Urso: «Se dovesse perdurare il blocco di Hormuz l’emergenza sarà grave»
Lo ha detto il ministro del Made in Italy al “Quotidiano Nazionale”

ROMA «Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse perdurare dovremmo affrontare una vera grave emergenza, non solo sul fronte dell’inflazione per effetto del caro energia, ma anche su quello delle materie prime necessarie alle nostre filiere industriali. Penso all’elio, fondamentale per la microelettronica, all’alluminio, allo zolfo, ai fosfati e quindi ai fertilizzanti: intere filiere rischiano di saltare». Lo ha detto il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, motiva in una intervista al “Quotidiano Nazionale”, che ha parlato poi della richiesta alla Commissione di sospendere il Patto di Stabilità. «Per questo abbiamo chiesto margini fiscali per realizzare subito le misure necessarie a fronteggiare l’emergenza, e per questo abbiamo chiesto la sospensione del sistema perverso degli Ets, che paghiamo più di altri non potendo disporre di energia nucleare prodotta nel nostro Paese, come Francia e Spagna», ha aggiunto il ministro. Urso ha poi parlato della risposta data nei primi mesi della guerra. «Possiamo constatare che nei primi due mesi di guerra, con il blocco dello Stretto di Hormuz che perdura, l’aumento dei carburanti alla pompa in Italia è stato molto più contenuto rispetto agli altri Paesi europei. Il prezzo medio dei carburanti nel nostro Paese – come emerge dai dati Eurostat – è cresciuto a marzo del 3,7 per cento, contro il 12,9 per cento della media Ue e, in Germania, addirittura del 19,8 per cento. Per questo abbiamo assistito al fenomeno, del tutto inedito, di automobilisti che dalla Svizzera e dalla Francia, persino dalla Slovenia, hanno attraversato la frontiera per fare rifornimento nei nostri distributori», ha affermato il ministro.