Corruzione e traffico di influenze, l’ex consigliere Ferdinando Aiello verso il processo
Così anche l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro. Verso l’archiviazione Saverio Romano

PALERMO Nove richieste di rinvio a giudizio nel procedimento che vede al centro l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro. Proprio lui è il primo della lista presentata dalla Procura di Palermo al gup Ermelinda Marfia, che ha fissato l’udienza preliminare per l’8 maggio. Con Cuffaro, ancora agli arresti domiciliari da ottobre, compariranno anche altre otto persone, chiamate a rispondere a vario titolo di traffico di influenze e corruzione. Di corruzione risponderanno, insieme all’ex governatore, l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello Roberto Colletti – anche lui ai domiciliari – il primario del Trauma Center di Villa Sofia Antonio Iacono e lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso. Tutti sono accusati del presunto aggiustamento di un concorso per la stabilizzazione di operatori sociosanitari.
C’è poi il filone relativo agli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa, nel quale si ipotizza il traffico di influenze e che vede al centro alcuni ex dipendenti e collaboratori della Dussmann Service srl: Mauro Marchese, Marco Dammone e Ferdinando Aiello (cl. ’72) di Cosenza.
A loro si è aggiunto ora Roberto Spotti, indicato come legale rappresentante della stessa società. Sotto accusa anche Sergio Mazzola, originario di Belmonte Mezzagno, nel Palermitano, titolare della Euroservice srl. Le contestazioni iniziali, risalenti a novembre, erano molto più numerose. Una serie di ricorsi al tribunale del Riesame e le conseguenti decisioni hanno però indotto i pm Andrea Zoppi e Gianluca De Leo, che coordina il fascicolo, a concentrare le ipotesi accusatorie su elementi specifici, ritenuti pacifici anche dal Riesame.
Va invece verso l’archiviazione la posizione di Saverio Romano, deputato nazionale di Noi Moderati: l’ufficio inquirente aveva chiesto l’utilizzo delle intercettazioni a suo carico, ma l’autorizzazione è stata negata dalla Camera. Resta però in piedi il filone che vede imputato Mazzola, in concorso con Romano, «per il quale si procede separatamente». Secondo l’accusa, favorita dall’Asp su input del parlamentare, la Dussmann avrebbe ottenuto l’offerta di un incremento del valore delle prestazioni e del volume dei lavori, per cui si sarebbe rivolta alla Euroservice
La nota di Dussmann
Dussmann sottolinea che gli elementi emersi sino ad oggi dalle indagini escludono in modo netto qualsiasi beneficio, diretto o indiretto, in capo a Dussmann, rafforzando la posizione di totale estraneità dell’Azienda rispetto ai fatti oggetto dell’indagine della Procura di Palermo. Ad ulteriore conferma di ciò, si evidenzia inoltre che la gara in oggetto non risulta aggiudicata a Dussmann, essendo stata annullata in autotutela per le ragioni già evidenziate dal Tribunale del Riesame e dal GIP, riconducibili alla sussistenza di elementi indiziari riferibili a un intervento dei commissari in favore della società PFE S.p.A. Dussmann Service ribadisce di non aver tratto alcun vantaggio dalla vicenda, a maggior ragione considerando che la propria offerta tecnica non è stata premiata dall’ASP di Siracusa, che ha invece attribuito il massimo punteggio alla società PFE S.p.A., come risulta dai verbali di gara. Si precisa, inoltre, che nessun atto relativo alle indagini è mai stato notificato alla nostra Società. Dussmann Service ribadisce la piena fiducia nell’operato della magistratura, che ha condotto con rigore, imparzialità e nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento le attività di accertamento dei fatti. L’Azienda, infine, conferma di adottare da sempre rigorosi standard di comportamento etico, trasparenza e conformità normativa, in linea con il proprio Codice di Condotta e con le policy internazionali di Compliance & Integrity del Gruppo Dussmann.