Sanità, urbanistica e non solo. Il rischio del “non finito” aleggia sul Comune di Catanzaro
Manca poco più di un anno per il ritorno al voto e dossier strategici come il nuovo ospedale e il Piano regolatore potrebbero restare nei cassetti

CATANZARO Il “non finito” che aleggia a Palazzo De Nobili. Il dossier della localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro, di fatto uscito dalla disponibilità del Consiglio comunale, è sicuramente emblematico di una fase politica molto dimessa nel capoluogo di regione. Si è ormai entrati nell’ultimo anno della legislatura comunale prima del voto del 2027 e secondo tanti analisti i mesi che separano da questo appuntamento potrebbero diventare la “fiera delle occasioni perdute”, per l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Fiorita e più in generale per l’intera classe dirigente di Catanzaro. Il rischio di finire questa esperienza con “incompiute” particolarmente significative è palpabile, nei corridoi del Comune, con una particolare preoccupazione per quanto riguarda settori delicati come la sanità ma anche l’urbanistica. Il pensiero infatti corre immediatamente al dossier forse più importante e più strategico di tutti, quello del Piano strutturale comunale, il nuovo Piano regolatore. Si tratta di uno strumento “principe” sul futuro di una città in cui i disastri urbanistici del passato, frutto della logica delle lottizzazioni selvagge e delle colate di cemento abbinate al mattone, attività molto care ai grandi gruppi imprenditoriali-familiari catanzaresi, sono ben visibili a tutti. L’ultimo Psc risale al 2013, e a sua volta aggiornava un Prg che risaliva alla notte dei tempi e che di fatto negli anni era stato stravolto da un vero e proprio “assalto alla diligenza”.
Il “nodo” Piano strutturale
Il nuovo Psc, elaborato in questi anni dall’amministrazione Fiorita su input del vicesindaco Giusy Iemma, si fonda sui principi che oggi rappresentano le nuove sfide urbanistiche, e cioè contenimento del consumo di suolo e la rigenerazione urbana, e si muove sulla logica della dimensione della “città dei 15 minuti” in cui ripensare il concetto di servizio e di spazio pubblico, puntando sulla mobilità sostenibile, favorendo l’inserimento di attività diversificate, tracciando nuove identità ai diversi poli urbani da nord a sud della città. Per la maggioranza che governa la città è sicuramente il banco di prova più impegnativo, perché ovviamente il futuro urbanistico della città e l’aggiornamento del Psc sono stati uno dei punti cardine del programma elettorale del sindaco Fiorita, uno di quei punti su cui si è calibrato l’obiettivo di segnare la vera rottura con il passato. Il fatto è che il percorso sembra essersi infilato in un tunnel senza uscita: a quanto risulta da fonti di Palazzo De Nobili, il Psc da mesi è in stand by, in attesa di passare dalla Giunta, prima di approdare in Consiglio comunale. Poiché le lancette corrono e il “fremito” politico ma anche amministrativo al Comune è abbastanza palese, l’impressione degli analisti è che il Psc difficilmente approderà in Consiglio comunale. Ci vuole un miracolo, cosa però alquanto improbabile pure in una città che sul piano politico ha abituato a tutto. Ma come per la vicenda del nuovo ospedale anche quella del Psc, oltre a rischiare di avere potenzialmente un destino comune (la decisione alla fine assunta da altri, leggasi Regione…), sconta un grande limite: perché la logica del “mattone” un po’ selvaggio e un po’ “deregulation” alberga ancora forte in tanti settori della politica catanzarese, attraversandoli trasversalmente. E francamente appare arduo confidare in un Consiglio comunale diviso su tutto, con una maggioranza-minoranza sostenuta dal Misto e un’opposizione a sua volta lacerata, un Consiglio comunale capace di non essere al completo nemmeno quando venne conferita la cittadinanza onoraria a don Mimmo Battaglia. E così anche questo dossier rischia di restare solo sulla carta, nell’elenco delle buone intenzioni programmatiche e nulla più. Come tante altre questioni – politiche e amministrative – che dovevano segnare un punto di svolta ma stentano a manifestarsi (la mobilità e la pedonalizzazione del centro storico) o procedono a strappi (i lavori al porto) o con ritardi iniziali difficili da recuperare (i lavori allo stadio). (a. c.)
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