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Tropea riparte dopo due scioglimenti. Rodolico: «Pagina negativa per la città». Macrì: «Legge barbara»

Nella prima puntata dello speciale de L’altra Politica il confronto tra due dei tre candidati a sindaco nella Perla del Tirreno. La sfida tra turismo, infrastrutture e legalità

Pubblicato il: 19/04/2026 – 10:34
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Tropea riparte dopo due scioglimenti. Rodolico: «Pagina negativa per la città». Macrì: «Legge barbara»

LAMEZIA TERME Sono tre i candidati di Tropea pronti a sfidarsi per le prossime elezioni comunali: Antonio Piserà con RigeneriAmo Tropea, Giovanni Macrì con Forza Tropea e Giuseppe Rodolico con Insieme per Tropea. Una sfida aperta e segnata, fin qui, da una campagna elettorale pacata, nonostante sul piatto ci sia la guida del Comune di uno dei luoghi simbolo della Calabria: la “Perla del Tirreno” che ogni anno attira decine di migliaia di turisti e rappresenta il motore, oltre che l’immagine, del turismo calabrese. Ma se da una parte è uno dei comuni più importanti della regione, dall’altro l’ente è afflitto da una crisi istituzionale negli ultimi dieci anni, dopo due scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Di questo e di altro si è discusso nella prima puntata di L’altra Politica – Speciale elezioni, andata in onda ieri sera su L’altro Corriere Tv, canale 75. A confrontarsi, moderati da Danilo Monteleone, gli ex sindaci e nuovamente candidati Giovanni Macrì e Giuseppe Rodolico.

I due scioglimenti per infiltrazioni mafiose

Ma le elezioni comunali a Tropea sono caratterizzate da un caso più unico che raro: due dei tre candidati sono proprio coloro che erano alla guida delle due amministrazioni sciolte. «Lo scioglimento rappresenta una pagina negativa per la città, ma il mio è stato a causa di un fatto banale, non per illeciti o adesioni a consorterie mafiose» precisa Rodolico, che ricorda come il Tar Lazio avesse accolto il suo ricorso sullo scioglimento, poi però riconfermato dal Consiglio di Stato. «Le cose vanno valutate contestualmente, si tratta di motivi completamente diversi. Le sentenze – aggiunge – si possono discutere, ma vanno osservate. Io ho atteso il mio turno elettorale come previsto dalla normativa vigente e oggi mi ripresento alla comunità». L’ex sindaco Giovanni Macrì, l’ultimo sindaco di Tropea prima che si insediasse la commissione antimafia, ribadisce invece di «non aver sbagliato nulla». «Hanno sciolto il Comune proprio alla fine del mio mandato, ma nell’era di Gratteri non sono mai stato indagato per fatti di mafia, né io né nessuno dei miei consiglieri, assessori o funzionari. Nessuna indagine ha mai coinvolto il Comune di Tropea. Quindi sono sicuro del lavoro svolto». Per Macrì, quella sullo scioglimento, si tratta di una «legge veramente barbara, medievale, dove vale la regola della probabilità e non della certezza di quanto è avvenuto».

l'altra policia speciale elezioni_Tropea

Il tema del’incandidabilità

Il tema, l’unico fin qui ad animare la campagna elettorale tra i candidati, è quello della presunta incandidabilità di Macrì, che però si difende: «Non c’è nessuna sentenza che mi dichiara incandidabile. Rodolico l’ha avuta, io no. È un procedimento che avrà un iter lungo e se io rinunciassi a questa tornata ne sconterei una in più». Per garantire stabilità all’ente, occorre anche prevenire certe situazioni. Rodolico si affida alla sua «bussola etica». «Ci devono essere legalità e trasparenza, io mi sento nelle condizioni di poter amministrare con serenità e nel rispetto della legge. Questo posso garantirlo per me e i miei candidati». Macrì, invece, ribadisce di non aver sbagliato nulla in passato: «Io non capisco come uno si debba difendere. Mi sono trovato contestazioni assurde: nel 2018, quando mi sono insediato, ho seguito le procedure che la commissione precedente aveva adottato per portare benefici all’ente in termini di risparmio, “spacchettando” alcuni servizi. Ma questo spacchettamento mi è stato contestato dicendo che l’avrei fatto per andare sottosoglia e procedere con gli affidamenti».

Il turismo come motore economico di Tropea

Al centro delle politiche di Tropea c’è anche quello che rappresenta il motore dell’economia, il turismo. Negli anni la Perla del Tirreno ha consolidato il ruolo da traino del turismo calabrese, che però – a detta di Macrì – non sarebbe riconosciuto e sostenuto dal resto della regione, anzi a causa di questo ruolo avrebbe «attirato le antipatie del resto della Calabria. È talmente invidiata che dà fastidio. Ma se fa bene, perché invece non si cerca di emularla?». Invece la capitale del turismo calabrese «si muove sola, spesso senza aiuti». La sfida adesso, di fronte al boom turistico, è «ristabilire l’equilibrio che oggi si è perso. Oggi Tropea vive di questo 8 mesi l’anno con notevoli disagi per i cittadini: non si trova casa, non si trova un ufficio, un garage, un parcheggio. Si sta convertendo tutto all’hospitality e questo non va bene. Bisogna trovare il giusto punto di equilibrio: governare i turisti e dare servizi di qualità ai tropeani». Individua lo stesso problema anche Rodolico: «Tropea è una bellissima cittadina, ma lo sviluppo turistico ha pregiudicato le condizioni di vita dei cittadini. Il tropeano non vive più la città come sua, non ha la libertà che una volta aveva. Il turismo è il motore economico, ma noi dobbiamo bilanciare le due cose e mettere il cittadino al centro».

L’emergenza idrica e i parcheggi

Un esempio, per Rodolico, è proprio la situazione idrica: nei mesi estivi, con il boom di turisti, a Tropea arriva anche l’emergenza relativa all’acqua. «A maggio ci sarà un’emergenza idrica che farà scatenare la guerra perché dovranno chiudere le strutture. La Sorical ci garantisce una quantità d’acqua per una popolazione di 5 mila abitanti, ma in estate arriviamo a 30 mila e lì si va in default. Se ci sono dei pozzi, vanno recuperati. Ma bisogna anche parlare con Regione e Sorical per aumentare la quantità d’acqua erogata». Tra i problemi rientra anche quello dei parcheggi: Rodolico ne sottolinea l’assenza e la necessità di «un parcheggio multipiano o qualcosa che faccia da sfogo, perché non è possibile che tutte le macchine arrivino a Tropea e intasino il centro. All’epoca della mia gestione avevamo previsto un parcheggio a tre piani, ma anche l’attivazione di parcheggi in periferia con un servizio navetta tra centro, marina e periferia». Per Macrì la parola d’ordine è “governare”: «Bisogna gestire sia l’acqua che i parcheggi, come ogni risorsa. Io qualche idea ce l’avevo già e la metterò in campo sicuramente se i cittadini mi daranno l’onere e l’onore di amministrare la città».

Il modello turistico secondo i due candidati

Vedute differenti, invece, sul modello turistico su cui puntare: Rodolico opterebbe per “espandere” l’offerta. «Al momento abbiamo solo un turismo balneare, ma non basta. Dobbiamo puntare su quello congressuale, culturale e sportivo. Ma mancano le strutture: non abbiamo un centro congressi, un campo sportivo adeguato. Anche il turismo enogastronomico ha potenzialità, ma si dovrebbe agire insieme ai comuni limitrofi per creare un brand unico. Ma tutto questo necessità di servizi e comunicazione, altrimenti fallisce». Per Macrì, invece, la strada è il turismo di qualità, restringendo il “target”: «Il nostro è un territorio piccolo che si può permettere il lusso di scegliere i turisti. Tropea è un attrattore come lo è Amalfi o Capri, ma deve proporsi a una fetta di mercato specifica perché il turismo si fa per categorie». L’ex sindaco rivendica le sue “conquiste” nella passata amministrazione, tra cui la Bandiera Blu, le 5 vele, il Borgo dei Borghi. «Anche sull’enogastronomia abbiamo investito tanto, abbiamo attratto trasmissioni nazionali e internazionali, come Cnn e Stanley Tucci. Abbiamo fatto di tutto per valorizzare le qualità che offre la nostra bellissima regione che eccelle più o meno in tutto».

Infrastrutture e sanità

Servono, come già detto, infrastrutture e servizi. Che al momento però non sono adeguati: il caso emblematico è l’ex Statale 522, la strada che conduce alla Perla del Tirreno e che versa in condizioni pessime: «Un problema che negli anni si è accentuato perché la provincia non ne ha avuto cura. L’ultimo intervento risale al 2010 quando ero consigliere provinciale» ricorda Rodolico. «Ci sono solo interventi a pioggia che cercano di tamponare le buche, ma non agiscono in maniera definitiva». Se Rodolico individua come responsabile l’assenza della provincia, Macrì invece riconosce un miglioramento negli ultimi anni: «Ci sono strade che dovrebbero aprire a breve, ma il problema è a monte con una legge che avrebbe dovuto abolire le province e invece le ha lasciate senza risorse. L’idea sarebbe che l’Anas acquisisse questo tratto». L’altra battaglia è quella della sanità: a Tropea infuria la polemica sulle condizioni dell’ospedale locale. «Non c’è stata un’azione amministrativa che abbia tenuto il polso duro nel momento in cui si cercava di smantellare l’ospedale. Si sapeva che saremmo arrivati a questo. Ma sia Tropea che i Comuni limitrofi hanno mollato un po’ la corda e ci ritroviamo con un ospedale ridotto». Macrì, dal canto suo, rivendica invece quanto fatto durante la sua amministrazione: «Ho fatto esattamente il contrario. Forse mi sono fidato troppo, non ho fatto la voce grossa perché in questi casi bisogna dialogare. Adesso che è uscita dal commissariamento, la Regione su questo ha una grande responsabilità». (redazione@corrierecal.it)

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