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Sky Ecc & criptofonini

’Ndrangheta, le chat criptate dell’ex ultrà Ferdico e il traffico di droga dalla Calabria. «Milano la spacchiamo»

Per la Dda, tra ottobre 2020 e febbraio 2021, avrebbe utilizzato due dispositivi criptati, “Inter” e “Yuventus”, seguendo le principali fasi dello smercio di droga del gruppo Idà-Emanuele

Pubblicato il: 25/04/2026 – 6:55
di Giorgio Curcio
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’Ndrangheta, le chat criptate dell’ex ultrà Ferdico e il traffico di droga dalla Calabria. «Milano la spacchiamo»

VIBO VALENTIA Uno «straordinario riscontro investigativo» è quello che sarebbe emerso dall’analisi delle chat decriptate di SkyECC. È il giudizio delle Distrettuale antimafia di Milano sui contenuti emersi dalle conversazioni che avrebbero avuto come protagonista Marco Ferdico. Ex capo ultrà dell’Inter, il 41enne di Vimercate è coinvolto anche nell’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo del tifo nerazzurro, ucciso il 29 ottobre 2022 sotto casa, nel quartiere Figino, periferia ovest di Milano.

I criptofonini

L’ex ultrà dell’Inter, nel periodo ottobre 2020 e febbraio 2021, secondo la Dda, avrebbe avuto tra le mani due criptofonini, il primo col nickname “Inter” ma solo per un brevissimo lasso di tempo; il secondo, invece, con l’alias – forse anche un po’ surreale o quantomeno bizzarro – “Yuventus”. Attraverso questi due dispositivi, sono certi gli inquirenti milanesi, Ferdico avrebbe presenziato sostanzialmente a tutte le principali fasi dell’articolato smercio di sostanze stupefacenti messo in piedi dal gruppo Emanuele-Idà, che dal territorio della provincia vibonese si è dipanato nel centro e nord Italia, toccando le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Marche. I primi segnali risalirebbero già al novembre del 2020, periodo particolarmente complesso per via delle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19 in Italia. Ciò nonostante, asseriscono gli inquirenti milanesi, la ‘ndrina Idà avrebbe comunque «esteso i propri tentacoli nel territorio della Brianza e dell’Emilia-Romagna», riuscendo a movimentare comunque grossi quantitativi di sostanza di cocaina e marijuana.

Lo schema organizzativo della ‘ndrina

Gli inquirenti sono certi anche di aver individuato lo schema organizzativo del gruppo: Franco Idà e il figlio Michele avrebbero avuto il compito di interfacciarsi con i fornitori della Locride, ma anche con i sodali Marco Idà e Filippo Mazzotta, loro due delegati all’attività nel Centro e Nord Italia. Dall’analisi delle chat, innanzitutto gli inquirenti ricostruiscono lo stretto rapporto tra Marco Ferdico e Franco Idà in un periodo particolare della vita di quest’ultimo, alle prese con problemi di salute. Poi quelli tra Franco Idà e l’altro indagato, Pietro Parisi.



Il carico d’erba da Bologna a Milano

Al centro del dialogo «l’organizzazione di un viaggio a Bologna per caricare marijuana da trasportare poi a Milano». «Mi ha detto “quas” se domani vogliamo andare a Bologna / a prenderci l’erba / alle 12 gli danno conferma se cela danno vogliono sapere se siamo disponibili». Questo è il messaggio inviata da Michele Idà al padre. Quest’ultimo, da come sarebbe emerso, sapendo che Antonino Grillo si trovava a Soriano in quei giorni, «chiedeva al figlio Michele di confrontarsi con questi e chiedere la sua disponibilità per trasportare lo stupefacente a Milano e “piazzarlo” nel mercato lombardo», annotano gli inquirenti. E ancora: «Fatti mandare le foto che sono con Marco / Deve vederla…Da vicino se è buona si vende», risponde ancora Franco Idà, facendo riferimento proprio a Marco Ferdico con il quale, si legge nelle carte, evidentemente era in compagnia. Come emerso poi dalla conversazione, non restava che testare la qualità dell’erba. Di questo se ne sarebbe preoccupato Michele Idà insieme a Pietro Parisi. In caso positivo, sarebbe subito partito un carico da 30 chili da ritirare a Bologna. Il viaggio sarebbe stato organizzato da Parisi fino a Milano – sempre con la collaborazione di Grillo – il quale «avrebbe utilizzato come mezzo di trasporto un camion riconducibile alla sua ditta di autotrasporti di Ceriano Laghetto».

Parola d’ordine “cactus”

«Domani la vedo e ti dico / Voglio vederla / Con occhi miei». È Marco Ferdico “Yuventus” uno degli interessati al carico di droga. Prima, però, avrebbe dovuto vederla dal vivo, toccarla con mano. E lo avrebbe scritto nella chat comune, la stessa in cui più avanti nella conversazione Pietro Parisi informa i sodali che il carico di 21 kg sarebbe arrivato a Bologna a bordo di un tir e che la parola d’ordine da comunicare era “cactus”, si legge nelle carte. «Me la dai a 42 a me», chiede Ferdico, «Al buio non posso». Il giorno dopo l’ex ultrà interista contatta Franco Idà, dicendogli che in serata sarebbe arrivato a Milano in quanto avrebbero dovuto caricare “l’erba”. «A chi scrivo? / Allo zio?» chiede Ferdico in chat, rassicurando il gruppo anche su eventuali lockdown e blocchi stradali. «Dai io vi aspetto che ci sono un po’ di giri da fare un po’ di cose / ho altre cose in ballo / quando siete qua vi mostro».



Prima la marijuana, poi la cocaina

Come sarebbe emerso dalle chat successive e riportato nelle carte, il riferimento di Ferdico era ad alcune persone che gli avrebbero proposto delle cocaina proveniente dalla Bolivia a 35.500 euro al Kg, particolarmente pura. «Esce 87 sul cucchiaio / Non è scaglia ma fa come un cane / Un mio amico ha fatto due raglie non parlava più» scrive in chat Ferdico, sebbene la priorità degli Idà fosse quella di smerciare e al più presto i 22 kg che avevano da poco acquistato per il mercato di Milano. «Ok pomeriggio arriva l’erba a Milano / vedi di piazzarla così vengono giù subito sono 22 kg» gli replicava Marco Idà che, successivamente, avrebbe avvisato gli altri sodali che, nel frattempo, avevano preso il carico diretto nel capoluogo lombardo. «Come siete a Milano chiamate Marc che gli o detto di impegnarsi a toglierla tutta». «L’abbiamo già sentito Marco gli abbiamo detto che come siamo a Milano lo aggiorniamo». Il gruppo, secondo quanto emerso e riportato nelle carte, si sarebbe ritrovato proprio a Milano con Ferdico, con l’ex capo ultrà interista pronto a proporre ancora l’affare della cocaina, suscitando anche un certo entusiasmo in Marco Idà: «Prossimamente arriva se dio vuole / Milano la spacchiamo». (g.curcio@corrierecal.it)

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