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L’inchiesta siciliana

Corruzione e traffico di influenze, l’ex consigliere Ferdinando Aiello verso il processo

Così anche l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro. Verso l’archiviazione Saverio Romano

Pubblicato il: 22/04/2026 – 22:15
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Corruzione e traffico di influenze, l’ex consigliere Ferdinando Aiello verso il processo

PALERMO Nove richieste di rinvio a giudizio nel procedimento che vede al centro l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro. Proprio lui è il primo della lista presentata dalla Procura di Palermo al gup Ermelinda Marfia, che ha fissato l’udienza preliminare per l’8 maggio. Con Cuffaro, ancora agli arresti domiciliari da ottobre, compariranno anche altre otto persone, chiamate a rispondere a vario titolo di traffico di influenze e corruzione. Di corruzione risponderanno, insieme all’ex governatore, l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello Roberto Colletti – anche lui ai domiciliari – il primario del Trauma Center di Villa Sofia Antonio Iacono e lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso. Tutti sono accusati del presunto aggiustamento di un concorso per la stabilizzazione di operatori sociosanitari.
C’è poi il filone relativo agli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, nel quale si ipotizza il traffico di influenze e che vede al centro alcuni ex dipendenti e collaboratori della Dussmann Service srl: Mauro Marchese, Marco Dammone e Ferdinando Aiello (cl. ’72) di Cosenza.
A loro si è aggiunto ora Roberto Spotti, indicato come legale rappresentante della stessa società. Sotto accusa anche Sergio Mazzola, originario di Belmonte Mezzagno, nel Palermitano, titolare della Euroservice srl. Le contestazioni iniziali, risalenti a novembre, erano molto più numerose. Una serie di ricorsi al tribunale del Riesame e le conseguenti decisioni hanno però indotto i pm Andrea Zoppi e Gianluca De Leo, che coordina il fascicolo, a concentrare le ipotesi accusatorie su elementi specifici, ritenuti pacifici anche dal Riesame.
Va invece verso l’archiviazione la posizione di Saverio Romano, deputato nazionale di Noi Moderati: l’ufficio inquirente aveva chiesto l’utilizzo delle intercettazioni a suo carico, ma l’autorizzazione è stata negata dalla Camera. Resta però in piedi il filone che vede imputato Mazzola, in concorso con Romano, «per il quale si procede separatamente». Secondo l’accusa, favorita dall’Asp su input del parlamentare, la Dussmann avrebbe ottenuto l’offerta di un incremento del valore delle prestazioni e del volume dei lavori, per cui si sarebbe rivolta alla Euroservice.

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