Il «grido di dolore e di aiuto» di Epifanio per i tribunali calabresi: «Pochi magistrati rispetto al carico di lavoro»
La presidente della Corte d’Appello di Catanzaro parla delle criticità del Distretto. La battaglia del pg Lucantonio: «Solo una sede con un’unità dei Carabinieri. Se non si interviene andrò a Roma»

VIBO VALENTIA Prima gli auguri di buon lavoro alla nuova presidente del Tribunale di Vibo Valentia Abigail Mellace, poi il «grido di dolore e di aiuto» rivolto al Governo. Così Concettina Epifanio, presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, e Giuseppe Lucantonio, procuratore generale, hanno invocato maggiori aiuti e interventi a supporto degli uffici giudiziari calabresi, in occasione della cerimonia d’insediamento celebrata ieri prezzo il tribunale vibonese. Carenza d’organico e criticità strutturali in confronto al carico di lavoro eccessivo, anche perché – come ha sottolineato Epifanio – «siamo in una regione afflitta dalla criminalità organizzata più potente».
L’appello di Epifanio
La presidente della Corte d’appello ha voluto lanciare ieri un appello al Governo, approfittando anche della presenza del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e del Prefetto Anna Aurora Colosimo. «Da questo distretto e dal posto che ricopro in questo momento si alza ancora una volta un grido di dolore e di aiuto» ha affermato Epifanio. «Il distretto di Corte d’appello di Catanzaro è tra i più grandi d’Italia, ci sono 7 tribunali e il numero dei magistrati non è assolutamente adeguato a reggere il carico di lavoro che grava sui diversi uffici». Epifanio prende come esempio proprio il Tribunale di Vibo Valentia, un «presidio importantissimo di legalità al quale non si può rinunciare in una regione afflitta dalla criminalità organizzata più potente». Emblematico è il caso del maxi processo Rinascita Scott, «il più grande di sempre nel distretto e che è stato affrontato da questo tribunale solo con 4 giudici. Tre giovani appena arrivati hanno dovuto cimentarsi in una fatica molto più grande di loro, portandola al termine con grande dignità e professionalità, ma a costo di grandissimi sacrifici. Noi sappiamo di doverne fare, ma chiediamo carichi di lavoro adeguati».

Lucantonio chiede i carabinieri nei tribunali: «Andrò a Roma se non sarà così»
Anche il procuratore generale della Corte d’appello Giuseppe Lucantonio, intervenuto per augurare buon lavoro a Mellace, ha rilanciato l’allarme sulla carenza d’organico. «Bisogna smuoversi un po’ con le altre nomine che sono in sospeso in questo distretto, perché su 7 tribunali forse solo Catanzaro è più o meno popolato, mentre gli altri sono sempre in condizioni disperate e hanno difficoltà anche a formare i collegi». Su un aspetto in particolare Lucantonio preannuncia battaglia: «Ho scoperto da un episodio accaduto di recente a Cosenza che l’unico ufficio giudiziario che ha al suo interno un’unità dei Carabinieri è Catanzaro, gli altri tribunali non ce l’hanno. La legge prevede che in ogni udienza l’ordine pubblico sia tenuto dai carabinieri in divisa. Io dico che piuttosto che aprire nuove stazioni o caserme, sia importante mettere i carabinieri nei Palazzi di giustizia». È quello che – ribadisce Lucantonio – prevede la legge. «Se questo non sarà fatto nel giro di una settimana, io andrò a Roma, perché non è ammissibile». (ma.ru.)
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