Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 16:34
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

‘ndrangheta nella sibaritide

Omicidio di Giuseppe Gaetani, chiesto il rinvio a giudizio per 4 persone – NOMI

L’agguato è avvenuto a Cassano all’Ionio il 2 dicembre 2020. Fissata per il 3 giugno l’udienza preliminare

Pubblicato il: 20/04/2026 – 15:43
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Omicidio di Giuseppe Gaetani, chiesto il rinvio a giudizio per 4 persone – NOMI

COSENZA La Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio di Giuseppe Gaetani, avvenuto a Cassano all’Ionio (Cosenza) il 2 dicembre 2020. Gaetani fu raggiunto da colpi di pistola calibro 9 in diverse parti del corpo sparati da una sola arma mentre si trovava alla guida della sua Bmw davanti al cancello della sua abitazione, per fare ritorno a casa. Gli imputati sono Nicola Abruzzese, alias Semiasse, Pasquale Forastefano, alias L’animale, Domenico Massa e Gianluca Maestri.



La ricostruzione dell’omicidio

Secondo le ricostruzioni dell’accusa – il fascicolo è firmato dal procuratore Salvatore Curcio, dall’aggiunto Giancarlo Novelli e dal sostituto Alessandro Riello – Forastefano, reggente dell’omonima cosca di Cassano, avrebbe ideato e organizzato il delitto condividendo il progetto col capo degli “zingari” Nicola Abbruzzese al quale si sarebbe rivolto chiedendogli di rintracciare un killer di sua fiducia. In più Pasquale Forastefano, il giorno del delitto, avrebbe dato il segnale al commando per partire e agire contro la vittima. Il killer individuato sarebbe Gianluca Maestri, ritenuto a disposizione degli Abbruzzese, il quale avrebbe sparato contro la vittima dall’interno di un furgone sul quale viaggiava con persone allo stato ignote. Un notevole contributo alle indagini è stato dato proprio da Matestri, oggi collaboratore di giustizia, difeso dall’avvocato Michele Gigliotti. Domenico Massa è accusato di aver partecipato al delitto mettendo a disposizione del clan Forastefano un capannone nel quale occultare le armi e il furgone e dal quale il commando sarebbe partito per eseguire l’agguato. La Dda individua in Gaetani un intermediario tra Leonardo Portoraro, storico boss, e Pasquale Forastefano, incaricato di organizzare incontri e agevolare contatti. Dalle indagini sarebbe emerso che Gaetani avrebbe avuto una relazione sentimentale con una donna del clan Forastefano. Un legame personale che si affiancava a una parentela con lo stesso Portoraro, cugino della madre di Gaetani. Il gip Mario Santoemma ha fissato al 3 giugno l’udienza preliminare. (Ansa)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x