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il dramma

Catanzaro, un intero quartiere prega per Anna e i suoi piccoli. «Quando li vedevamo eravamo tutti felici»

Veglia di raccoglimento nella chiesa del Ss Salvatore. Il ricordo del parroco, don Vincenzo Zoccali: Anna era solare ma dentro portava un’angoscia profonda

Pubblicato il: 22/04/2026 – 22:32
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Catanzaro, un intero quartiere prega per Anna e i suoi piccoli. «Quando li vedevamo eravamo tutti felici»

CATANZARO Una fiaccola illumina la notte nel quartiere De Filippis di Catanzaro. Un piccolo fascio di luce che accoglie la lenta processione di amici e conoscenti di Anna Democritico e i suoi figli Nicola e Giuseppe accomunati nell’abbraccio mortale che l’altra notte ha gettato nello sgomento un’intera città. La chiesa del Santissimo Salvatore piano piano si riempie per la veglia di preghiera organizzata dal parroco don Vincenzo Zoccali per ricordare le tre vittime ma anche per lanciare un seme di speranza per Maria Luce, la terza figlia che lotta tra la vita e la morte, e anche per papà Francesco, il marito di Anna, distrutto dal dolore. È una serata tiepida a Catanzaro ma la fiammella di quella fiaccola serve a riscaldare ancora di più i cuori infranti di un intero quartiere che ad Anna e alla sua famiglia voleva un bene matto. Per questo in tantissimi affollano la chiesa, che era la “seconda casa” della donna, il suo secondo “tempio” dopo quello del focolare domestico. La liturgia è silenzio e canti, i tempi sono scanditi da don Vincenzo, che invita telecamere e fotografi a uscire dalla chiesa, invito puntualmente e rispettosamente accolto da cronisti e operatori. La liturgia è sacra e solenne nella sua sobrietà e nella sua compostezza, quelle di un’intera comunità che soffre e ama, e che si stringe in un abbraccio ideale che accomuna tutta la città: a rendere omaggio alle vittime c’è anche l’assessore comunale Nunzio Belcaro.

Il ricordo del parroco

Non c’è spazio per altro, al fondo di questa lunga e mesta giornata per Catanzaro, se non per il dolce ricordo di Anna e delle sue eccellenze che sempre don Vincenzo Zoccali consegna ai cronisti. «Anna – è il ricordo del parroco – era una persona che amava profondamente la vita, mai l’ha rifiutata. Era schiva ma solare e generosa, però dentro portava un’angoscia profonda. Dopo la nascita del terzo figlio, però, ha iniziato a stare male. Era sempre più stanca e meno lucida, con la paura che potesse accadere qualcosa di grave ai suoi figli. Le avevo detto di farsi aiutare, anche dal suo medico, e di tornare gradualmente al lavoro, ma questi suggerimenti non sono riusciti a incidere sul suo stato interiore. La comunità è oggi molto colpita da quanto accaduto, , quando la gente vedeva questa bella famiglia erano tutti felici e contenti. E’ una ferita profonda».  (a. cant.)

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