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Catanzaro e le Comunali 2027. Per il centrosinistra un orizzonte già pieno di incognite

Primi ragionamenti su possibili candidature per il prossimo anno. Il “peso” del sentiment poco favorevole sull’attuale amministrazione e delle difficoltà dei partiti, Pd in testa

Pubblicato il: 05/05/2026 – 20:55
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Catanzaro e le Comunali 2027. Per il centrosinistra un orizzonte già pieno di incognite

CATANZARO Un’altra era geologica… Quello che è successo nel 2022 – con il “boom” di candidature a sindaco di Catanzaro targate centrosinistra – sarà probabilmente una storia irripetibile: un candidato sindaco ufficiale, Nicola Fiorita, un candidato sindaco di estrazione centrosinistra poi appoggiato dal centrodestra, Valerio Donato, e infine un altro candidato sindaco di area progressista, Aldo Casalinuovo, che fece il passo indietro per favorire la discesa in campo dello stesso Fiorita, poi eletto sindaco al ballottaggio nel duello con Donato. Nel 2027 invece il quadro sarà completamente diverso, questo è poco ma sicuro. Le prossime Amministrative sono ancora solo all’orizzonte ma certi ragionamenti nello schieramento progressista sotto traccia si intuiscono e si percepiscono, insieme alla percezione di un sentiment non proprio favorevole per la coalizione che oggi guida Palazzo De Nobili, sia pure con il sostegno di una pattuglia di responsabili più di centrodestra che di centrosinistra. Nell’attesa di capire se nei prossimi giorni il sindaco Nicola Fiorita proceda a una sorta di rivisitazione della squadra di governo, con l’obiettivo di rilanciare l’azione politica e amministrativa – ipotesi che peraltro sembra stia perdendo quota – non manca tra gli analisti una valutazione sugli scenari che si potrebbero delineare da qui ai prossimi mesi. Come per il centrodestra, peraltro, anche per il centrosinistra le dinamiche territoriali si intrecceranno con quelle più generali, in particolare con le Politiche e con le future candidature alla Camera e al Senato.

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Il futuro

Sul piano numerico, lo schieramento alle ultime Regionali a Catanzaro ha tenuto e al referendum sulla giustizia ha vinto, ma è chiaro che la partita delle Amministrative sarà tutt’altra, a fronte peraltro di un centrodestra nel quale potrebbe esserci addirittura un problema di abbondanza. L’incognita più pesante per il fronte progressista resta sempre la tenuta del Pd, che a Catanzaro come altrove è particolarmente frastagliato e anche diviso, e con un rapporto con lo stesso Fiorita costantemente ondivago e mai pienamente lineare e tranquillo, anche se tra il sindaco e la leader dem Elly Schlein c’è da anni un forte asse. I più attenti osservatori del mondo politico catanzarese sostengono che una ricandidatura di Fiorita sia un’ipotesi sul campo, ma il sindaco non si sbottona e poi ovviamente dipende anche da come evolverà la situazione nei prossimi mesi, nel senso che se davvero ci sarà un cambio di passo – di cui però, detto in tutta franchezza non si vedono i segnali – quella ipotesi potrebbe diventare più che concreta. Accanto a questa ipotesi c’è però anche l’ipotesi di un Fiorita che potrebbe optare per le Politiche, magari in quota M5S, considerando i suoi “buoni uffici” con big come Giuseppe Conte e Pasquale Tridico. E considerando che i pentastellati a Catanzaro sono piuttosto evanescenti… E in effetti la sensazione generale è quella di un centrosinistra comunque piuttosto debole sul territorio: detto del M5S, c’è Avs che sta crescendo – da ricordare l’ottima performance alle Regionali di Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio comunale – ma ancora non sembra in grado di dettare legge. Resta il Pd, con gli sfilacciamenti di cui si parlava sopra: in tanti, tra gli analisti, puntano come possibile candidato sindaco su Francesco Pitaro, già consigliere regionale e positiva “sorpresa” delle ultime Regionali da candidato con i Democratici, il cui nome sarebbe molto gradito a due dem che contano, come il capogruppo regionale Ernesto Alecci e la dirigente nazionale Jasmine Cristallo. Nell’arco dei dem anche la possibile freccia Giusy Iemma, vicesindaco in carica. E poi c’è sempre la pista di un profilo civico, che nel centrosinistra oggettivamente non manca, anche se il rischio di fare alle elezioni da “vittima sacrificale” è un potente deterrente per tanti. Altro francamente il panorama progressista al momento non sembra proporre, se non l’impressione di una coalizione che davanti ha una strada in rapida e forse impossibile salita e che potrebbe alla fine persino frammentarsi, con aree che si saldano – trasversalmente – ad altri schieramenti. In conclusione, il 2022 non è ripetibile: questo è poco ma sicuro. (a. c.)

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