Palmi al voto, Cardone incalza gli avversari: «Il loro programma è ancora sconosciuto» – VIDEO
Il candidato critico sull’assenza dello sfidante: «È la quinta volta…». Poi spiega il suo programma: dall’«effetto shock» sul commercio a Palmi 365

LAMEZIA TERME È già una delle città più belle della Calabria, simbolo della meravigliosa Costa Viola che unisce paesaggi mozzafiato e cultura. Ma Palmi ha ancora un potenziale che potrebbe portarla ad ambire il posto che merita, unendo turismo, cultura e commercio. È la sintesi del programma di Francesco Cardone, attuale presidente del Consiglio comunale e candidato sindaco alle prossime elezioni comunali del 24-25 maggio. Tre le liste a suo sostegno «totalmente civiche», come ribadisce nel corso dell’ultima puntata de L’altra Politica – Speciale Elezioni, diretto da Danilo Monteleone. Un confronto “mancato” con lo sfidante Giovanni Calabria, che per impegni sopraggiunti all’ultimo ha dovuto declinare l’invito.
Cardone rivendica continuità e autonomia
«La nostra è una coalizione assolutamente laica e civica» esordisce Cardone. «Credo che in una realtà territoriale come la nostra l’etichetta partitica possa rappresentare un limite». All’ultima tornata elettorale era stato eletto come consigliere comunale a sostegno dell’uscente Giuseppe Ranuccio, eletto al Consiglio regionale. Una candidatura, dunque, sulla scia della continuità con l’amministrazione attuale, che Cardone rivendica fortemente, insieme però alla sua autonomia: «Io non posso non rivendicare la mia provenienza e la mia appartenenza. Ma non sono figlio di nessuno se non di mio padre e ho una mia autonomia decisionale. Sono il presidente del Consiglio comunale, ma ho 53 anni e sono capace di discernere ciò che è giusto da quello che è sbagliato. Magari avrò idee che non coincideranno con quelle dell’amministrazione, com’è accaduto in passato con Ranuccio».
Sulla coalizione avversaria: «Uniti dall’abbattere l’amministrazione»
Sulla coalizione sfidante Cardone non fa giri di parole e li accusa di essere uniti solo per «abbattere l’amministrazione Ranuccio». Il riferimento, in particolare, è al sostegno di quattro ex sindaci per Giovanni Calabria: Antonino Parisi, Domenico Alvaro, Ennio Gaudio, e Giovanni Barone. «Nessuno di loro ha lasciato un brillante ricordo a Palmi. La differenza è che l’amministrazione Ranuccio, piaccia o non piaccia, le cose le ha fatte e sono sotto gli occhi di tutti». Il candidato sindaco cita poi un post «preoccupante» di Parisi in cui «invita a scegliere bene i candidati per non creare un danno a Calabria. E stiamo parlando di candidati loro: se già loro stessi si preoccupano della scelta sui loro consiglieri è preoccupante». Inoltre, «Calabria non ha esperienze politico amministrative, non ha mai fatto politica e si ritrova ad affrontare un cammino molto impegnativo dovendosi coadiuvare con questi ex sindaci. La città saprà valutare se è una scelta conveniente o meno». Cardone lo “punge” anche sull’assenza al confronto: «A me dispiace perché sarà la quinta volta che gli chiedo di confrontarci. Mi farebbe piacere farlo anche per conoscere il loro programma, che è ancora sconosciuto ai cittadini. Non so cosa vogliono fare per la città se non criticare me».
Sull’ospedale: «Ruspe solo in campagna elettorale»
Cardone, invece, il suo programma l’ha già presentato. Tra le priorità, sicuramente, la sanità, con occhi puntati sul nuovo ospedale: «Ogni tanto c’è qualche ruspa sul sito, mi dispiace che però questo diventi tema durante la campagna elettorale. Abbiamo visto una serie di camion durante le regionali, una volta finire la loro presenza è stata stranamente interrotta. Ora sembra che stiano comparendo un’altra volta» fa notare Cardone. Ma – chiarisce – non c’è nessuno che non vuole vedere realizzato l’ospedale: «Io sarei felicissimo se i lavori iniziassero sul serio e vengano ultimati in tempi accettabili». In attesa che sorga, intanto, resta la vecchia struttura ospedaliera che «in qualche modo sta rinascendo. Si stanno offrendo agli utenti una serie di servizi che prima non c’erano, anche con una ristrutturazione a costi ridotti».
Il turismo come «vocazione principale della città»
Altro tema prioritario è il turismo, la «vocazione principale» della città secondo Cardone che individua i tre punti centrali del programma già presentato: turismo, commercio e cultura. «La parola chiave è condivisione, Palmi è uno dei pochi posti con tre realtà completamente diverse tra loro e che devono lavorare in sinergia: ha il mare, ha un quartiere come la Tonnara e una collina alle spalle». Ed elenca una serie di interventi già realizzati o programmati: «A breve sarà inaugurato il Belvedere di Sant’Elia, anche alla Marinella restituiremo questo angolo di paradiso che da troppo tempo era chiuso e inaccessibile». L’idea, spiegata dal programma, è puntare su “Palmi 365”: «Unire turismo, commercio e cultura per consentire a Palmi di vivere 365 giorni l’anno, invece di concentrarsi un solo mese di turismo o quando c’è la festa della Varia». Anche perché di “gemme” preziose la città è piena: «C’è il Parco archeologico dei Tauriani, la Torre dei Saraceni, la Casa della Cultura, la Pinacoteca, Villa Repice». Proprio quest’ultima è «stata restituita alla città da poco con una grande collaborazione con tre associazioni. A loro va dato merito perché non è possibile che Leonida Repaci venga ricordato solo nominativamente, ma nessuno conosce queste realtà».
L’effetto “shock” su commercio e strisce blu
A Palmi la sfida è anche provare a rilanciare il commercio. Cardone ha tenuto un incontro nei giorni scorsi commercianti, ristoratori ed albergatori dal quale è emerso come tra i problemi individuati ci siano le strisce blu e i parcheggi. Cardone propone quello che definisce un “effetto shock”: «Se il commercio non riesce ad avere uno slancio definitivo proviamo a eliminare le strisce blu. L’impatto economico ovviamente c’è, ma non sono ancora così pazzo e le alternative le ho studiate per recuperare quella perdita. Se però serve a rilanciare l’economia palmese ben venga. Non è una proposta nata da un momento di follia, ma da un confronto con i commercianti». Stesso discorso per la Ztl, che potrebbe essere rivista soprattutto in inverno quando la gente è abituata a uscire in macchina.
Una Fondazione Palmi come quella sulla Varia
Tra i patrimoni da valorizzare ulteriormente c’è anche la Varia, il simbolo di Palmi diventato Patrimonio Unesco. «Io quando ne parlo ho la pelle d’oca. Ho avuto il privilegio di essere uno ‘mbuttatore della Statua e anche il presidente degli ‘mbuttatori, so cosa vuole dire amare la Varia che deve essere un volano per la città». Per Cardone è stata un’idea vincente la nascita della Fondazione: «Ma deve essere un organismo sganciato dal Comune e dalla politica, deve camminare sulle sue gambe. Io immagino per esempio la Fondazione Palmi, in cui si mettesse non solo la Varia ma anche la Casa della Cultura e il Teatro. Vorrei che tutto ciò che riguarda la cultura sia appannaggio di una fondazione che possa autonomamente gestirle». (redazione@corrierecal.it)
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