San Giovanni in Fiore, chi è il “colibrì” che sposta il campo largo più a sinistra
Luigi Candalise, 35 anni, e l’esperimento per il dopo-Succurro nell’ex feudo rosso: un cartello civico che è anche politico e va dal Pd a Rifondazione

SAN GIOVANNI IN FIORE «Non arriverà al ballottaggio». Trasversalismi? No, «nuove partecipazioni» dice il centrosinistra che vuole scongiurare la prospettiva di un decennio targato Marco Ambrogio. La sfida è tutta intestata a Luigi Candalise, homo novus con barba marxista, piercing al labbro e borraccia d’ordinanza durante la prima uscita pubblica, l’altro ieri, durante la quale ha incassato tra le altre cose la sponda di Flavio Stasi, il sindaco di Corigliano Rossano che in molti vedono come il prossimo federatore del centrosinistra, forte di una esperienza amministrativa ben strutturata nonostante la giovane età. «Al primo comizio che ho fatto 7 anni fa a Schiavonea c’era meno gente di oggi…» lo ha spronato Stasi, «sono diventato sindaco a 35 anni, l’età che Luigi ha oggi».
Dopo Rende, prima di Cosenza
Dopo l’anomalia Rende – dove Sandro Principe è stato eletto senza l’appoggio del Pd che non ha neanche presentato il simbolo – il laboratorio del campo largo nel centro gioachimita si pone, al di là della sfida di fine maggio, come step verso l’appuntamento della primavera 2027 che riguarderà Cosenza.
Ambientalista, guida escursionistica, camminatore e biker, imprenditore nel turismo con studi in Scienze politiche e sociali all’Unical, Candalise è il nome di matrice civica (su input del collettivo Spontaneamente, in corsa anche con una lista omonima) che intanto ha, lui sì, federato nel suo piccolo una coalizione che va dal Partito democratico a Rifondazione Comunista passando per Alleanza Verdi Sinistra. Un programma aperto sul web e un calendario di incontri pubblici in aggiornamento, anche nei paesi limitrofi «per tornare a fare di San Giovanni in Fiore la capitale della Sila»: non solo un lessico che la sinistra non frequentava, da ultimo, dai tempi delle grandi mobilitazioni no global dopo-Seattle (collettivo, appunto, e “dal basso”) ma addirittura le parole “rivoluzione” e “compagni” che più d’uno sussurra laddove ad altre latitudini sono tabù in era post-ideologica.
«Sento una responsabilità ma voglio diventare il sindaco di tutti» ha detto Candalise senza scostarsi troppo dagli stilemi di chi ha anche il doppio dei suoi 35 anni. «Voglio ascoltare e amministrare, non governare perché quello è esercizio del potere. Datemi del tu, non del lei: siamo paesani e compaesani, basta con la retorica del borgo». Di sicuro la parlantina non manca.
La prima uscita pubblica
«Il consiglio comunale negli ultimi anni è stato sminuito, ratificando decisioni calate dall’alto, a parte poche eccezioni» ha aggiunto Candalise parlando per mezz’ora spaccata. «Riporteremo qualità politica e umana in consiglio, votate il candidato sindaco ma anche i ragazzi nelle nostre liste: non sono bravo a chiedere voti, portateci le vostre idee e siate parte del nostro progetto, che andrà oltre il 25 maggio 2026». Non promette lavoro ma cita casi come quello dei ragazzi dell’indotto della canapa, immagina che la cultura possa creare economia, non può dimenticare il nodo dell’assistenza sanitaria e non poteva essere altrimenti per chi è stato uno dei promotori del comitato Sila Salute Bene Comune, con assemblee sul primato del pubblico anche con 1500 partecipanti.
Nella piazzetta gremita intanto si susseguivano gli applausi. Altri hanno “curiosato” guardando la diretta fb del comizio che aveva, a ieri, oltre 16mila visualizzazioni; segno che la partita va oltre i confini del centro florense. Lui chiude con la favoletta del colibrì che vuole domare l’incendio nonostante il leone re della foresta che gli rema contro: raccoglierà accoliti e riuscirà in un’impresa impossibile da realizzare in solitaria…
«Luigi batte la strada, zaino in spalla: la sua conoscenza è competenza» lo ha salutato Maria Locanto, vicesindaco di Cosenza e presidente regionale del Pd giunta nel cuore della Sila con il segretario provinciale dem Matteo Lettieri. «La gestione ereditaria e familiare è mortificante» ha attaccato senza fare nomi ed evocando il “miracolo” di Elly Schlein.
Maria Pia Funaro ha scomodato invece il “Modello Parma” del sindaco Michele Guerra e le sue politiche per i giovani, nate dall’amore per la sua terra, poi l’esponente di AVS ha dettato in cima ai temi in agenda lo spopolamento («Nel 2025 ben 7mila giovani hanno lasciato la Calabria, praticamente la metà degli abitanti di San Giovanni in Fiore»), raccontando che «per noi piccoli di Campana – centro passato da 3500 abitanti di qualche decennio fa al migliaio di oggi – San Giovanni in Fiore era il centro di traino del territorio: la sfida adesso è questa – il rilancio del territorio – e Luigi ce la può fare, magari mandando anche un messaggio al capoluogo di provincia». Se sarà l’ennesimo “federatore” che durerà come un lampo, luminoso ma fugace, lo sapremo tra poco più di un mese. (e.furia@corrierecal.it)
Foto da diretta fb pagina Luigi Candalise Sindaco
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