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Nuovo ospedale di Cosenza, l’impegno di Occhiuto: «Lavori al via entro fine anno»

Il governatore partecipa all’incontro pubblico organizzato dal Pd. Guccione: «Prioritario uscire dal piano di rientro»

Pubblicato il: 28/04/2026 – 19:43
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Nuovo ospedale di Cosenza, l’impegno di Occhiuto: «Lavori al via entro fine anno»

COSENZA L’attesa di un’ora è ripagata dalla prima data sulla realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza: «I lavori inizieranno per fine anno già coi primi fondi Inail – dice Roberto Occhiuto, invitato a un incontro del Pd sui modelli di cura – purtroppo prima di me non si è mai investito. Il nuovo ospedale risolverà anche altri problemi come la carenza di posti letto».
La sala del palazzotto liberty che fu sede della Banca d’Italia è gremita, al tavolo siedono anche il rettore dell’Unical Gianluigi Greco e Vitaliano de Salazar, dg dell’Azienda ospedaliera e commissario dell’Asp cosentina che elogia i promotori dell’iniziativa: «Bene che si passi dalla protesta alla proposta, è la bellezza della democrazia».
Da parte sua anche Carlo Guccione ringrazia il governatore («non era scontata la sua presenza qui») e spiega lo spirito dell’incontro pubblico ovvero «introdurre elementi di chiarezza sui tempi». Il membro della direzione nazionale del Pd entra subito nel merito della questione: «Sono passati 10 anni dal primo studio di fattibilità e 2 dal secondo, e ancora non c’è nessun cantiere aperto. Da 21 anni aspettiamo i nuovi ospedali di Vibo Valentia, Sibari e Gioia Tauro: nessun ospedale è stato attivato».
Sui fondi per il nuovo ospedale di Cosenza Guccione cita i 346 milioni Inail «non sufficienti a realizzarlo, così come sull’Azienda ospedaliera universitaria l’iter è stato avviato nel 2024 ma ancora è tutto fermo: un passaggio in Conferenza Stato Regioni, un parere del ministero della Salute e un Dpcm sono step propedeutici ancora non consumati. Finora – aggiunge Guccione – abbiamo visto solo l’istituzione della facoltà di medicina».
«Ora la priorità è uscire dal piano di rientro, basta emigrazione sanitaria da record, un calvario per migliaia di famiglie oltre che un esborso insostenibile. Sull’Annunziata parlano i dati: carenza di posti letto – in regione ne mancano 2000 per gli acuti -, pazienti con una diagnosi che non possono andare in reparto, ammodernamento urgente in alcuni reparti: oggi l’offerta è insufficiente rispetto alle potenzialità ed esigenze», conclude Guccione. (euf)

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