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Catanzaro, il centrodestra già scruta le Comunali 2027: schermaglie, incastri e (scomoda?) abbondanza

Le prime “manovre” di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Quadra comunque non facile. E c’è anche chi guarda a Vannacci…

Pubblicato il: 02/05/2026 – 13:03
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Catanzaro, il centrodestra già scruta le Comunali 2027: schermaglie, incastri e (scomoda?) abbondanza

CATANZARO Schermaglie e incastri. Per quanto tutti si affannino a dire che è ancora prematuro e che i giochi si faranno seri e duri solo dopo l’estate, nel centrodestra la marcia di avvicinamento alle elezioni comunali di Catanzaro, in programma nella primavera del 2027, è già iniziata. Ovviamente i ragionamenti sono ancora molto embrionali, subordinati peraltro anche ad altre dinamiche politiche, che attengono al livello nazionale e al livello regionale, senza dimenticare che la “casella” Catanzaro comunque va inserita in un contesto territoriale generale e più complessivo, nel quale si deve tenere conto ad esempio oltre che delle Amministrative nei due capoluoghi dove si vota a fine maggio, Reggio e Crotone, anche del Comune di Cosenza e in mezzo di alcune Province, tra cui proprio quella di Catanzaro. Insomma, per il centrodestra è un puzzle da sistemare ancora. Ma intanto, messaggi su e per Catanzaro vengono lanciati e una prova generale già c’è stata: quella del tentativo, poi fallito, di una parte dell’opposizione di mandare a casa anticipatamente il sindaco di centrosinistra Nicola Fiorita e andare alle urne per Palazzo De Nobili già a fine maggio. Tentativo fortemente cavalcato da Forza Italia (insieme ad Azione) e – a dire il vero un po’ blandamente – sostenuto da Fratelli d’Italia di Wanda Ferro e soprattutto dalla Lega di Filippo Mancuso, da più parti considerato il “nome forte” per la candidatura a sindaco per il centrodestra. Alla fine Fiorita è rimasto in sella e qualche tossina però è rimasta anche nel centrodestra, perché comunque la partita Comunali si è aperta e già c’è stata la corsa a marcare il territorio, con il primo “antipasto” alle elezioni di secondo grado per il Consiglio provinciale, dove Mancuso non ha sfondato pur eleggendo due dei suoi fedelissimi.

Il “parterre”

Alla corsa ha partecipato subito Fratelli d’Italia con la stessa Ferro che ha rivendicato la candidatura, ferma restando la disponibilità a ragionare su altre opzioni. Forza Italia ha già fatto capire di non voler restare semplicemente alla finestra e mantiene nella “manica” l’asso che era già pronto a calare se si fosse votato subito, il già quattro volte sindaco Sergio Abramo. E la Lega? Mancuso al solito non si sbilancia e non lascia trasparire nulla delle sue reali intenzioni (il suo nome è in campo anche come possibile candidato al Parlamento) ma nei giorni scorsi secondo gli analsti ha lanciato più segnali radunando il suo gruppo dell’area centrale: un segnale a uso interno – per far capire alla Lega che in vista del congresso regionale lui è pronto a farsi sentire – ma forse anche un segnale a uso esterno, cioè rivolto agli alleati con l’orizzonte agli appuntamenti elettorali.

Gli scenari

Provinciali comprese. Perché il Comune si intreccia anche con Palazzo di Vetro, per la cui presidenza si voterà prima, in autunno: secondo quanto si apprende da fonti del centrodestra, un accordo di massima assegnerebbe questa casella al partito più votato il 28 marzo, e cioè Fratelli d’Italia, ma la quadra non è scontata. È tutto un incastro, in effetti, prima che si dipani la matassa Amministrative 2027. Certo, l’obiettivo del centrodestra sarà quello di evitare il flop del 2022, quando i veti incrociati portarono la coalizione a sostenere un candidato sindaco di sinistra come Valerio Donato (perdendo malamente), ma le spaccature non sono da escludere nemmeno stavolta (e infatti le spinte terzopoliste in città non mancano). Anche perché in effetti di nomi nella coalizione ce ne sono persino in abbondanza: Mancuso, Abramo e ovviamente la stessa Ferro (è persino superfluo annoverarla, vista la sua leadership), mentre Noi Moderati, pur avendo una consistente pattuglia a Catanzaro, non avanzerebbe al momento alcuna pretesa. In una distribuzione di massima delle caselle nel centrodestra Catanzaro spetterebbe alla Lega ma lo schema non è affatto “ufficiale” e di acqua sotto i ponti fino al 2027 – che è anche l’anno delle Politiche… – ne passerà tantissima. Una “lettura” molto accreditata fin da ora ipotizza un nome di “superamento” individuandolo nel presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, unanimemente apprezzato (ma gradito soprattutto a FdI). Si vedrà. Certo, sono tante le incognite ancora da chiarire e non mancano le “manovre” sotterranee, come quella che – dicono i boatos, molto credibili – starebbe imbastendo un gruppo di volti importanti e storici del centrodestra che sarebbe già al lavoro con e per Roberto Vannacci e il suo Futuro Nazionale, che – si dice – avrebbe tutta l’intenzione di essere della partita di Catanzaro. E se così sarà, se ne vedranno delle belle… (a. cant.)

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