’interno delle proprie aziende. Adottare l’AI significa fare investimenti in tecnologia, ma soprattutto in organizzazione e in competenze. Nelle piccole e micro imprese questo percorso è ulteriormente complesso, ed è per questo che avere casi aziendali specifici e concreti — come quelli che ascolteremo oggi — rappresenta uno strumento prezioso per orientarsi. Il secondo elemento che ritengo importante è la natura win-win di questa iniziativa: è utile sia per A2a sia per le piccole imprese. Trovarsi in un contesto territoriale con imprese evolute, che utilizzano le tecnologie al meglio, è vantaggioso per tutti — per la grande impresa e per la costellazione di PMI che ne rappresentano l’indotto. Il terzo elemento riguarda gli strumenti finanziari. Oggi – prosegue il presidente di Unindustria Calabria – facciamo una ricognizione sulle risorse europee e su quelle regionali disponibili. Con Agenda Calabria abbiamo già messo in campo strumenti che hanno registrato un forte “tiraggio” dal momento che siamo riusciti a scaricare a terra circa 740 milioni di euro in bandi. Ma credo che possiamo e dobbiamo fare un ulteriore salto di qualità. Da un lato, laddove ci siano misure che hanno funzionato meno, vale la pena rimodularle. Dall’altro, c’è un ampio insieme di risorse europee dirette che possono essere colte direttamente dalle imprese e su cui dobbiamo essere più presenti. Su questo – conclude Ferrara – credo sia necessario costruire un gruppo di lavoro dedicato — anche in collaborazione con i relatori di oggi — che identifichi le misure più accessibili, aiuti le imprese a costruire proposte progettuali solide e valuti la possibilità di costituire partenariati o consorzi d’impresa per accedere insieme ai bandi, evitando di procedere in ordine sparso. In un momento in cui l’incertezza è l’unica certezza a livello internazionale — e le conseguenze dei conflitti si scaricano in tempo reale sull’economia anche locale — essere attrezzati tecnologicamente significa rimanere sul mercato, aumentare la resilienza, mantenere la competitività. Significa, in ultima analisi, creare le condizioni per crescere”. (c. a.)

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