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Malattia renale cronica: entro il 2050 sarà la quinta causa di morte nel mondo

Basta un esame delle urine: la sfida della Sin per scovare 2 milioni di malati invisibili

Pubblicato il: 14/04/2026 – 14:08
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Malattia renale cronica: entro il 2050 sarà la quinta causa di morte nel mondo

Entro il 2050 la malattia renale cronica potrebbe diventare la quinta causa di morte a livello mondiale.
Lo indica sulla rivista The Lancet un articolo del nefrologo William Herrington dell’Università di Oxford. La malattia renale cronica oggi colpisce 850 milioni di persone nel mondo e, di queste, circa 4 milioni necessitano di dialisi o trapianto per insufficienza renale. Chi soffre di questa malattia è inoltre a rischio di problemi cardiovascolari precoci.
“La malattia decorre asintomatica nelle prime fasi, quando potrebbe essere messa in remissione con le cure”, afferma il presidente della Società Italiana di Nefrologia, Luca De Nicola dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Già un banale esame delle urine sarebbe sufficiente alla diagnosi. “Serve un’attività di screening proattivo da parte dei medici di medicina generale, specie per le persone tra 55-75 anni e almeno un fattore di rischio (obesità, diabete, ipertensione, cardiopatie). Per questo la Sin sta supportando un disegno di legge per lo screening delle malattie renali negli ambulatori di Medicina Generale e, assieme alla Società italiana di medicina generale, ha ideato un progetto che prevede di far emergere almeno 2 milioni di pazienti oggi senza diagnosi”. Diabete, obesità e ipertensione, ricorda l’esperto, sono le cause più comuni per la Mrc. Seguono le glomerulonefriti, malattie autoimmuni.
Nonostante sia di facile diagnosi, la malattia resta sottodiagnosticata (solo il 10-20% dei pazienti sa di soffrirne) nelle fasi iniziali, quando gli interventi sarebbero più efficaci. Infatti farmaci per il controllo della glicemia, l’ipertensione e il colesterolo costituiscono un nuovo standard di cura. Se i servizi sanitari riuscissero a garantire un utilizzo precoce di trattamenti farmacologici e non (come la dieta sana e l’attività fisica) economicamente vantaggiosi in tutti i contesti, il carico globale della Mrc potrebbe essere alleviato. L’Italia spende 2,5 miliardi l’anno per la dialisi per i 45 mila dializzati, ricorda De Nicola; “tutti soldi che si potrebbero risparmiare agendo con diagnosi e cure tempestive; oggi possiamo mettere in remissione la Mrc, riducendo anche il rischio cardiovascolare associato”, conclude. (Ansa)

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