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La Calabria tra presente e futuro. «Criticità strutturali ma anche fattori di resilienza»

La programmazione della Giunta nel Piao 2026-28, strumento di pianificazione che indica gli elementi di difficoltà ma anche punti di forza per l’amministrazione

Pubblicato il: 28/04/2026 – 19:41
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La Calabria tra presente e futuro. «Criticità strutturali ma anche fattori di resilienza»

CATANZARO «Criticità strutturali ma anche fattori di resilienza e potenzialità di sviluppo». La Regione Calabria mette nero su bianco gli elementi di difficoltà ma anche gli elementi di forza su cui impostare le strategie per il futuro. Il tutto è contenuto nel “Piano integrato di attività e organizzazione” (Piao) 2026-2028 adottato dalla Giunta, Piano che «rappresenta lo strumento fondamentale attraverso il quale l’amministrazione definisce, in modo unitario e coerente, le strategie di programmazione, organizzazione e sviluppo dell’azione amministrativa, in attuazione del quadro normativo vigente e dei principi di semplificazione, trasparenza ed efficacia dell’azione pubblica».

Il contesto esterno

L’analisi della Giunta guidata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto si focalizza anzitutto sul cosiddetto “contesto esterno” in cui opera l’amministrazione, un contesto – è riportato nel Piao – «caratterizzato da criticità strutturali di natura demografica, sociale ed economica, quali il calo della popolazione, l’invecchiamento demografico, le disuguaglianze territoriali e le fragilità del tessuto produttivo. Tali dinamiche incidono in modo diretto sia sulla capacità dell’ente di generare valore pubblico, sia sull’evoluzione e sull’intensità della domanda di servizi, ponendo al contempo rilevanti sfide in termini di sostenibilità finanziaria e organizzativa dell’azione amministrativa. Parallelamente – si legge nel Piao – il territorio regionale esprime fattori di resilienza e potenzialità di sviluppo, riconducibili al capitale umano, alle risorse ambientali e culturali, nonché alla presenza di filiere produttive e sociali dinamiche. Tali fattori, se adeguatamente presidiati attraverso politiche pubbliche integrate, possono contribuire a rafforzare l’efficacia delle strategie regionali, favorendo uno sviluppo più equilibrato e una maggiore capacità di risposta ai bisogni della comunità».

Criticità

Diverse le criticità individuate dal Piao: «Declino demografico strutturale e invecchiamento della popolazione: calo e invecchiamento della popolazione legato a dinamiche quali bassa natalità, emigrazione giovanile stabile, che rendono complesso un’inversione di tendenza nel breve-medio periodo, con effetti diretti sull’aumento della domanda di servizi socio-sanitari, sulla riduzione della popolazione attiva e sulla sostenibilità finanziaria. Perdita di capitale umano giovane e qualificato: laureati e profili specializzati tendono a lasciare la regione per assenza di opportunità coerenti con le competenze acquisite, con un conseguente impoverimento del tessuto produttivo e della capacità innovativa. Bassa partecipazione al mercato del lavoro: elevata quota di giovani e donne Neet e tassi di disoccupazione giovanile tra i più alti in Italia, che si traduce in maggiore vulnerabilità sociale e maggiore pressione sui sistemi di welfare regionale. Debolezza del sistema imprenditoriale locale: il tessuto economico è caratterizzato da micro-imprese poco capitalizzate, con difficoltà di accesso al credito, scarsa propensione all’innovazione e limitata apertura ai mercati esteri. Elevata complessità amministrativa del contesto: ciò richiede un rafforzamento delle competenze organizzative, della capacità di programmazione e della gestione efficace delle risorse pubbliche. Disuguaglianze territoriali interne: aree interne e montane soffrono di isolamento, carenza di servizi essenziali e ridotta accessibilità, aumentando il rischio di abbandono definitivo di interi territori. Fragilità del sistema dei servizi sociali e sanitari: l’invecchiamento della popolazione e la dispersione territoriale mettono sotto pressione i servizi socio-assistenziali, spesso insufficienti o disomogenei per qualità e copertura. Limitata attrattività per investimenti esterni: il combinarsi di infrastrutture carenti, tempi amministrativi lunghi e incertezza regolatoria riduce la capacità della regione di attrarre investimenti nazionali e internazionali».

Elementi di resilienza e opportunità

Ma per la Giunta non mancano elementi di positività su cui fare leva per lo sviluppo. Sempre dal Piao: «Patrimonio ambientale e paesaggistico di elevato valore: la ricchezza naturalistica, la biodiversità e la qualità del paesaggio rappresentano una base solida per modelli di sviluppo sostenibile, turismo esperienziale e valorizzazione delle aree interne. Potenziale del turismo destagionalizzato: oltre al turismo balneare, crescono opportunità legate a cultura, enogastronomia, borghi storici, cammini e turismo lento, con possibilità di maggiore stabilità occupazionale. Iniziative culturali e comunitarie: valorizzazione delle tradizioni e attrazione del turismo, anche internazionale, con potenziale impatto sullo sviluppo locale. Agricoltura di qualità e produzioni identitarie: le filiere agroalimentari tipiche (biologico, Dop, Igp) offrono margini di crescita attraverso innovazione, trasformazione locale e apertura a mercati di nicchia ad alto valore aggiunto. Presenza di una diaspora calabrese ampia e radicata: le comunità calabresi all’estero rappresentano una risorsa potenziale in termini di relazioni economiche, rientro di competenze, investimenti affettivi e imprenditorialità di ritorno. Diffusione di iniziative civiche e di comunità: in diversi territori emergono esperienze di rigenerazione dal basso, cooperative di comunità e reti locali che rafforzano il capitale sociale e contrastano lo spopolamento. Transizione digitale come leva di riequilibrio territoriale e organizzativo: la transizione digitale riduce i divari territoriali, migliora l’accesso ai servizi pubblici e rafforza l’efficienza dell’azione amministrativa, favorendo al contempo nuove opportunità di lavoro e imprenditorialità, anche nelle aree interne. Risorse pubbliche straordinarie come opportunità di svolta: se ben utilizzate, le risorse per infrastrutture, innovazione e inclusione sociale possono rappresentare un’occasione per superare ritardi storici e rafforzare la competitività regionale». (a. c.)

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